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Fecondazione Artificiale nella cavalla

Siamo partiti dall'anatomia dello stallone e dal ciclo riproduttivo della cavalla descrivendo tutte le tecniche di inseminazione artificile presenti in questa specie, passando per il prelievo, valutazione, anomalie, preparazione e conservazione del materiale seminale.
Sicuramente, attraverso l’inseminazione artificiale potremmo avere, all’interno della razza, un elevatissimo miglioramento genetico, attraverso la selezione di stalloni, donatori di seme, di ottimo valore genealogico, che apporterebbero, sicuramente, notevoli miglioramenti in un lasso di tempo ridotto rispetto alla normale monta naturale. Questo obiettivo, se con la monta naturale potrebbe essere anche utopico, in quanto gli accoppiamenti vengono dettati, più che dal valore dei soggetti, dalla distanza geografica tra gli animali, con la fecondazione artificiale tale obiettivo risulta essere a portata di mano, grazie all’invio di seme al livello mondiale, con scelta interamente incondizionata, da parte dell’allevatore, dello stallone da cui vorrà avere il puledro. I rischi derivanti dalle fasi di una monta naturale sarebbero azzerati per tutti i soggetti partecipanti all’evento: dall’allevatore stesso, fattrice, stallone ed altri eventuali operatori. Altra prerogativa, del tutto non trascurabile, che l’inseminazione artificiale assicura, è la totale garanzia nell’esclusione dei possibili rischi di contagio delle malattie veneree e non, che invece sarebbero altissime con la copula naturale. Prima di eseguire una fecondazione artificiale, sarà valutato lo stato sanitario della fattrice, che sarà continuamente monitorato anche dopo fecondazione, potendo contare, quindi, su una valutazione continua e sicura dello stato sanitario del nostro animale. Sicuramente, chi dovrebbe sponsorizzare tale tecnica allo sviluppo risulta essere, senza dubbio, il veterinario o il tecnico. È la figura di questi professionisti che dovrebbe portare l’allevatore a scegliere tale metodo fecondativo più che la normale monta attraverso la delucidazione di tutti quelli che sono i vantaggi. Un altro passo importante, per invogliare ulteriormente il proprietario della fattrice, sarebbe quello di abbassare i costi per la remunerazione delle prestazioni di inseminazione e a cercare, già al primo tentativo inseminativo, di ingravidare la cavalla, per non far sorgere dubbi all’allevatore direzionandolo, nuovamente verso la monta naturale.

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INTRODUZIONE Da sempre, l’uomo ha posto come obiettivo principale, nell’ambito dell’allevamento animale, di pari passo, del resto, con tante altre circostanze diverse dall’allevamento e dalla zootecnia, l’ottimizzazione dei risultati; riassumibili in due concetti fondamentali, che in diverse situazioni confluiscono nell’unicità; ma che in altri ambiti vengono, invece, nettamente scissi l’uno dall’altro. Il primo concetto è inteso come massimizzazione del prodotto, da riallacciarsi al discorso degli animali da reddito, e viene applicato nel momento in cui si segue una linea di produzione volta a richiedere la massima produttività dai soggetti costituenti l’allevamento, tralasciando, però, quello che è il discorso incentrato sulla qualità. Da tale discorso, invece, nasce il secondo concetto che è ciò che si cerca di fare e che si richiede, a tecnici, veterinari, operatori, ricercatori ed allevatori, nel campo dell’allevamento equino, prevalentemente, nelle razze pregiate, rustiche, autoctone, dove il discorso economico non si basa sulla quantità di produzione; ma sulla qualità del prodotto, sulla purezza delle linee genetiche dei soggetti o sulla bellezza ed armoniosità delle forme degli animali. In certe circostanze, comunque, anche in alcune realtà zootecniche di animali da reddito, il discorso sta notevolmente cambiando, guardando un pò meno alla quantità di soggetti portati sul mercato, cercando di aumentare, però, l’attenzione alla qualità dei capi commerciati. È per questa ragione che l’allevamento del cavallo ha richiesto e richiede tutt’ora un miglioramento continuo delle pratiche riproduttive; trovando un trampolino di lancio, per la svolta, proprio nella Fecondazione Artificiale (F.A.), ed è per questa ragione che si può giustificare la mia scelta di tale argomento come tesi di laurea. L’ottimizzazione della riproduzione animale passa attraverso varie tappe, che tranquillamente possiamo riassumere in: a) scelta attenta ed accurata degli animali da avviare alla carriera riproduttiva attraverso una competente e profonda conoscenza delle problematiche legate sia al maschio che alla femmina; b) buona progettazione volta all’attuazione di un mirato ed efficiente programma riproduttivo; c) effettuazione continua delle profilassi sui soggetti riproduttori per eliminare le possibilità di contagio e di diffusione di malattie;

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina Veterinaria

Autore: Antonio Censasorte Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2422 click dal 30/04/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.