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Gli aspetti fiscali del commercio elettronico. Analisi di un caso pratico: Ebay

Lo sviluppo e la semplificazione dei nuovi mezzi di comunicazione e in particolar modo di Internet, nel corso degli anni ha portato all’affermarsi di diverse tecniche innovative attraverso cui fare commercio e all’instaurarsi di quello che più comunemente viene definito commercio elettronico.
Ne sono state, via via, definite diverse categorie e tipologie ciascuna con delle caratteristiche rivolte a delle precise classi di utilizzatori.
Sempre più aziende decidono di rivolgersi al web per offrire in rete i loro prodotti ai potenziali acquirenti, ma anche per cercare di conquistare nuove fette di mercato o ancora per cercare di realizzare dei guadagni maggiori affiancando al negozio tradizionale, quello virtuale. In certi casi quindi alle vecchie imprese va a sostituirsi una vera e propria comunità virtuale.
L’imprenditore diventa, spesso, cliente; ed ha la possibilità di potersi confrontare con una moltitudine di fornitori cercando di rendere il suo comportamento il più efficiente possibile.
Se da un lato, però, le persone possono fare shopping stando comodamente seduti a casa, dall’altro non è detto che questi non incontrino ostacoli o che non portino a termine la transazione perché scoraggiati da un qualche aspetto poco piacevole, siano essi i metodi di pagamento, a volte considerati poco affidabili e sicuri o la mancanza di un contatto diretto con il prodotto e il suo fornitore.
Il commercio elettronico rappresenta, comunque, un’importante occasione di crescita sia per le imprese, piccole o grandi che esse siano, che operano in rete, poiché hanno la possibilità di offrire i loro prodotti a un vasto pubblico di acquirenti e ovunque nel mondo; sia per i consumatori sia come detto, hanno la facoltà di scegliere i loro prodotti fra molteplici offerte e acquistare quelli che vantano i prezzi più vantaggiosi.
In questo lavoro si è partiti con analizzare il concetto di commercio elettronico e il suo funzionamento sia nell’ambito della normativa nazionale che internazionale; non sottovalutando, comunque, la rilevanza della sicurezza di tali forme di transazioni e delle modalità dei pagamenti per esse previsti.
Ciò però cui è stata data maggior enfasi e prestata particolare attenzione è stata la regolamentazione ti tale forma di commercio sotto il profilo tributario.
Assumono, infatti, in questo contesto, particolare importanza le modalità di applicazione delle varie imposte, in particolar modo dell’iva, a tale tipologia di commercio; le metodologie utilizzate per l’individuazione della stabile organizzazione e della residenza delle società che operano online e di conseguenza i fenomeni di elusione ed evasione fiscale che potrebbero venire a generarsi operando in rete.
Non poca rilevanza riveste poi la difficoltà di capire come e in che modo le regole tradizionali del diritto tributario, pensate e create per essere applicate a un’economia “tangibile” e tradizionale, debbano e possano essere attribuite a un’economia “virtuale”. Cercando, quindi di cogliere le principali differenze tra e-commerce e commercio tradizionale.
Nelle pagine che seguono, si è inoltre cercato di analizzare più da vicino un caso concreto di commercio elettronico cercando di capire la struttura e il funzionamento del più importante sito di e-commerce al mondo, vale a dire ebay; nato inizialmente come luogo di scambio tra collezionisti e arrivato a essere oggi, la più importante piattaforma al mondo dove poter acquistare e vendere prodotti di qualsiasi genere tra utenti situati, nello stesso momento, in posti opposti del mondo.
Anche in questo caso, comunque, non abbiamo trascurato quelli che sono gli aspetti tributari che si ricollegano all’utilizzo del sito e le problematiche fiscali che potrebbero nascere qualora non ne venisse fatto un uso corretto e in linea con quelle che sono sia le principali norme tributarie previste dalle diverse legislazioni dei paesi in cui tale piattaforma opera sia le disposizioni previste dal sito stesso.

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6 Capitolo 1- Il Commercio Elettronico 1.1. Che cos’è il Commercio Elettronico e come funziona. Da quando esiste il commercio, l’uomo ha sempre cercato di migliorare l’efficienza delle transazioni adottando, gli strumenti e le tecnologie che man mano si rendevano disponibili. Le aziende hanno utilizzato per anni sistemi elettronici di comunicazione per effettuare differenti tipi di transazioni commerciali. Il commercio elettronico non è una novità assoluta, Internet ha, infatti, un precedente: l’EDI 1 (Electronic Data Interchange), nato nel 1968 negli USA per realizzare metodologie volte allo scambio di documenti, fra aziende, relativi allo scambio di merci. Tale sistema non prevedeva la presenza dell’operatore umano. Ci si è serviti di EDI per trasmettere telematicamente gli atti del settore bancario e i contratti di borsa. Grazie a tale sistema l’informatica e la telematica hanno avuto una grande applicazione nel trasferimento elettronico di fondi, cioè di denaro. Il termine Commercio Elettronico viene inteso come l’attività di acquisto che i consumatori compiono in quella parte di Internet chiamata World Wide Web, più sinteticamente definita il Web. Né la legge italiana, né quella comunitaria, danno una definizione precisa del fenomeno che oggi va sotto il nome di “commercio elettronico”. La prima definizione giuridica di commercio elettronico risale al 1997 ad opera della Commissione Europea 2 , la quale vede tale fenomeno come lo svolgimento di attività commerciali e transazioni per via elettronica e comprendente attività quali: 1 Tale termine indica un modo di dialogare tra parteners commerciali attraverso le reti di telecomunicazione. 2 Comunicazione della Commissione Europea al Comitato delle regioni rubricata “ Un iniziativa europea in materia di commercio elettronico” del 16 aprile 1997.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Paola Iaboni Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.