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Live e social shopping: analisi del rapporto tra ribassi di prezzo e valore del brand

Informazioni tesi

  Autore: Rosanna Russo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Interfacoltà Scienze della comunicazione - Scienze statistiche
  Corso: Comunicazione della conoscenza per le imprese e le organizzazioni
  Relatore: Andrea Rea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

Focus principale di questa tesi sono, come si evince dal titolo, i siti di Live e di Social shopping e, più nello specifico, l’influenza che questo tipo di meccanismi di vendita online ha sul rapporto tra prezzo e valore del brand.
Negli ultimi anni, infatti la diffusione di internet ed in particolar modo dei social network hanno reso possibili nuove modalità di commercio elettronico, il quale, dopo il boom iniziale della seconda metà degli anni novanta e la successiva crisi dovuta allo scoppio della bolla speculativa di inizio nuovo millennio, sta attualmente attraversando una fase di crescita positiva, grazie anche all’implementazione delle tecnologie informatiche e all’utilizzo ormai capillare della Rete da parte di un numero elevatissimo di consumatori.
Questo contesto unito alla purtroppo pressante crisi economica mondiale che spinge sempre di più gli acquirenti verso il risparmio e la ricerca delle migliori occasioni in termini di rapporto costi/benefici hanno permesso la nascita e l’incredibile sviluppo dei siti di Live e di Social shopping, che sfruttano appieno sia le potenzialità del word wide web sia il desiderio di convenienza e di risparmio dei consumatori.
Il meccanismo è molto semplice: offrire prodotti e/o servizi di marca a prezzi ridotti. I siti di Live shopping utilizzano lo stesso criterio che è possibile ritrovare nei classici outlet o nei normali negozi brick-and-mortar in periodo di saldi, e cioè offrono un numero limitato di beni a prezzi stracciati, ma solo entro un certo breve periodo di tempo. In questo modo, ogni giorno chiunque visiti questi siti avrà la possibilità di acquistare un capo d’abbigliamento o un elettrodomestico (così come molte altre tipologie di articoli) lì offerti da vari brand, siano essi piccoli esercenti locali che grandi aziende multinazionali. Nel caso dei siti di Social shopping, il meccanismo è più o meno lo stesso: anche qui prodotti e/o servizi sono offerti con sconti che arrivano anche al 90%, ma solo per poco tempo; elemento che li caratterizza, però, è il fatto che per ottenere il prodotto è necessario che un certo numero di acquirenti aderisca all’offerta. Questi siti, dunque, richiamano il concetto di “gruppo d’acquisto”, il quale permette ai consumatori di ottenere notevoli ribassi di prezzo da parte del commerciante a patto di essere in un numero tale da non arrecare perdite a quest’ultimo, e creando così una situazione in cui tutti sono “vincitori”: chi acquista, perché è riuscito a risparmiare, chi produce, perché è riuscito a vendere in modo rapido un elevato numero di prodotti, e, nel caso del Social shopping, chi rivende, in quanto facendo da tramite riesce a guadagnare una percentuale su tutti i prodotti venduti.
Tutto ciò, come si diceva, è possibile grazie soprattutto ai social network come Facebook o Twitter, i quali permettono una rapida diffusione del word of mouth, e la creazione di vere e proprie reti di acquirenti che si “attivano” per ottenere i prodotti desiderati. In questi siti, infatti, più ciascun consumatore diffonde le offerte, più vantaggi ne trae, sia perché, nel caso del Social shopping, più persone conoscono l’offerta, più la acquistano e, quindi, più possibilità ci sono che vada a buon termine, sia perché numerosi incentivi vengono offerti a coloro che riusciranno a portare nuovi iscritti a questi negozi online o che diventeranno loro “seguaci” anche sulle loro “Fan page”.
L’incredibile successo di queste iniziative e la loro enorme diffusione ormai in tutto il mondo sembrano delineare la strada che tutte le aziende dovrebbero seguire in futuro se intendono andare avanti e superare questa particolare fase economica, ma l’utilizzo di questi siti non è esente da rischi. Esiste, infatti, uno stretto rapporto tra prezzo e valore della marca percepito dai consumatori, e offrire prodotti o servizi a prezzi molto bassi rischia di danneggiare tale brand value in quanto, come è noto, i consumatori giudicano i prodotti che desiderano acquistare anche sulla base del prezzo, visto come indicatore di buona qualità, ma anche di prestigio e di affidabilità.
Obiettivo principale di questo lavoro, dunque, è proprio analizzare se e come l’utilizzo di questi meccanismi di e-commerce e, di conseguenza, la vendita a prezzi stracciati dei propri prodotti su di essi possa a lungo andare danneggiare le aziende, anziché aiutarle. Si vuole quindi esplorare l’effetto che l’abbassarsi del prezzo esercita sulla percezione dei brand.
Inoltre, un approfondimento è stato fatto anche sul tema della fiducia, elemento basilare affinché possa aver luogo una qualsiasi transazione online. Se i consumatori non hanno fiducia nel sito che gli propone le offerte, infatti, non saranno disposti ad acquistare da esso, in quanto temeranno per la tutela dei propri dati personali e dei propri soldi (essendo il pagamento a distanza e da effettuare prima di aver ottenuto fisicamente la merce).

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IV Introduzione Focus principale di questa tesi sono, come si evince dal titolo, i siti di Live e di Social shopping e, più nello specifico, l’influenza che questo tipo di meccanismi di vendita online ha sul rapporto tra prezzo e valore del brand. Negli ultimi anni, infatti la diffusione di internet ed in particolar modo dei social network hanno reso possibili nuove modalità di commercio elettronico, il quale, dopo il boom iniziale della seconda metà degli anni novanta ed la successiva crisi dovuta allo scoppio della bolla speculativa di inizio nuovo millennio, sta attualmente attraversando una fase di crescita positiva, grazie anche all’implementazione delle tecnologie informatiche e all’utilizzo ormai capillare della Rete da parte di un numero elevatissimo di consumatori. Questo contesto unito alla purtroppo pressante crisi economica mondiale che spinge sempre di più gli acquirenti verso il risparmio e la ricerca delle migliori occasioni in termini di rapporto costi/benefici hanno permesso la nascita e l’incredibile sviluppo dei siti di Live e di Social shopping, che sfruttano appieno sia le potenzialità del word wide web sia il desiderio di convenienza e di risparmio dei consumatori. Il meccanismo è molto semplice: offrire prodotti e/o servizi di marca a prezzi ridotti. I siti di Live shopping utilizzano lo stesso criterio che è possibile ritrovare nei classici outlet o nei normali negozi brick-and-mortar in periodo di saldi, e cioè offrono un numero limitato di beni a prezzi stracciati, ma solo entro un certo breve periodo di tempo. In questo modo, ogni giorno chiunque visiti questi siti avrà la possibilità di acquistare un capo d’abbigliamento o un elettrodomestico (così come molte altre tipologie di articoli) lì offerti da vari brand, siano essi piccoli esercenti locali che grandi aziende multinazionali. Nel caso dei siti di Social shopping, il meccanismo è più o meno lo stesso: anche qui prodotti e/o servizi sono offerti con sconti che arrivano anche al 90%, ma solo per poco tempo; elemento che li caratterizza, però, è il fatto che per ottenere il prodotto è necessario che un certo numero di acquirenti aderisca all’offerta. Questi siti, dunque, richiamano il concetto di “gruppo d’acquisto”, il quale

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