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Il Paesaggio come Esperienza Estetica - Una Passeggiata nel Parco delle foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna

Informazioni tesi

  Autore: Cecilia Bandini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Magistrale in Semiotica
  Relatore: Maria Pia Pozzato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

Questo lavoro verterà sull'analisi del paesaggio da un punto di vista semiotico ed estetico. A tracciarne l'andamento è una domanda che, a differenza della sua apparente semplicità, è estremamente complessa: può il paesaggio essere considerato un'esperienza estetica? Perché questo interrogativo trovi un'esaustiva risposta lo studioso di semiotica è chiamato a individuare fin dall'inizio del suo lavoro: un ben costruito corpus, chiari ambiti d'indagine e ben delineati livelli di pertinenza. Insomma, porsi delle domande di questo tipo sicuramente aiuterà lo studioso a focalizzare il metodo con il quale strutturare l'indagine.
Procediamo per gradi e chiariamo innanzitutto la nostra ipotesi di lavoro; ricostruire l'efficacia estetica del paesaggio a livello esperienziale. A tale scopo non bisogna quindi fermarsi a una definizione di paesaggio in senso classico o tradizionale poiché il paesaggio deve smettere di essere considerato la rappresentazione di un processo di semiosi in atto o di un'esperienza. Il paesaggio deve essere considerato direttamente un processo di semiosi in atto e un'esperienza in sé. Da un punto di vista teorico e metodologico un'indagine di questo tipo può essere sviluppata attraverso un recupero e una contaminazione dell'eredità testuale in semiotica, vale a dire attraverso l'applicazione di modelli testuali a livello
esperienziale. Possiamo dunque azzardare un collegamento tra la nostra idea di esperienza paesistica e quella di testo utilizzato in semiotica? L'idea non sembrerebbe essere così utopica. Infatti, prendendo le dovute distanze da una definizione chiusa e strutturale di testo, è in realtà possibile trovare approcci testuali che sicuramente rispettano problematiche estetiche e passionali o che prendono in esame quelle esperienziali o fenomenologiche. Ciò significa che possiamo trovare approcci testuali che vanno a indagare proprio su tutti questi aspetti che rendono l'esperienza tale. Basti pensare a come l'eredità fenomenologica di Maurice Merleau-Ponty sia stata recuperata dalla sensibilità percettiva di Denis Bertrand nei suoi lavori dedicati alla figuratività o nelle ricostruzioni discorsive di Jean-Claude Coquet. Oppure pensiamo all'approccio testuale di Jacques Geninasca applicato al cuore pulsante dell'emozione, ovvero la semiosi in atto. Ed è proprio attraverso questi strumenti che possiamo porci il problema non tanto del paesaggio come testo estetico, bensì del paesaggio come vera e propria esperienza estetica.

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Introduzione Lo sguardo estetico presuppone uno stato percettivo sui generis atto a stabilire, a ogni istante – in atto – una felice corrispondenza tra il percepire e il sentire, tra le configurazioni visive relative allo spettacolo del mondo e le variazioni del sentimento di sé risultanti da un'attenzione continua al proprio corpo. (Geninasca 2006) Questo lavoro verterà sull'analisi del paesaggio da un punto di vista semiotico ed estetico. A tracciarne l'andamento è una domanda che, a differenza della sua apparente semplicità, è estremamente complessa: può il paesaggio essere considerato un'esperienza estetica? Perché questo interrogativo trovi un'esaustiva risposta lo studioso di semiotica è chiamato a individuare fin dall'inizio del suo lavoro: un ben costruito corpus, chiari ambiti d'indagine e ben delineati livelli di pertinenza. Insomma, porsi delle domande di questo tipo sicuramente aiuterà lo studioso a focalizzare il metodo con il quale strutturare l'indagine. Procediamo per gradi e chiariamo innanzitutto la nostra ipotesi di lavoro; ricostruire l'efficacia estetica del paesaggio a livello esperienziale. A tale scopo non bisogna quindi fermarsi a una definizione di paesaggio in senso classico o tradizionale poiché il paesaggio deve smettere di essere considerato la rappresentazione di un processo di semiosi in atto o di un'esperienza. Il paesaggio deve essere considerato direttamente un processo di semiosi in atto e un'esperienza in sé. Da un punto di vista teorico e metodologico un'indagine di questo tipo può essere sviluppata attraverso un recupero e una contaminazione dell'eredità testuale in semiotica, vale a dire attraverso l'applicazione di modelli testuali a livello esperienziale 1 . Possiamo dunque azzardare un collegamento tra la nostra idea di 1 Ovviamente si tratta di una nostra specifica scelta dato che in realtà la passeggiata poteva anche essere descritta non come testo ma come pratica effettiva e creativa. La nostra analisi punterà a una studio 7

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Parole chiave

estetica
semiotica
fenomenologia
paesaggio
geninasca
testo estetico
semiotica della percezione
prensione impressiva
discorso estetico

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