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Costruzione, validazione e applicazione del questionario sul problema dell'Intersessualità nelle Competizioni Sportive.

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Alfine
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze e tecniche dell'attività motoria preventiva e adattata
  Relatore: Stefano Scarpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

Background: Un evento verificatosi durante i Mondiali di atletica a Berlino nel 2009 ha sollevato seri interrogativi riguardanti le tradizionali categorie di competizione sportiva basate sulle differenze di genere. La condizione di Caster Semenya, vincitrice della medaglia d'oro femminile degli 800 metri e sospetta ermafrodita, ha suscitato questioni di tipo antropologico ed etico di non facile soluzione. La 'paralisi' della IAAF - che non era in grado di decidere se l'atleta avesse dovuto conservare la medaglia d'oro o meno (fino a quando gli esami medici non avessero dato una risposta) - è del tutto comprensibile. Non si tratta infatti di una decisione facile - togliere la medaglia sarebbe stato visto come un insulto alla dignità degli ermafroditi, mentre permettere all'atleta di conservare la medaglia avrebbe distrutto le categorie tradizionali (gli ermafroditi potrebbero in questo caso decidere in quale categoria competere e quindi la loro condizione si potrebbe considerare comeun dono di natura). Ci sono dei criteri per stabilire l'identità sessuale di una persona? Possono esserci casi in cui l'identità maschile e femminile coesistono in un singolo individuo? In quale categoria dovrebbero competere gli ermafroditi?
Obiettivo: Dopo un approccio interdisciplinare supportato da una analisi a più livelli, che ha permesso di esaminare tutte le possibili soluzioni, gli obiettivi di questo studio sono stati sviluppare, validare e valutare l’applicazione di un Questionario riguardante il problema dell'Intersessualità nelle Competizioni Sportive (Q-ICS).
Metodi: I partecipanti sono stati 524 studenti universitari (382 femmine, 142 maschi) di età compresa tra i 19 e 30 anni (media 22,24). Il questionario è composto (inizialmente) da 35 item (scala Likert) con lo scopo di valutare i 5 seguenti fattori: Libera Scelta, Terza Categoria, Categoria Più Difficile, Standard Sportivi, Nessuna Soluzione.
Risultati: Le analisi statistiche (alpha di Cronbach, analisi fattoriale esplorativa, analisi fattoriale confermativa, analisi fattoriale sui singoli fattori, indici di bontà di adattamento del modello ai dati) hanno mostrato una buona validità e affidabilità dello strumento, confermando la struttura fattoriale.
Conclusioni: I nostri risultati indicano che il Q-ICS ha una buona capacità di misurazione dei cinque fattori. Anche se il quinto fattore ha ottenuto i punteggi medi maggiori, i partecipanti sembrano ritenere possibili tutti i cinque punti di vista; risultato che mostra ancora una volta la complessità di questa tematica.

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3 I QUADRO TEORICO 1. CENNI STORICI A partire dalle Olimpiadi Moderne di Parigi del 1900 nelle competizioni sportive vennero inserite le donne e da questo momento la distinzione sessuale, in ambito sportivo, è sempre stata in primo piano per permettere una competizione equa sia nei gruppi maschili sia in quelli femminili. Il modo più usato per definire con certezza il sesso d’appartenenza è il test sessuale, il cui utilizzo si è modificato e ridotto nel corso degli anni. Infatti questo veniva comunemente usato tra il 1960 e il 1970 nei paesi sovietici, nei quali non era raro trovare atleti che si fingessero donne per ottenere migliori risultati, oppure atlete a cui i loro allenatori somministravano una grande quantità di ormoni illegali per permettere loro di essere inserite in gruppi maschili. Queste ultime pratiche, come vedremo per il caso di Heidi Krieger, sono molto dannose per l’organismo in quanto creano delle modificazioni non fisiologiche delle secrezioni ormonali. Nel 1976, durante i Giochi Olimpici di Montreal, ad ogni atleta, a parte la Principessa Anna del Regno Unito, venne testata l’appartenenza sessuale. Successivamente, effettuare dei test di genere divenne sempre più complicato, sofisticato e costoso, conseguentemente la loro pratica quasi abituale venne meno, finché, nel 1992 la IAAF rese questo test non più obbligatorio, e nel 1996 anche il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) seguì l’esempio dell’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera. Conseguentemente vediamo come oggi, non essendo più obbligatorio testare il sesso degli atleti, sia più difficile scovare dei casi di intersessualità, e solo nel momento in cui l’atleta presenta dei tratti ambigui e dopo la richiesta ufficiale della Federazione sia possibile valutare il sesso con uno specifico test. Da ciò però emergono altre questioni su cui dibattere: è possibile definire sempre se una persona è maschio o femmina? possiamo trovare casi di estrema ambiguità sessuale? come definire la loro appartenenza ad una categoria sportiva? Questioni che compaiono principalmente in riferimento alla cultura

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Parole chiave

questionario
intersessualità
competizione sportiva
equità nella competizione
categorizzazione sportiva
standard sportivi
terza categoria
libera scelta

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