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L'immigrazione nell'Alta Valle del Foglia: il caso di Lunano

L’Italia da grande paese di emigrazione che è stato, è diventata Paese di immigrazione.
E’ necessario specificare come il flusso di immigrazione inizialmente abbia interessato, in misura prevalente, alcuni grandi centri urbani con capacità di attrazione maggiore, per passare poi (nei primi decenni degli anni Settanta) in alcune aree periferiche, tra le quali può essere considerata anche la nostra regione, le Marche. A tal proposito ho condotto un’indagine a tappeto visto le dimensioni del mio territorio, l’area dell’Alta valle del Foglia, al fine di rilevare la provenienza degli immigrati, l’età, la struttura famigliare, l’occupazione, vedere se e come hanno cambiato lo spazio. Infine individuare quali sono i bisogni principali e le aspettative di famiglie di tante nazionalità differenti. In particolare sarà preso in esame il Comune di Lunano, non solo perché è il paese dove abito, ma perché qui si è avuto un connubio tra politica ed economia, che ha favorito il fenomeno immigratorio. Questo fa ben sperare per una futura integrazione.
Trattare il suddetto fenomeno risulta interessante non solo perché argomento di grande attualità, ma anche perché tocca la sfera di ognuno di noi. Non si tratta di una realtà lontana e ipotetica, come quella che vediamo e ascoltiamo ogni giorno attraverso i mass-media e che quindi possiamo permetterci di sorvolare, ma di una realtà che vive a stretto contatto con la nostra vita quotidiana, raggiungendo i nostri piccoli paesi, le nostre scuole, le nostre case, le nostre famiglie, noi stessi.
Nel primo capitolo verranno presentate le caratteristiche geografiche, economiche e sociali dell’area dell’Alta Valle del Foglia, comprendente i Comuni di Belforte, Piandimeleto e Lunano. Nel secondo capitolo saranno, invece, esposti e analizzati i dati riguardanti il fenomeno migratorio caratterizzanti l’area con un’analisi specifica del fenomeno per il paese di Lunano. In questo caso è stato possibile reperire dati con l’indagine svolta sul campo, arricchita dalle testimonianze di famiglie di differenti nazionalità, che sono state disponibili a diversi incontri per la somministrazione del questionario. La decisione di soffermarmi in modo più accurato proprio su questo paese, è stata presa non solo perché qui abito ma perché risulta essere una zona con presenza di immigrati massiccia che, addirittura, supera il numero di residenti di ogni altro Comune dell’ATS 5 (Ambito Territoriale Sociale 5). Trattandosi per lo più di persone giovani, ho ritenuto importante indagare anche l’ambito scolastico dell’area.

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18 CAPITOLO 2: IL FENOMENO IMMIGRATORIO NELL’ALTA VALLE DEL FOGLIA 2.1. Numero di presenze Il fenomeno dell’immigrazione, nei Comuni esaminati, si avverte per la prima volta negli anni 1989-1990 e determina un aumento della popolazione via via sempre più accentuato. Inizialmente a trasferirsi erano solo i padri di famiglia che arrivavano in cerca di lavoro e di dimora stabili in cui poter traslocare, solo in un tempo successivo, la propria famiglia, attuando così il ricongiungimento. Oggi, l’immigrazione non coinvolge più il singolo, ma tutta la famiglia; infatti a trasferirsi, è l’intero nucleo rassicurato dall’aiuto di parenti, amici o connazionali che risiedono qui da tempo e che, nella maggior parte dei casi, offrono ospitalità e sostegno ai nuovi arrivati. Questo cambiamento porta in campo soggetti diversi quali donne e bambini, con domande, aspettative e soprattutto bisogni diversi e nuovi, e rende non più rimandabile una politica dell’integrazione che metta al centro i nuovi soggetti sociali e le azioni tra questi e i servizi per tutti. L’unica eccezione all’immigrazione famigliare è rappresentata dalla maggior parte dei centro- africani e delle badanti. A questi non interessa integrarsi ma il loro unico obiettivo è quello di guadagnare il denaro necessario ad aiutare economicamente i parenti rimasti nel Paese d’origine. Solo recentemente, anche se si tratta ancora di pochi casi, questa tendenza sta iniziando a scomparire tra i centro-africani, alcuni dei quali preferiscono attuare il ricongiungimento con la loro famiglia per poi rimanere definitivamente in Italia. I motivi che hanno spinto molte persone straniere ad immigrare, in particolare proprio in quest’area, sono duplici; da un lato buone possibilità di trovare lavoro, dovuta all’espansione industriale nel settore dell’arredamento e della metal meccanica, dall’altro una politica favorevole ai loro bisogni e in grado di offrire svariati servizi. Tali servizi naturalmente sono destinati a tutti i cittadini, ma spesso i primi ad usufruirne sono proprio gli immigrati, grazie al reddito e all’elevato numero di figli che debbono mantenere, rispetto ai pochi a carico delle famiglie italiane. In particolare nei tre Comuni si è avuto:  L’aiuto economico alle famiglie numerose;  La cessione di case popolari;  Le borse di studio a sostegno della spesa delle famiglie per l’istruzione;  La concessione di tributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione;  L’assegno di maternità;  L’agevolazione per i trasporti pubblici locali (pullman scolastici, autobus ecc.). Senza contare poi che, proprio per il fatto che si tratta di paesi piccoli a stampo perlopiù rurale, il costo della vita risulta essere minore rispetto a quello che caratterizza le città vicine al litorale. Ogni paese, naturalmente, ha un diverso flusso e presenza immigratoria, ben evidenziato dai dati relativi all’anno corrente, in tabelle (fatta eccezione per il Comune di Lunano che verrà preso in esame in un capitolo successivo). Da queste è possibile notare quali sono le etnie prevalenti che vi risiedono, le differenze di genere, nonché il numero di stranieri che hanno preso la cittadinanza recentemente. Tab. 4. Dati anagrafici del Comune di Piandimeleto N. dei residenti: MASCHI FEMMINE TOTALE 1.082 1.100 2.182 N. di immigrati residenti 179 165 344 Numero di immigrati che hanno preso la cittadinanza italiana nel 2011 10 Nazionalità

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Angelica Amati Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.