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Il Cardinal Maurizio di Savoia: collezionista e mecenate nella Roma del Seicento

Il presente studio si è posto l’obiettivo di indagare il ruolo del principe cardinale Maurizio di Savoia all’interno del panorama collezionistico sabaudo dei primi decenni del Seicento. La sua cultura polifonica, l’amore per la poesia e per la pittura, il coinvolgimento politico come mediatore tra il Ducato sabaudo e le corone francese e spagnola e il determinante contributo a favore dell’elezione al soglio pontificio di Gregorio XV (1621) e del suo successore Urbano VIII (1623), fanno dell’ecclesiastico una personalità di primo piano non solo in Piemonte, ma soprattutto a Roma, dove soggiornò in modo continuativo tra il 1621 e il 1627 e saltuariamente nel decennio successivo.

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1 CAPITOLO I IL PRINCIPE CARDINALE MAURIZIO DI SAVOIA, DIPLOMATICO ED ACCADEMICO DESIOSO 1.1 La carriera ecclesiastica tra Roma e Torino «E poiché i papi non durano molto, convien stabilire anche le cose di Roma con un Cardinale di questa Casa: e per questo conviene che Maurizio mio figlio quartogenito sia Cardinale, come presto se ne supplicherà il Papa, per potere in Roma, con la fazione del cardinale Aldobrandino, che si mostra tanto mio, ed altri signori cardinali miei amici, aver sempre più gagliarda parte nel pontificato» 1 . Con queste istruzioni il duca Carlo Emanuele I (1562-1630) getta le basi di una duratura intesa tra il ducato sabaudo e la Roma papale e favorisce l’ascesa al potere del principe Maurizio (1593-1657) che, consapevole del ruolo d’eccezione di primo cardinale della dinastia, seppe glorificarne la magnificenza. La nomina arrivò nel 1607 per volontà di Papa Paolo V Borghese (al secolo Camillo Borghese, 1552-1621) e da quel momento in poi la presenza di un principe ai vertici della gerarchia ecclesiastica mutò la fama internazionale dell’intero casato piemontese, garantendo ai Savoia una fitta rete di alleanze, impossibile da ottenere con la guerra o gli interventi diplomatici. I primi anni della sua attività si svolsero tra Roma e Parigi, dove si trovava nel 1619 per concludere la trattativa per il matrimonio tra suo fratello Vittorio Amedeo (1587-1637), erede al ducato e Cristina di Francia (1606-1663), sorella del re Luigi XIII. Questo breve soggiorno, conclusosi nel mese di marzo, si rivelò importante per Maurizio non solo dal punto di vista politico, ma soprattutto culturale: Parigi era crocevia commerciale di gioielli, tessuti e arredi, dove confluivano artisti provenienti da tutta Europa, abili trattatisti come Frans Pourbus il Giovane (1559-1622) al quale il Cardinale si rivolse per un’effigie e si potevano acquistare quadri fiamminghi. 1 L. RANDI, Il principe cardinale Maurizio di Savoia, Firenze 1901, p. 17.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Giulia Fontanesi Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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