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Mass media e proteste in Siria. Tra schizofrenia mediatica e guerra delle immagini.

La ricerca, nata dall'interesse per il delicato e complesso rapporto tra mass media e politica, tenta di rispondere ad alcuni interrogativi fondamentali: come si declina tale rapporto nel caso specifico della Siria? Quali sono i meccanismi di controllo attraverso i quali il governo siriano esercita la propria influenza sui mezzi di comunicazione nazionali? Qual è stata la tipologia di copertura mediatica ricevuta dalle proteste siriane da parte degli agenti dell'informazione coinvolti? Si può parlare di una vera e propria guerra delle immagini, accompagnata da relative strategie mediatiche? Infine, in un contesto nel quale internet e i social media acquistano un sempre maggiore utilizzo, qual è lo spazio guadagnato da questi nuovi agenti mediatici nel campo dell'informazione e nella crisi siriana?
L'ondata di "turbolenze rivoluzionarie" che ha scosso l'area del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale ha certamente attratto l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sulla regione, facendone non solo un fenomeno culturale, ma anche e soprattutto un evento mediatico.
All'interno delle nuove dinamiche che interessano i rapporti tra mezzi di comunicazione e conflitti, la copertura mediatica delle proteste siriane pare essere affetta da una rara forma di schizofrenia, per la quale i fatti diventano mere opinioni, l'obiettività intesa all'Antiseri viene a mancare, e la comunicazione tra i vari agenti dell'informazione è del tutto assente.
Vi è una cura a tale malattia? Anche a questo spinoso interrogativo la ricerca tenta infine di dare una risposta.

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3 INTRODUZIONE: La relazione tra politica e mass media è particolarmente articolata, eterogenea e sfaccettata: con il progresso delle tecniche di comunicazione e degli strumenti che la permettono, il potere del condizionamento della cultura, delle immagini e delle informazioni è andato sempre più accrescendosi, tanto da far emergere nel dizionario storico termini come consenso, propaganda e “quarto potere”. Quando Edmund Burke pronunciò per la prima volta, rivolgendosi ai giornalisti presenti nella tribuna della Camera dei Comuni, tale espressione, aveva probabilmente già in mente quale sarebbe stato il ruolo dell’informazione nel modellare e influenzare il discorso politico. Ma anche il procedimento inverso è valido: l’ambito della politica è stato uno dei più grandi esploratori delle potenzialità dell’informazione e dei mezzi di comunicazione come strumenti per condizionare l’opinione pubblica. Ecco dunque che il rapporto tra mass media e politica, un rapporto a doppio senso, diventa l’oggetto di numerose ricerche e analisi, che finiscono inevitabilmente per coinvolgere anche il discorso sulla professione giornalistica.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Milena Paglia Contatta »

Composta da 288 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1919 click dal 19/04/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.