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L'attuazione delle sentenze della Corte EDU. Un'analisi comparata della situazione italiana e polacca

Informazioni tesi

  Autore: Malgorzata Anna Serwa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giacomo Biagioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Il tema principale della tesi è un'analisi comparata di due sentenze fondamentali nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo e delle differenze di applicazione delle norme CEDU e dell'esecuzione delle sentenze della stessa Corte da parte di Italia e Polonia, paesi a cui si rfieriscono le due sentenze prese in esame.

L’obiettivo di questo lavoro è stato porre l’attenzione sulla tutela dei diritti dell’uomo, sulla struttura della CEDU, sui meccanismi di funzionamento della Corte di Strasburgo e sulle modifiche introdotte negli anni. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’Italia e alla Polonia e su come questi paesi si pongono nei confronti del sistema di tutela dei diritti dell’uomo, se sono rispettosi dei principi della CEDU e se danno corretta esecuzione delle sentenze della Corte.
Infatti, il sistema giurisdizionale della CEDU è aperto e tutti i cittadini dei paesi che hanno sottoscritto la convenzione e offre un valido sistema di garanzie a cui gli individui possono rivolgersi.
Con il tempo la CEDU e, soprattutto la struttura della Corte, hanno subito importanti modifiche, rese necessarie dall’aumento degli Stati contraenti e di conseguenza dei cittadini ricorrenti. Si stima che il sistema della CEDU sia aperto a un numero potenziale di ottocento milioni di persone. Le modifiche più importanti sono state introdotte con i Protocolli XI e XIV, che hanno cambiato la struttura della Corte introducendo la Corte unica e una serie di accorgimenti per snellire i procedimenti e i tempi dei ricorsi.
Il Protocollo XI, però, si è ben presto rivelato inadeguato e l’obiettivo di accelerare i tempi delle decisioni non è stato raggiunto. E da qui la necessità di una ulteriore riforma, che si è avuta con il Protocollo XIV. Infatti, oltre al mantenimento della Corte unica sono state introdotte tutta una serie di misure per prevenire le violazioni a livello nazionale, migliorare le vie di ricorso interne, introducendo una sorta di filtro per i ricorsi individuali, in modo che prima di rivolgersi alla Corte di Strasburgo, sia offerta la possibilità di risoluzione della violazione a livello nazionale, nonché migliorare il sistema di esecuzione delle sentenze. Si introduce il giudice in composizione monocratica, avente la sola competenza di dichiarare irricevibili i ricorsi o cancellarli dal ruolo dove non risulti necessaria altra indagine. L’obiettivo è far fronte più velocemente al gran numero di ricorsi manifestatamente irricevibili.
La Corte non si occupa solo dei ricorsi, ma deve anche vigilare sulle azioni degli Stati contraenti, verificando se non violino i principi della CEDU e se danno corretta esecuzione delle sentenze.
L’analisi affrontata si basa proprio su due importanti sentenze, che hanno avuto come protagonisti l’Italia e la Polonia. Non si tratta di una comparazione, bensì di una panoramica su due sentenze importanti nella storia della CEDU e delle ripercussioni nei rispettivi paesi
È stato interessante constatare le differenze dei due ordinamenti e di come i due paesi si pongono nei confronti della tutela dei diritti dell’uomo. È emerso un fattore comune: sia l’Italia che la Polonia non si sono rivelati particolarmente diligenti nell’esecuzione delle sentenze emesse nei loro confronti dalla Corte di Strasburgo. Entrambe sono state spesso sollecitate ad introdurre nei propri ordinamenti misure adeguate a contrastare la violazione dei principi della CEDU. Ci sono differenze anche per quanto riguarda il rango normativo e l’applicabilità diretta.

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5 Introduzione Con questo lavoro ho voluto affrontare l’importante e delicato tema della tutela dei diritti dell’uomo, con particolare riferimento a due realtà che mi sono particolarmente familiari: l’Italia e la Polonia. Essendo di origini polacche, ma vivendo in Italia da tanti anni, il lavoro è stato uno spunto per conciliare queste due realtà e avvicinarmi ad un argomento ricco di stimoli e di riflessioni, soprattutto in un contesto come quello attuale dove il fenomeno della globalizzazione economica e politica porta ad anteporre le esigenze delle collettività a quelle delle singole persone che le compongono. La tematica dei diritti dell’uomo si è rivelata estremamente interessante e grazie ad essa ho potuto analizzare aspetti che legano l’Italia e la Polonia, aiutata anche dal mio bilinguismo e dal fatto di poter analizzare i testi nelle lingue originali. Nel 1° cap. viene analizzata una tematica generale per fornire una adeguata conoscenza della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), quando è entrata in vigore e quali sono le sue caratteristiche, come si compone la Corte di Strasburgo, quali sono i meccanismi attraverso i quali agisce. La CEDU, infatti, stabilisce una serie di libertà civili e politiche e un sistema diretto a garantirne il rispetto da parte dei paesi contraenti. Non è un sistema statico, ma in continuo processo evolutivo, che fino ad oggi ha portato all’introduzione di 14 Protocolli aggiuntivi, inserendo nuovi principi e nuove norme, per rispondere alle esigenze che si sono poste soprattutto con la crescita del numero dei ricorsi, dovuti all’aumento dei Paesi contraenti. Il 2° capitolo è dedicato alla situazione italiana, ossia alla posizione di tale Stato nell’esecuzione delle sentenze della Corte di Strasburgo, se le applica in maniera efficace e con quali mezzi; in questo contesto viene esaminato il diritto ad un equo processo e, insieme a esso, la sentenza Dorigo e le importanti ripercussioni che ha avuto nella giurisprudenza italiana, introducendo radicali cambiamenti. Il 3° capitolo, invece, è dedicato alla parte polacca, con una panoramica sul sistema politico del paese, la sua composizione e il suo funzionamento e come si pone nella tematica della tutela dei diritti dell’uomo e chi è incaricato di occuparsene. Si esamina anche la sentenza Broniowski, una delle più importanti sentenze pilota emanate dalla Corte di Strasburgo, che ha introdotto in Polonia importanti modifiche nell’esecuzione delle sentenze e nella tutela dei diritti dell’uomo, ma, nello stesso tempo, rappresenta importanti linee guida per casi simili che possono verificarsi in altri Paesi contraenti.

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Parole chiave

italia
polonia
cedu
diritti dell'uomo
corte di strasburgo
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