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Dal bilancio "sociale" al bilancio integrale. Premesse, grandezze e contenuti

Scopo della presente trattazione è quello di delineare un modello di bilancio che possa essere denominato “integrale” in quanto dovrebbe essere un documento di sintesi delle attività aziendali più completo rispetto a quelli fino ad oggi redatti a qualsiasi fine.
La trattazione prenderà avvio dall’analisi della storia del bilancio sociale in quanto antecedente storico (ma non teorico) del bilancio “integrale”. Si cercherà di individuare le motivazioni della mancata nascita e del mancato sviluppo del bilancio “integrale” ripercorrendo la storia e le esperienze (italiane ed estere) di bilancio sociale (capitolo 1).
Dopo aver completato il quadro storico con l’analisi della problematica del bilancio sociale anche nell’universo delle aziende cooperative (capitolo 1), si passerà ad analizzare l’azienda come istituzione in grado di soddisfare le attese umane; tracciare le linee fondanti della sua evoluzione ci consentirà di comprendere il perché del suo essere oggi soggettualità sociale. Verrà poi proposta una sistematica del bilancio integrale e indagate le sue relazioni col bilancio d’esercizio (capitolo 2).
Successivamente ci si occuperà di analizzare il contenuto fondamentale del bilancio “integrale”, cioè le modalità di formazione e misurazione dei fondi e dei flussi. Particolare attenzione verrà riservata ad alcune categorie di fondi e di flussi: rispettivamente ai fattori produttivi e al valore aggiunto (capitolo 3).
Completata la panoramica sul contenuto del bilancio integrale ci si focalizzerà sui documenti che lo compongono: Stato dei fondi, Conto del V.A. e Relazione sociale (capitolo 4).

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Introduzione 1 Scopo della presente trattazione è quello di delineare un modello di bilancio che possa essere denominato “integrale” in quanto dovrebbe essere un documento di sintesi delle attività aziendali più completo ri- spetto a quelli fino ad oggi redatti a qualsiasi fine. La “necessità” (se così si può dire) che ci ha spinti a ricercare in questa direzione risiede nell’osservazione dei cambiamenti intervenuti nelle aziende negli ultimi decenni e degli strumenti da queste ultime uti- lizzati per far fronte alle nuove esigenze conseguenti dall’operare in un ambiente profondamente diverso. Le aziende si sono scoperte come soggettualità sociali e ciò ha comportato l’abbandono della ricerca del profitto quale fine ultimo da perseguire. Piuttosto il profitto è divenuto un obiettivo da affiancare al conseguimento di un opportuno posizionamento fra i sistemi di interfe- renza e di relazione 2 . Posizionarsi opportunamente per le aziende significava e significa porsi nelle migliori condizioni per operare con successo; operare con successo, a sua volta, implica innanzitutto una corretta e proficua utilizzazione delle risorse a disposizione dell’azienda. Ciò al fine di poter soddisfare le attese di tutti coloro i quali hanno interessi in essa. Costoro possono essere: i titolari dei fattori produttivi o altri soggetti; gli altri soggetti ai quali ci si riferisce sono: i clienti, i fornitori, i concor- renti, i sindacati, l’opinione pubblica e la collettività in genere; da questo momento in poi per citare le categorie di soggetti diversi dai titolari dei fattori produttivi si utilizzerà il termine stakeholder. 1 La presente introduzione, si vuole precisare, è stata ispirata dal lavoro di C. LIPARI, Istituzio- ni di Ragioneria Generale, Introduzione ad uso esclusivo degli studenti, A.A. 1999/2000. 2 Il significato dei termini riportati sarà chiarito più in là nel corso della presente introduzione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rosa Giangardella Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.