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La filosofia in filigrana: Maimonide e la Guida dei perplessi

La tesi verte su Maimonide, filosofo ebreo del Medioevo. Il titolo stesso indica lo stato di precarietà in cui versa la filosofia nel mondo ebraico: la fede costringe i filosofi a dissimulare le proprie idee che, per le autorità religiose, scalzano le basi della rivelazione.

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3 PREMESSA La storia del pensiero ebraico medievale trova il proprio termine di riferimento in Maimonide: furono, per primi, i suoi contemporanei a riconoscerne la grandezza, scrivendo che era stato Dio a mandarlo «…per far germogliare e fiorire una terra arida, con la pioggia stillante della sua sapienza» 1 . Chiamato ad operare in un periodo difficile tanto per il popolo ebraico, quanto per la falsafa, Maimonide levò significativamente la sua voce: in qualità di giurista, dotò gli Ebrei di un codice normativo che li unisse nonostante la Diaspora; come filosofo, ebbe il merito di sdoganare la filosofia, traendola, con prudenza, dalla clandestinità a cui l’aveva confinata la religione. Considerandosi, infatti, unica depositaria di una verità esclusiva, la religione non tollerava nessuna indagine razionale, nel timore che essa finisse per scalzare le sue basi 2 . 1 Cfr. Maimonide, Lettera sull’astrologia , il melangolo, Genova 1994, p.34. 2 Cfr,. M.-R. Hayoun, I filosofi ebrei nel Medioevo, Jaca Book, Milano 1994, p. 68.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marienza Benedetto Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2514 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.