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Lotta alla povertà in Tanzania

Informazioni tesi

  Autore: Lara Casamenti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Arrigo Pallotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

In Tanzania la povertà è un fenomeno che riguarda maggiormente le zone rurali, dove la sua incidenza, intesa come difficoltà di soddisfare i bisogni primari, si stima al 57% .
La prima parte della tesi analizza, a partire dall’indipendenza, l’originale percorso fatto dal paese, ossia la scelta di un’ideologia socialista come mezzo per raggiungere uno sviluppo equo, rendendosi indipendenti dagli aiuti internazionali. Il socialismo africano, fondato sull’idea che il benessere collettivo dovesse superare quello individuale, creando le cosiddette Ujamaa, ossia villaggi comuni, non diede i risultati sperati poiché fu mal pianificato e in modo frettoloso. Alla non riuscita contribuirono anche fattori esogeni quali la crisi petrolifera degli anni Settanta, la Guerra con l’Uganda e vari periodi di siccità deleteri per un’economia fondata in maggior parte sull’agricoltura.
Nel secondo capitolo si delinea la situazione attuale del Paese, utilizzando gli indicatori di crescita e riduzione delle povertà di reddito attraverso aspetti fondamentali della società quali il livello di educazione, l’accesso alle cure sanitarie e la responsabilità politica.I dati utilizzati sono estratti dello Human and Development Report 2009.
Nella terza ed ultima parte dell’elaborato si sintetizzano le politiche adottate a livello internazionale per aiutare i PVS.
Prima il Washington Consensus negli anni Ottanta e poi il Post-Washington Consensus degli anni Novanta.
Entrambe risultano non idonei a risolvere o per lo meno migliorare la situazioni di questi Paesi, in quanto non tengono conto delle varie peculiarità nazionali oltre alla difficoltà di attuazione di tali provvedimenti in tali contesti.

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4 Capitolo I Background socio-politico 1.1 Breve profilo storico La Tanzania si formò nel 1964 dall’unione dei sue stati indipendenti del Tanganika e di Zanzibar. E’ uno dei paesi più estesi dell’Africa con una popolazione che si aggira attorno ai 30 milioni di abitanti; dal punto di vista religioso il paese si divide perfettamente in un terzo mussulmano, un terzo cristiano ed un terzo pratica la religione tradizionale. La capitale economica della Tanzania è Dar es Salaam. Il Tanganica, colonia tedesca dal 1888, dopo la prima Guerra Mondiale, fu amministrata dalla Gran Bretagna con mandato della Società delle Nazioni. Le prime elezioni si tennero nel settembre del 1958 e nel febbraio 1959 dalle quali scaturì un nuovo Consiglio dei Ministri composto per la prima volta anche da africani. Alle elezioni del settembre del 1960 il Tanganyka African National Union (TANU), il partito nazional- indipendentista tanganicano, si affermò alla guida del paese e solo un anno dopo, il 9 dicembre 1691 il Tanganica diventò un membro indipendente all’interno del Commonwealth. Ancora un anno dopo, il 9 dicembre 1962 il Tanganica divenne una Repubblica di cui Julius Nyerere, leader del TANU, divenne presidente. Nel 1964 fu proclamata la repubblica anche a Zanzibar, in seguito ad una rivolta armata, e il governo zanzibariano firmò un Atto di Unione con il Tanganica dando vita, così, alla Repubblica Unita. Nel 1965 Nyerere fu eletto

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Parole chiave

socialismo
sviluppo
tanzania
povertà
washington consensus
dichiarazione di arusha
post washington consensus

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