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Il multilinguismo nella formazione dei cittadini europei: il caso studio di una scuola europea di Bruxelles

Sono parito dall’importanza di imparare a parlare e a pensare in più lingue come carattere fondamentale dell’educazione, e della formazione, dei cittadini europei. I tre capitoli della mia tesi affrontano questo argomento da tre diversi punti di vista.

Nel primo capitolo ripercorro le fasi principali della politica linguistica dell’UE, i concetti di multilinguismo e multiculturalità da una parte, e quelli di plurilinguismo e interculturalità dall'altra; e poi le problematiche e le contraddizioni, amplificate dal recente allargamento a 27 stati, legate al ruolo di lingua franca che sembra ricoprire ormai l’inglese in contrapposizione alle strategie del multilinguismo che la stessa Unione Europea cerca di portare avanti. Prendendo in esame i caratteri generali di quella che può essere una politica linguistica, ho descritto le possibili strategie linguistiche sulle quali l’Unione Europea ha effettuato le proprie scelte politiche, e le ho brevemente confrontate con le diverse scelte politiche attuate in una realtà completamente diversa che è quella degli Stati Uniti.

Il secondo capitolo espone il ruolo dell’educazione, intesa non solo come apprendimento delle lingue ma anche come accoglienza e comprensione delle diversità di cui esse sono portatrici. E’ la strada migliore da seguire per permettere ad ogni cittadino europeo di esplorare la ricchezza contenuta nella diversità europea e per sviluppare quel sentimento di appartenenza che risiede nell'identità di ciascuna persona. E’ anche ciò che permette, dal punto di vista economico ma non solo, di portare innovazione. L'obiettivo dell'UE in sostanza è che un ragazzo finlandese e un ragazzo greco abbiano la possibilità di accedere all'insegnamento di almeno due lingue straniere che abbracci gli stessi valori, gli stessi criteri di valutazione e la stessa apertura alle altre culture.

Infine mi sono proposto di fornire un esempio concreto di realtà multilingue nell'ambito dell’istruzione. Volevo vivere un’esperienza che mi permettesse di riportare dati, impressioni, racconti di situazioni ed esperienze vissute, toccando con mano le questioni sulle quali ho sviluppato le mie argomentazioni nei primi due capitoli, che sono di natura essenzialmente teorica. Volevo sviluppare delle idee ed impressioni personali potendomi basare anche sulla mia esperienza di osservazione. Ho fatto questo visitando la Scuola Europea di Bruxelles, una scuola multilingue che comprende un iter formativo che va dall’asilo al diploma ed è rivolta principalmente ai figli dei funzionari europei. Ho intervistato diversi insegnanti e organizzato attività in alcune classi.

I temi dell’identità e della cittadinanza europea ricoprono un ruolo di primo piano nel corso di tutti e tre i capitoli,nel primo ho esposto i principali caratteri e le condizioni per far si che la cittadinanza europea prenda le forme della partecipazione attiva e consapevole attraverso l’esperienza e non rimanga una semplice informazione della quale prendere coscienza.

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3 PRESENTAZIONE « Nonny: You know, Dad, people need to stand up and fight for what they believe in, or nothing's ever going to change. Nonny‟s dad: People need to sit down and talk. Otherwise, people won't change.» “A far off place”, regia di Mikael Salomon (USA 1993) La comunicazione costituisce una delle più interessanti sfide e priorità dell‟epoca in cui viviamo. È innegabile infatti che il bisogno di comunicare delle persone è aumentato proporzionalmente con l‟incremento e il miglioramento degli strumenti che ci permettono di farlo. Il nostro modo di comunicare appare in continuo cambiamento non solo dal punto di vista degli strumenti, ma anche dal punto di vista dei contenuti, degli scenari a cui la comunicazione dà vita, delle capacità di ascolto raggiunte. Ciò non è solo riscontrabile nelle interazioni tra singole persone, anche dal punto di vista della politica internazionale è possibile prendere atto del fatto che la qualità e la consistenza della comunicazione fra le nazioni hanno conosciuto dei progressi straordinari, basti pensare che in Europa da più di sessant‟anni la guerra non è considerata più come l‟unica opzione per la risoluzione delle controversie internazionali, nonostante si sia ancora in alcuni casi arrivati ad essa, ma anzi è considerata la peggiore e la più estrema. L‟Europa, come ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano, citando le parole della cancelliera tedesca Merkel in occasione della giornata della memoria del 27 gennaio 2012, «è la nostra fortuna..se non avessimo l‟Europa forse anche la nostra generazione si farebbe la guerra». La capacità di comunicazione riveste un ruolo fondamentale in qualunque situazione, dalla discussione di due persone qualsiasi su un argomento, su un difficile problema alle opposizioni tra due parti politiche che non sempre riescono ad ascoltarsi e comunicare, fino alle delicatissime questioni internazionali tra due diversi governi tra i quali si è creata una pesante frattura. In qualsiasi di queste situazioni le vie sono due: in una si cerca di parlare, di esprimersi e di ascoltare, si deve aver voglia di risolvere il problema da entrambe le parti, si deve aver voglia di trovare il miglior accordo possibile non solo per la propria parte, ma anche per l‟altra, con la buona volontà di non danneggiarla in alcun modo, per quanto diversa possa risultare, o per quanto danno possa in precedenza avere arrecato. Quello che nella prima via insomma ha luogo è un dialogo. Nella seconda via, si chiudono le porte al dialogo, una delle due parti (o nessuna delle due) non ha la minima voglia di dialogare ed è li che la violenza si genera, e l‟uomo è capace di commettere qualsiasi male. All‟origine dell‟Unione Europea, di cui oggi noi facciamo parte, si trova la volontà, nata dopo l‟ultima guerra mondiale, dei principali

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Emanuele Illuminati Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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