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Produzione mediale e immagini di casa: modelli e discorsi sull'abitare collettivo

All'interno dell'ampio dibattito teorico e disciplinare che lo studio della casa ha alimentato nel tempo, abbiamo principalmente cercato di rintracciare quelle dimensioni su cui si è costruito (e si modella tuttora) l'immaginario legato allo spazio domestico occidentale.
In un secondo momento, ci siamo concentrati sull’abitare contemporaneo sottolineando come, nei contesti occidentali, sia emersa una ‘critica postmoderna’ – intesa come un ‘nuovo’ modello di senso che scardina i concetti di realtà, identità ed esperienza delle pratiche quotidiane – che ha contribuito a rendere fortemente instabile e contraddittorio il contesto abitativo attuale.
In Italia, l’abitare e la casa sono recentemente tornati in agenda, in un quadro complessivo del problema che si è complicato sia dal punto di vista dei meccanismi di produzione, sia della domanda abitativa. Nel contesto storico attuale pertanto, la casa si ripropone quindi come ‘questione sociale’, nel momento in cui ad essa si richiede di disciplinare e, allo stesso tempo, soddisfare, le diverse esigenze che la frammentazione della domanda abitativa impone.
Nella seconda parte della nostra ricerca, è emerso in particolare quanto l’attuale questione abitativa presenti caratteri e problemi diversi dal passato che richiedono di porre il problema della casa sotto una nuova angolatura o, almeno, di elaborare diverse chiavi di lettura, sia dal punto di vista analitico e interpretativo, sia da quello delle possibili azioni.
Tuttavia, attualmente, (anche) in Italia abbiamo rilevato – attraverso una ricerca testuale sui discorsi sviluppati dalla stampa quotidiana e periodica – lo sviluppo e l’affermazione di un tentativo iniziale di definizione culturale e sociale, di modelli e pratiche di abitare collettivo che partono ‘dal basso’, e che trovano nella socialità che scaturisce da tali forme di condivisione il loro orientamento e definizione. Queste pratiche, di cui abbiamo approfondito solo le forme che rientrano nel dominio del ‘cohousing’, si presentano come forme collettive residenziali in cui viene ricreato il tessuto relazionale tra ‘vicini’, attraverso un mettere in-comune tra gli abitanti alcune tipologie di spazi e risorse.

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Introduzione “Every travel means to an end. Home.” Due anni fa mi trovavo a Londra per motivi scolastici. Inizialmente il trasferimento, anche se breve, si è rivelato profondamente spaesante: la lontananza si faceva sentire. Un pomeriggio, di ritorno da scuola, notai sulla mia Oyster card una frase che in un primo momento mi era sfuggita: “Every travel means to an end. Home.”. Quella parola, da sola così evocativa e insieme “calda” e rassicurante, ha dato inizio a questa ricerca. Nella vita quotidiana, capita spesso di “non vedere l’ora di essere a casa”, di “concedersi una serata a casa”, di “sentire la mancanza di casa”, e così via; la capacità della casa di rientrare nei nostri pensieri e discorsi è talmente ampia e trasversale che quasi non ci rendiamo conto di quanto essa abbia significato e valore per noi. In primo luogo, quindi, la casa è. Termine che ricorre tanto nell’uso quotidiano quanto in ricerca, la casa è stata oggetto di numerose indagini e definizioni che non possono essere univocamente collocate. Generalmente, si riconosce che la casa, nel contesto Occidentale, si sviluppa a partire da una dualità di fondo: la sua parte fisica o materiale (house) e la componente simbolica o di ‘attacamento’ (home). In accordo con Blunt&Downling, entrambe queste due dimensioni sono legate profondamente alla cultura e danno luogo ad uno spazio che è insieme relazionale e sociale, nonché storicamente specifico 1 . La casa è, infatti, il primo ambiente nel quale si recepiscono i modelli di orientamento culturale propri della famiglia d’origine, ma soprattutto, la casa (fornendo un punto di riferimento stabile ai comportamenti e in genere all’agire dell’individuo), favorisce il fissarsi di questi orientamenti e il loro tradursi in modelli culturali definiti. La vastissima ricerca che il tema della casa ha generato nel tempo, attesta come essa rappresenti un luogo importantissimo di crescita individuale e collettiva, un luogo ‘immaginato e immaginifico’ in cui si fondono diverse idee e sentimenti e in cui, come sostiene Mary Douglas, sviluppiamo il nostro essere animali ‘squisitamente 1 Cfr., Blunt A., Dowling R., Home (Key Ideas in Geography), Routledge, London, 2006 - Introduzione - 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Interfacoltà economia - sociologia - lettere e flosofia

Autore: Giulia Farini Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.