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Analisi degli italianismi in un corpus di copioni cinematografici contemporanei in lingua inglese (1994-2010)

L’obiettivo della presente ricerca è stato quello di studiare la presenza degli italianismi nella lingua inglese. Il lavoro si è mosso attraverso una sorta di procedura inversa in cui, dando per scontato l’influsso della lingua inglese su tutto il globo, si presta attenzione sui rapporti linguistico-culturali anglo-italiani per studiare quanto e come il Belpaese abbia influito nel corso di sette secoli sull’attuale lingua franca.
Grazie al ruolo che veste oggi l’inglese, abbondano anglicismi in tutte le lingue del mondo, compreso l’italiano.
In Italia la forza espansiva dell’inglese è tale che non solo abbiamo prestiti adattati (devoluzione) e calchi (grattacielo < skyscraper) ma anche processi di derivazione che dimostrano il radicamento dei forestierismi e l’acclimatazione di questi nella nostra lingua: da “film” abbiamo ad esempio “filmare”, “filmografia” e diversi altri. Ma la maggior parte degli anglicismi penetra nell’italiano in forma non adattata, basti pensare a “manager”, “leader”, “chat”, “stop”, e numerosi altri senza escludere l’intero vocabolario informatico.
Osservando dunque tale fenomeno nella mia lingua madre è nata la curiosità di riflettere sul processo inverso, quello che vede l’italiano come fonte di arricchimento del lessico inglese.
Al fine di raggiungere il suddetto obiettivo verranno analizzati cinque copioni cinematografici contemporanei utilizzati come campioni della lingua orale inglese, all’interno dei quali si porterà avanti un’accurata ricerca dei termini di etimologia italiana. Essi saranno selezionati sulla base di un gusto del tutto personale e con la prerogativa di soddisfare l’obiettivo di tale lavoro. Si intendono dunque esaminare le seguenti pellicole: “Eat, Pray, Love” di Ryan Murphy (2010), “Grumpier Old Men” di Howard Deutch (1995), “Only You” diretto da Norman Jewison (1994), “The Talented Mr. Ripley” di Anthony Minghella (1999), e infine “Titanic” scritto, diretto e prodotto dal celebre James Cameron (1997).
Per svolgere questa analisi impiegherò tre principali strumenti: alcuni importanti dizionari monolingue, dizionari etimologici ed infine i due principali corpora relativi alla variante inglese-britannica e inglese-americana.
La ricerca intende organizzare i risultati all’interno di un glossario in cui ciascun italianismo verrà dettagliatamente esaminato e commentato. Inoltre alcuni grafici esplicativi avranno la funzione di mostrare la parte scientifica della presente indagine.
La tesi si articola nei seguenti capitoli: Il Capitolo 1 tratterà del fenomeno del prestito linguistico a partire da concetti generali a quelli più specifici e particolari prendendo in esame sia aspetti prettamente linguistici che storico-diacronici nella presentazione dei rapporti culturali anglo-italiani. Un piccolo paragrafo inoltre si occuperà dello stereotipo italiano nella visione anglo-americana.
Il Capitolo 2 sarà invece incentrato sulla metodologia utilizzata nell’approccio al tema degli italianismi nella lingua inglese. Verranno dunque presentati i copioni cinematografici e i relativi strumenti analitici. Il terzo capitolo riguarderà la stesura del glossario nel quale verranno analizzati e ordinati gli italianismi individuati. Il Capitolo 4 infine tirerà le somme dell’intera ricerca basandosi su dati empirici e semplificati da grafici esplicativi.

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4 Introduzione Niuna lingua è ricca abbastanza, né può assegnarsi alcun tempo in cui ella non abbia bisogno di nuove ricchezze (Cesarotti 1800: 20). L’obiettivo della presente ricerca è stato quello di studiare la presenza degli italianismi nella lingua inglese. Il lavoro si è mosso attraverso una sorta di procedura inversa in cui, dando per scontato l’influsso della lingua inglese su tutto il globo, si presta attenzione sui rapporti linguistico-culturali anglo-italiani per studiare quanto e come il Belpaese abbia influito nel corso di sette secoli sull’attuale lingua franca. Grazie al ruolo che veste oggi l’inglese, abbondano anglicismi in tutte le lingue del mondo, compreso l’italiano. In Italia la forza espansiva dell’inglese è tale che non solo abbiamo prestiti adattati (devoluzione) e calchi (grattacielo < skyscraper) ma anche processi di derivazione che dimostrano il radicamento dei forestierismi e l’acclimatazione di questi nella nostra lingua: da “film” abbiamo ad esempio “filmare”, “filmografia” e diversi altri. Ma la maggior parte degli anglicismi penetra nell’italiano in forma non adattata, basti pensare a “manager”, “leader”, “chat”, “stop”, e numerosi altri senza escludere l’intero vocabolario informatico. Osservando dunque tale fenomeno nella mia lingua madre è nata la curiosità di riflettere sul processo inverso, quello che vede l’italiano come fonte di arricchimento del lessico inglese.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Claudia Cominu Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2435 click dal 27/04/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.