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Il ruolo della musica nella radiofonia locale: un’analisi di tre emittenti fiorentine

Informazioni tesi

  Autore: Azzurra Ciani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione Strategica
  Relatore: Marco Bracci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

Dall’avvento delle prime emittenti radiofoniche private ad oggi sono passati quasi cento anni e nonostante sia sconosciuto il numero esatto di quelle che trasmettono attualmente, l’Italia è il paese che possiede più radio in relazione alla popolazione. L’accessibilità di tale strumento, data sia dalle sue piccole dimensioni che dallo scarso investimento necessario per usufruirne, continua a farne un mezzo di comunicazione di successo.
In un’era in cui i mercati sono in continua evoluzione e le tecnologie in forte trasformazione, l’emittenza radiofonica locale in particolare, costituisce ancora uno dei mezzi di comunicazione capillarmente più diffusi, efficaci e di fruizione immediata. All’interno dei media nazionali, infatti, le radio locali rappresentano un rilevante strumento d’informazione, di intrattenimento e di contatto coi cittadini. Rispetto alle grandi emittenti nazionali che perseguono obiettivi più strettamente commerciali, le radio locali cercano di soddisfare le esigenze della ristretta comunità in cui trasmettono costituendo una parte importante della radiofonia italiana spesso trascurata.
In oltre trent’anni di attività esse hanno conosciuto periodi di prosperità e momenti difficili che hanno minato la loro sopravvivenza, approdando ad una posizione stabile. Ci sono riuscite grazie alla diversificazione dell’offerta ed alla costruzione di una relazione positiva con gli ascoltatori di riferimento. Lo studio mostra infatti come coesistano tipologie di radio locali che differiscono per ampiezza di copertura, per struttura organizzativa e per orientamento all’offerta.
L’informazione legata al bacino di emittenza è un prodotto fondamentale quanto unico, un punto di contatto diretto con i cittadini che trovano nelle piccole radio private lo strumento divulgativo più capillare, efficace e di fruizione immediata. Chiave del rapporto tra le radio ed i pubblici sono le dinamiche di interazione messe in atto ed in questo ambito la tecnologia ha fornito un valido aiuto. Le innovazioni sulle piattaforme dell’online, oltre a permettere inedite modalità di ascolto, consentono uno scambio di comunicazioni continuo, immediato e pressoché gratuito. All’ascoltatore viene offerta l’occasione di intervenire durante le trasmissioni e scambiare opinioni sia con chi è dietro al microfono, sia con coloro che, come lui, sono sintonizzati sulla stessa frequenza o sullo stesso sito internet. Tale aspetto differenzia l’emittenza radiofonica dagli altri media locali e dalle stazioni nazionali che non intrattengono legami così stretti con i loro ascoltatori.
Anche la musica è un linguaggio e svolge una funzione comunicativa in grado di metterci in sintonia con l’ambiente che ci circonda, con gli altri e con noi stessi, ma è giusto che ciascuno interpreti i messaggi che le note diffondono come preferisce e, se non ritiene che la musica sia un fattore decisivo per la radio, è giusto che le ritagli uno spazio di diffusione minore.
Il successo delle radio locali è determinato allora proprio dall’unione tra le etimologie dei termini medium e localismo, dalla concezione di una fusione tra le specificità attribuibili esclusivamente al mezzo radio, come la simultaneità e la forte vocazione testimoniale. Il localismo rappresenta una forma di attaccamento alle radici del proprio territorio da parte di individui che si riconoscono come facenti parte di un aggregato territoriale specifico. È un fenomeno trasversale per sesso, età e luogo poiché è presente in tutto il mondo, ma in Italia ha assunto una rilevanza maggiore forse per la più debole identità nazionale che porta a sentirci contemporaneamente cittadini dell’Europa e del piccolo centro in provincia, facendo coesistere all’interno delle nostre identità le istanze globali con quelle locali. Quest’appartenenza glocale ci porta a valorizzare le risorse presenti nel territorio che hanno un riverbero nei mass media. Modalità vincente per l’offerta è l’adeguamento alle specificità locali, cosicché chi sviluppa e valorizza notizie su fatti nazionali o globali e le rilegge in chiave localizzata, evidenziandone verrà riconosciuto più prossimo agli utenti. Questa nuova offerta rappresenta per la radio un tentativo di sottrarsi ad un ruolo secondario rispetto ai grandi mezzi di comunicazione di massa e fa sì che la funzione svolta dall’emittenza locale non sia sovrapponibile a quella delle radio nazionali.

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5 CAPITOLO PRIMO Il consumo dei media nella società moderna 1.1 L’avvento della società moderna In un mondo in cui i mezzi di comunicazione di massa vivono una continua evoluzione e si rendono più accessibili per costo e disponibilità, si è sviluppato una sorta di campo magnetico pubblico, aperto ad un numero sempre crescente di individui in tutto il mondo. Tale evoluzione ha reso più dinamiche le modalità di produzione e diffusione dei materiali mediali ed ha comportato, rispetto al passato, una riorganizzazione dei modi in cui gli individui si relazionano con se stessi e con gli altri. Gli stili di vita odierni, inoltre, hanno apportato modifiche sostanziali ai pilastri su cui si basavano i rapporti tra fiducia e rischio. Nella società pre-moderna, infatti, la vita si svolgeva in dimensioni spaziali limitate e le interazioni fra le persone avvenivano generalmente attraverso scambi faccia a faccia in un luogo fisico condiviso. Le tradizioni venivano tramandate oralmente di generazione in generazione; ciò richiedeva tempo e garantiva una forza di penetrazione limitata. I rituali, che collegavano la fiducia nelle pratiche sociali abitudinarie alla continuità tra passato, presente e futuro, vengono insidiati dalla riflessività della vita sociale moderna e lasciano il posto all’osservazione empirica, al metodo scientifico ed al pensiero logico. I legami di parentela, cui si faceva affidamento perché fornivano una rete stabilizzante di rapporti intimi, rimangono importanti dal punto di vista affettivo ma non costituiscono più fattori duraturi attraverso il tempo e lo spazio. La relazione con la comunità locale, che grazie alla limitata estensione territoriale era garantita nel tempo, nonostante il permanere dell’attaccamento al luogo d’origine sfuma intrecciandosi alle relazioni globali. I credenti, che si affidavano alla religione per attingere interpretazioni morali di avvenimenti personali, sociali o naturali in grado di dar loro sicurezza, si scontrano con un processo di secolarizzazione e l’attività religiosa, intesa come influenza generalizzata sull’organizzazione e sulle pratiche della vita, diventa inconciliabile col dinamismo del vivere quotidiano. La razionalità si afferma in molti ambiti della vita sociale. 1 A tali cambiamenti, si affiancano le innovazioni tecnologiche apportate dalla seconda rivoluzione industriale, che trovano impiego in numerosi settori quali la medicina, 1 Giddens A., (1994), Le conseguenze della modernità, pp.102-112

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