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Ricordo e Identità nel memoir di Louise DeSalvo e Tina De Rosa

Ricerca dell'identità delle autrici contemporanee italo-americane di terza generazione, attraverso il genere autobiografico del memoir.
[...] La linea del nostro dibattito avrà inizio da uno sguardo e da una lettura “distante” nello spazio e nel tempo, che, nel primo capitolo, ripercorre le origini di quei transiti. Contestualmente ritroveremo il senso del memoir come pratica letteraria e politica.
Nel secondo capitolo ci chiederemo in che modo la scrittura, in particolare quella di Louise DeSalvo, possa liberare la famiglia e la donna da segreti e tabù. Fondamentale sarà riconoscere una tradizione letteraria femminile, la modalità di scrittura autonarrativa delle minoranze, l’esplorazione di punti di vista non ufficiali e gli ostacoli alla produttività e all’autodefinizione che Louise DeSalvo affronta quando problematizza la diversità etnica e identitaria. Nel suo memoir, il malessere diventa metafora di una condizione che investe la scrittura italoamericana.
Nel terzo capitolo, infine, le aspirazioni non convenzionali di una donna s’incontrano con la complessità di un ricordo che illustra la stratificazione simbolica e lo spaesamento fisico, familiare, mitico e sociale nella difficile relazione tra spazi esterni ed interiori. Mostreremo come le immagini poetiche di Tina De Rosa raccolgano la sfida di riassumerne la verosimile potenza trasformatrice, il desiderio di mobilità nel presente e la necessità di conservare il passato.

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1 ABSTRACT #1 Questo nostro itinerario unisce la necessità di recuperare connessioni e continuità nel processo di costruzione dell’identità italo-americana femminile che rimodella i confini del discorso tra Vecchio e Nuovo Mondo. In particolare, tracciamo i rapporti tra luoghi e identità nelle opere di Louise De Salvo e Tina De Rosa; indaghiamo la coscienza del soggetto femminile che scrive e aspira ad andare al di là dei propri confini culturali, attraverso un genere particolare che funge da filo conduttore della nostra analisi: il memoir, inteso come pratica letteraria e politica. Attraverso la scrittura e il dialogo con modelli letterari femminili ritenuti fondamentali per custodire e tramandare la memoria di altre esistenze, le nostre autrici rivendicano la possibilità di auto-rappresentazione culturale e sollecitano domande su se stesse e sulle comunità di appartenenza, finalmente incluse nella letteratura canonica. Il nostro discorso si legge come ritrovamento dell’autorità di voci che offrono anelli di congiunzione tra passato e con la conseguente riconfigurare dei soggetti e delle lingue. Si può dedurre che una scrittura così , operi scelte originali quando non si cura di essere lineare e riconducibile a narrazioni preesistenti, optando invece per una prospettiva plurale che lasci spazio a più voci, che nasca dal contatto di più lingue e soggetti parlanti, distinti per storia emotiva e sociale. Così, se il memoir di Louise De Salvo, (Vertigo), apre a quegli elementi chiave che chiariscono il dilemma assimilazione/separazione, allo spaesamento e all’orgoglio ostinato di radici che fungono da principale veicolo di espressione artistica, culturale e alterazione sociale; le microstorie di Tina De Rosa (Paper Fish) diventano, invece, manifestazione poetica di una dislocazione spaziale e

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Roberta Trovato Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1575 click dal 24/04/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.