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Manifatture ceramiche vicentine: 1900-1950

Sintesi della ricerca condotta tramite l'archivio della Camera di Commercio di Vicenza, le bilbioteche nazionali e molti privati, discendenti delle manifatture citate nel testo. Un percorso che mette in luce il passaggio dalle manifatture artigianali di fine ottocetno a quelle industrialli del secondo dopoguerra, con descrizione di ogni azienda, dei contatti artistici e degli scambi commerciali in essere

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4 Manifatture ceramiche vicentine 1900-1950: introduzione. Questo studio, pur con tutti limiti del caso, vuole dare un contributo alla conoscenza della produzione ceramica vicentina in un periodo importante e significativo quali furono i primi cinquant’anni del secolo scorso. Pur trattandosi di una provincia e pur essendo la produzione principalmente localizzata, oltre che nel capoluogo, in un’area minore, ma estremamente importante, e cioè quella di Nove e Bassano del Grappa, si tratta invero di un territorio vasto, dalle molteplici caratteristiche, ed al tempo stesso di un periodo storico ampio, durante il quale accaddero fatti gravi e indelebili per la storia dell’umanità, in particolare per il vecchio continente. La scelta di raccontare la storia della ceramica attraverso le manifatture del settore che hanno operato nel lasso di tempo preso in esame, ha portato quindi a mettere a confronto il tessuto socio-economico ed il contesto artistico dell’epoca. Di fatto parlando di ceramica si entra nel vasto campo delle arti decorative, ed inevitabilmente la ricerca è stata portata anche sul piano del design e su quello del gusto contemporaneo. Vanno fatte alcune precisazioni su ciò che qui si intende per manifatture ceramiche. Secondo quella che è la definizione dei principali vocabolari ed enciclopedieTP 1 PT si può ragionevolmente asserire che la ceramica è qualsiasi tipo di manufatto composto essenzialmente d’argilla e da qualche altro componente, modellato a freddo, essiccato, consolidato in modo definitivo tramite cottura in appositi forni. Questa definizione comprende quindi anche quella che è l’attività laterizia, che questo studio non ha affrontato, privilegiando invece l’attività ceramica intesa come produzione di oggetti decorativi, e solo in minima parte oggetti con sola funzione d’uso. In particolare rientra in quest’ultima categoria l’attività dei cosiddetti pignattai, dei vasai o comunque di coloro che producevano stoviglie d’uso comune, di cui non c’è stato un approfondimento vero e proprio (nel TP 1 PT Cfr. GIACOMO DEVOTO - GIAN CARLO OLI, Il dizionario della lingua italiana,Le Monnier, Firenze, 1990 e Enciclopedia Europea, Garzanti, Milano, 1977, ad vocem

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Maria Polloniato Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 991 click dal 18/05/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.