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''Una vita'' di Oriana Fallaci

Scegliere una tesi su un personaggio controverso e così bistrattato come Oriana Fallaci nasce dalla convinzione di poter indagare, in tale autrice, una grandissima capacità di scrittura, un'acutezza sottile nella comprensione dell’animo umano e un lucidissimo occhio critico sul mondo circostante. Una convinzione nata dall'amore e dalla stima che nutro per quest’autrice; non un amore ottuso, ma finalizzato alla critica, anche negativa, dei suoi lati più discutibili.
Oriana Fallaci è, è stata e forse sarà sempre una scrittrice tra le più discusse, anche in Italia, e soprattutto riguardo la sua ultima produzione libraria, quella successiva al crollo delle Twin Towers nel 2001 e inaugurata dall’articolo La rabbia e l’orgoglio, scritto di getto in seguito ai fatti accaduti in quella data e apparso il 29 settembre 2001 sul «Corriere della Sera»; La rabbia e l’orgoglio, ampliato e riveduto, diventa subito un best seller letto in tutto il mondo.
Questa tesi analizza la produzione letteraria di Oriana Fallaci precedente ai testi dell’11 settembre e, in modo particolare, considera la composizione di un romanzo che, a parer mio, è uno dei più belli mai stati scritti, Un Uomo (1979, Rizzoli), nel quale la centralità del protagonista, il rivoluzionario greco Aléxandros Panagulis, rispecchia alcuni dei più alti valori che la Fallaci ha voluto trasmettere, per lo meno fino agli avvenimenti che l'hanno sconvolta. Un Uomo viene, sì, analizzato nelle sue vicende esteriori, inserite nel delicato periodo della Dittatura dei Colonnelli in Grecia tra il 1968 e il 1973, e scandagliato nelle evoluzioni e sofferenze di quella storia d’amore vissuta dalla Fallaci con il protagonista del libro, ma vuole, soprattutto, mettere l’accento sulle qualità morali e sulle virtù di cui Panagulis è portatore; sui valori di libertà, di moralità e di verità e del profondo senso della legge che, per Oriana Fallaci, hanno sempre rappresentato il perno di tutte le società e di ogni paese. Ideali di cui la stessa autrice, con i suoi romanzi, le interviste, le sue raccolte, e con i suoi ripetuti interventi nel mondo politico, ha voluto dare testimonianza.
Inutile dire chi era Oriana Fallaci, una donna amata e odiata, conosciuta in tutto il mondo, oggetto delle più diverse letture e interpretazioni; questo lo sappiamo tutti. Il mio intento è stato, invece, quello di sottolineare il peso di una scrittrice-giornalista che è intervenuta in molti momenti della storia, anche mondiale, e ha contribuito, spesso con la propria esperienza di vita vissuta, a influenzarli (perché spesso nella Fallaci vita e racconto, invenzione e realtà si legano, ed ancor più in Un Uomo, dove la favola dell’eroe sognante si concretizza nel disperato e dolce rapporto con un uomo pieno di debolezze). La scrittrice ha tentato, con i suoi modi spesso burberi e aggressivi, di far riflettere e di smuovere anche solo poche coscienze, e di mostrare, attraverso la sua visione del mondo e la sua sensibilità, la realtà e la verità di tutto quello che la circondava, senza inganni mistificatori e veli.
È stata un’autrice che è riuscita ad entrare nell’animo di molti, di molti uomini del nuovo millennio, parlandoci dei nostri conflitti, che aumentano e diventano più insolubili. La sua mano è riuscita a sviscerare le contraddizioni che ci portiamo dietro nel modo più chiaro e semplice possibile. È stata una scrittrice moderna e portatrice di valori universali, sempre attuale perché ha affrontato temi che ci riguardano da vicino e che ci toccheranno, credo, ancora per molto, e l’ha fatto con una scrittura che non può lasciare indifferenti.
Questo almeno fino all’11 settembre; mi riserbo di esprimere un giudizio sugli ultimi libri della Trilogia, evitando di sfiorare i temi di un dibattito troppo vicino e dalle tematiche scottanti per essere preso in considerazione in questa sede. Per quanto reputi che, con il passare del tempo, Oriana Fallaci abbia perso il rigore e la capacità di intuire genialmente le verità sul mondo e sull’uomo, e di esprimerle in uno stile scorrevole e perfetto, ritengo, altresì, che non si possa cancellare, far passare in sordina e oscurare, a causa dello scredito acquisito negli ultimi anni di vita, la grandezza delle sue precedenti opere, letterarie e non. Lo scopo definitivo di questa tesi è stato quello di cercare di rivalutare e rendere più nota una parte della produzione di questa scrittrice, per riuscire finalmente ad estrarne il meglio, e a farlo attraverso un libro che può appassionare e coinvolgere più degli altri.

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5 Introduzione Scegliere una tesi su un personaggio controverso e così bistrattato come Oriana Fallaci nasce dalla convinzione di poter indagare, in tale autrice, una grandissima capacità di scrittura, un'acutezza sottile nella comprensione dell’animo umano e un lucidissimo occhio critico sul mondo circostante. Una convinzione nata dall'amore e dalla stima che nutro per quest’autrice; non un amore ottuso, ma finalizzato alla critica, anche negativa, dei suoi lati più discutibili. Oriana Fallaci è, è stata e forse sarà sempre una scrittrice tra le più discusse, anche in Italia, e soprattutto riguardo la sua ultima produzione libraria, quella successiva al crollo delle Twin Towers nel 2001 e inaugurata dall’articolo La rabbia e l’orgoglio, scritto di getto in seguito ai fatti accaduti in quella data e apparso il 29 settembre 2001 sul «Corriere della Sera»; La rabbia e l’orgoglio, ampliato e riveduto, diventa subito un best seller letto in tutto il mondo. Questa tesi analizza la produzione letteraria di Oriana Fallaci precedente ai testi dell’11 settembre e, in modo particolare, considera la composizione di un romanzo che, a parer mio, è uno dei più belli mai stati scritti, Un Uomo (1979, Rizzoli), nel quale la centralità del protagonista, il rivoluzionario greco Aléxandros Panagulis, rispecchia alcuni dei più alti valori che la Fallaci ha voluto trasmettere, per lo meno fino agli avvenimenti che l'hanno sconvolta. Un Uomo viene, sì, analizzato nelle sue vicende esteriori, inserite nel delicato periodo della Dittatura dei Colonnelli in Grecia tra il 1968 e il 1973, e scandagliato

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sara Cesaretti Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.