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Yakuza ed organizzazioni criminali: fra mito e realtà.

Analisi sociologica e storica dello Yakuza, la criminalità organizzata giapponese.
Per approfondire la mia personale conoscenza sugli aspetti più oscuri dell’argomento, dunque, ho voluto presentare nei successivi capitoli una panoramica generale sullo yakuza, dalle origini all’evoluzione contemporanea, cercando di compararlo con il resto del mondo. Allo stesso tempo, ho provato ad analizzare in via sociologica la differenza fra devianza e criminalizzazione di un comportamento e l’impatto che, su di esso, hanno le rappresentazioni collettive, e come esse possano variare a seconda del contesto culturale.

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4 CAPITOLO 1: Devianza e organizzazioni criminali. 1.1 L’Ordine sociale. La Rivoluzione Industriale settecentesca, che dall’Inghilterra si espanse nel resto d’Europa, segna un punto di svolta nella storia dell’urbanizzazione umana dal momento che si formarono complessi conglomerati urbani dove un numero sempre maggiore di cittadini si trovò a vivere a stretto contatto. La pressione demografica subì una crescita esponenziale e vi fu una diversificazione di classi con esigenze e desideri a tratti convergenti e a tratti diversificati. Si originarono inevitabili tensioni fra il neonato proletariato urbano, la borghesia cittadina e le istituzioni, al che fu necessario istituire norme di comportamento e di pensiero condivisibili dalla maggioranza dei membri appartenenti. Filosofi, pensatori e sapienti di ogni epoca hanno seguito il percorso della società ed hanno cercato di analizzarne le forme ed i problemi, apportando ognuno una diversa interpretazione del reale. Si spaziò dagli umanisti agli illuminati, ai romantici esaltatori della natura, per passare ai positivisti, idolatri del progresso e del metodo scientifico; ognuno ansioso di scovare il dato chiarificatore del mondo. Nel mezzo di questa eterna lotta nel XIX secolo nacque la sociologia, una branca di studi che si propone di applicare il metodo scientifico al conoscimento sistematico dell’organizzazione sociale e dei modi in cui le persone la generarono, in risposta all’ esigenza indagatrice dell’uomo, al fine di trovare un’interpretazione alle metamorfosi provocate dalla modernità. Il termine fu coniato da Auguste Comte, a seguito delle sue riflessioni sulla ciclicità del tempo, ma non si possono certamente negare le origini di questa materia nella filosofia politica e sociale di Platone, Aristotele, Hobbes, Macchiavelli, Rousseau, Hegel e molti altri. Furono forgiati diversi rami della disciplina, la sociologia storica, la microsociologia, la macrosociologia e molte altre, i cui esponenti si specializzarono nello studio dell’uomo a 360° gradi.

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione linguistica e culturale

Autore: Aurora Martina Granata Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.