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Quando la radio fa le ore piccole: i Talk format serali e notturni

Informazioni tesi

  Autore: Rosanna Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Gabriele Frasca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

Questa è un tesi sulla radio. Ma più in particolare, questa è una tesi sul modo in cui la radio ha saputo nel corso del tempo modificare, almeno in parte, quella che era la sua funzione originaria e l’utilizzo che di essa veniva fatto.
Quando le sperimentazioni sugli apparecchi radiofonici hanno permesso di migliorarne le caratteristiche e di immetterli finalmente sul mercato, le personalità più scaltre si sono immediatamente rese conto delle potenzialità del mezzo e hanno fatto si che la radio diventasse man mano uno dei principali mezzi di comunicazione di massa. In questa accezione del termine, però, l’attributo “di massa” stava all’ora a significare “verso la massa”, e non “con la massa”. Ciò che si sta cercando di dire è che ai suoi esordi la radio era sostanzialmente uno strumento di comunicazione unidirezionale, grazie al quale solo chi aveva i mezzi e il potere poteva inviare messaggi ad una massa informe e inerme, che nulla poteva fare per controbattere questo “flusso a senso unico”. A un tratto, però, anche grazie al succedersi degli eventi e ai mutamenti storici, qualcosa è cambiato: al pubblico è stata “restituita” la voce. Da quando, sul finire degli anni ’60, si è avuta la geniale intuizione di introdurre un telefono all’interno dello studio di una radio si è avuta una progressiva escalation che ha portato alla situazione attuale, che vede gli ascoltatori non più meri riceventi, ma partecipanti attivi del processo di comunicazione. La nascita dei talk format con la loro partecipazione del pubblico ha quindi rivoluzionato la vecchia idea di radio come strumento dittatoriale per trasformarla in mezzo democratico, attraverso il quale tutti possono prendere la parola e esprimersi più o meno liberamente.
Fulcro centrale di questa tesi, come andremo a vedere, non sono però tutti i tipi di talk format, ma una tipologia in particolare: quelli che vanno in onda dopo il tramonto, quando calano le tenebre e la radio si trasforma in corrispondenza con la diversa predisposizione d’animo che caratterizza le persone raggiunta una certa ora. I talk format serali e notturni, infatti, si differenziano notevolmente da quelli on-air il resto della giornata, e questo perché le ore durante le quali vanno in onda hanno delle peculiarità che le emittenti radio non devono assolutamente trascurare se vogliono offrire una programmazione adeguata al proprio pubblico. Durante il giorno si va spesso di fretta, si è impegnati, distratti e di conseguenza le trasmissioni del day-time devono necessariamente adattarsi a questi ritmi di vita ed offrire contenuti adeguati. Di sera, e ancor più di notte, invece i tempi vanno progressivamente dilatandosi, si agisce in maniera meno frenetica, si ha più tempo e ci si sente più predisposti per un ascolto attento e consapevole; di tutto ciò sono ovviamente consci gli autori dei vari programmi, che quindi ne approfittano per mandare in onda tutta una serie di trasmissioni che mirano a sfruttare al massimo tali elementi. Il risultato, come vedremo, sono prodotti radiofonici di vario genere; non si creda, infatti, che il panorama radiofonico notturno sia costituito da prodotti tutti uguali e con le medesime caratteristiche, anzi: sia a livello locale che nazionale è possibile trovare programmi adatti a tutti i gusti e a tutte le età. Dai “giochi delle coppie” alla politica, dal sesso alla cartomanzia: agli insonni di tutta Italia basterà girare una manopola dello stereo per sentire di non essere soli, di non essere i soli che in quel determinato momento vivono una particolare situazione o hanno un particolare problema. E sì, perché se da un lato una importante funzione di questo genere di trasmissioni è permettere a chiunque voglia di sfogarsi, dall’altro vi anche quella di far si che chi vive un’esperienza analoga a quella raccontata possa sentirsi confortato, rassicurato e, quindi, non più solo.

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III Introduzione Questa è un tesi sulla radio. Ma più in particolare, questa è una tesi sul modo in cui la radio ha saputo nel corso del tempo modificare, almeno in parte, quella che era la sua funzione originaria e l’utilizzo che di essa veniva fatto. Quando le sperimentazioni sugli apparecchi radiofonici hanno permesso di migliorarne le caratteristiche e di immetterli finalmente sul mercato, le personalità più scaltre si sono immediatamente rese conto delle potenzialità del mezzo e hanno fatto si che la radio diventasse man mano uno dei principali mezzi di comunicazione di massa. In questa accezione del termine, però, l’attributo “di massa” stava all’ora a significare “verso la massa”, e non “con la massa”. Ciò che si sta cercando di dire è che ai suoi esordi la radio era sostanzialmente uno strumento di comunicazione unidirezionale, grazie al quale solo chi aveva i mezzi e il potere poteva inviare messaggi ad una massa informe e inerme, che nulla poteva fare per controbattere questo “flusso a senso unico”. A un tratto, però, anche grazie al succedersi degli eventi e ai mutamenti storici, qualcosa è cambiato: al pubblico è stata “restituita” la voce. Da quando, sul finire degli anni ’60, si è avuta la geniale intuizione di introdurre un telefono all’interno dello studio di una radio si è avuta una progressiva escalation che ha portato alla situazione attuale, che vede gli ascoltatori non più meri riceventi, ma partecipanti attivi del processo di comunicazione. La nascita dei talk format con la loro partecipazione del pubblico ha quindi rivoluzionato la vecchia idea di radio come strumento dittatoriale per trasformarla in mezzo democratico, attraverso il quale tutti possono prendere la parola e esprimersi più o meno liberamente. Fulcro centrale di questa tesi, come andremo a vedere, non sono però tutti i tipi di talk format, ma una tipologia in particolare: quelli che vanno in onda dopo il tramonto, quando calano le tenebre e la radio si trasforma in corrispondenza con la diversa predisposizione d’animo che caratterizza le persone raggiunta una certa ora. I talk format serali e notturni, infatti, si differenziano notevolmente da quelli on-air il resto della giornata, e questo perché le ore durante le quali vanno in onda

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