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La necessità di un progetto sull'educazione e sull'apprendimento motorio nella scuola primaria

I bambini che partono da una considerazione “minore” nella classe per quanto riguarda l’aspetto motorio, tendono molto spesso a non ritenersi all’altezza dell’esercizio proposto. Gli insegnanti e i genitori creano quindi dei pregiudizi sulle loro future capacità che li classificano come degli incapaci nella motoria.
Il punto è che se questi bambini venissero sufficientemente seguiti, stimolati e rassicurati dall’insegnante, potrebbero riuscire a superare i primi ostacoli che per loro sembravano insormontabili e in alcuni di loro potrebbe scattare un meccanismo irrefrenabile di desiderio di conoscenza del movimento in tutti i suoi aspetti che a volte chi sembra già “bravo” in partenza non ha.
Sto parlando di quel fuoco interiore, di quella voglia di imparare e ascoltare, di quella capacità di mettersi alla prova a prescindere in tutte le discipline motorie, che è più difficile da creare in chi ha la convinzione (di solito alimentata dai genitori) di essere nato ad esempio per giocare a calcio.
Con questo non voglio generalizzare dicendo che i “più bravi” sono svogliati o non vogliono imparare perché non sarebbe assolutamente vero. Voglio però porre l’attenzione sul fatto che spesso puntando solo su alcuni bambini (ritenuti portati per la ginnastica) potremmo lasciare una percentuale di bambini (perché ripeto non è che al contrario tutti i “più lenti” abbiano poi sempre risultati) che potrebbero riuscire magari in altre discipline quali ad esempio la ritmica, la ginnastica attrezzistica, i lanci etc. e non lo faranno mai perché, se dapprima qualcuno non crede in loro e li aiuta a trovare la loro dimensione, pensano di non essere portati per la ginnastica e occuperanno il loro tempo futuro in altri campi.
Con questo progetto di “Alfabetizzazione motoria” si vuole portare l’apprendimento motorio nelle elementari ed è chiaro che questo passo è necessario quanto indispensabile visto e considerato che parliamo di un’età in cui i bambini sono “duttili” da un punto di vista motorio e non solo.
Attraverso una regolare, programmata e competente attività motoria si può intervenire sui processi di crescita, maturazione ed apprendimento dei bambini, favorendo il loro percorso formativo e cognitivo. Questo perché l’attività motoria non è una materia fine a se stessa e sempre più esperimenti scientifici lo stanno dimostrando.
L’esperienza fatta con il Progetto di “Alfabetizzazione motoria” è un’opportunità per investire sulla formazione delle nuove generazioni non solo da un punto di vista motorio ma credo anche sociale.
L’apprendimento motorio può aiutare a star bene con se stessi e star bene con se stessi vuol dire star bene in mezzo agli altri.
"Bocciare è come sparare in un cespuglio: forse era ........" (don Lorenzo Milani)

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4 PREMESSA L’alfabetizzazione motoria Progetto pilota 2010 Il Ministero dell’Università dell’Istruzione della Ricerca e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano condividono, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, la realizzazione di un piano di alfabetizzazione motoria da attuarsi nella scuola primaria in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e di non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. Con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Claudio Aruffo Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.