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Il trattamento della famiglia italiana: criticità e prospettive di riforma fiscale

L'istituto della famiglia costituisce, da sempre, il nucleo più importante nell'ordinamento sociale umano, in quanto “luogo naturale” di interazione tra singoli individui uniti fra loro da legami di parentela, di affetto, di servizio o di ospitalità. Le sue caratteristiche dimensionali e strutturali, la sua funzione e la natura dei legami che in essa si instaurano, sono legate alle circostanze sociali ed economiche nelle quali tale istituto si trova ad operare, in quanto "fortemente compenetrato con tutti gli ambiti di vita esterna, i quali entrano in essa e ne plasmano la struttura più intima e profonda" (Andolfi, 2004).
Per tali motivi, oggi, in Italia, si discute molto di famiglia, anche se, sempre più spesso, in termini problematici. Gli elementi di sofferenza, del resto, sono evidenti e riguardano sia aspetti demografici che economici. Rispetto ai partners europei, l'Italia è uno dei paesi in cui la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse, le coppie fanno sempre meno figli e la scelta di averne accresce il rischio di povertà.
Questi aspetti di criticità possono essere ricondotti, da un lato, ad un mercato del lavoro inefficiente, che garantisce sempre meno opportunità, soprattutto a donne e giovani, e, dall'altro, ad un sistema di welfare inadeguato e obsoleto, incapace di fornire strumenti appropriati per rispondere ai bisogni emergenti e per tutelare i cittadini dai nuovi rischi derivanti da una società in continua evoluzione, lasciando ampio spazio, invece, a disparità di genere, geografiche e generazionali.
Più di recente è emersa la necessità, tra i nuclei familiari meno abbienti, di trovare una occupazione per entrambi i membri della coppia, al fine di ovviare al problema delle basse retribuzioni iniziali. È proprio riguardo a questo punto che si innesta uno dei problemi tipici del nostro sistema economico: l'altissimo grado di incertezza occupazionale.
I fattori qui enunciati portano, come inevitabile conseguenza, all'allungamento dei tempi di realizzazione di tutte quelle condizioni ritenute adeguate per dare vita ad un nuovo nucleo familiare, la prima di queste è la stabilità economica.

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1 1. Premessa. L'istituto della famiglia costituisce, da sempre, il nucleo più importante nell'ordinamento sociale umano, in quanto “luogo naturale” di interazione tra singoli individui uniti fra loro da legami di parentela, di affetto, di servizio o di ospitalità. Le sue caratteristiche dimensionali e strutturali, la sua funzione e la natura dei legami che in essa si instaurano, sono legate alle circostanze sociali ed economiche nelle quali tale istituto si trova ad operare, in quanto <<fortemente compenetrato con tutti gli ambiti di vita esterna, i quali entrano in essa e ne plasmano la struttura più intima e profonda>> (Andolfi, 2004). Per tali motivi, oggi, in Italia, si discute molto di famiglia, anche se, sempre più spesso, in termini problematici. Gli elementi di sofferenza, del resto, sono evidenti e riguardano sia aspetti demografici che economici. Rispetto ai partners europei, l'Italia è uno dei paesi in cui la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse 1 , le coppie fanno sempre meno figli e la scelta di averne accresce il rischio di povertà. Questi aspetti di criticità possono essere ricondotti, da un lato, ad un mercato del lavoro inefficiente, che garantisce sempre meno opportunità, soprattutto a donne e giovani, e, dall'altro, ad un sistema di welfare inadeguato e obsoleto, incapace di fornire strumenti appropriati per rispondere ai bisogni emergenti e per tutelare i cittadini dai nuovi rischi derivanti da una società in continua evoluzione, lasciando ampio spazio, invece, a disparità di genere, geografiche e generazionali. Più di recente è emersa la necessità, tra i nuclei familiari meno abbienti, di trovare una occupazione per entrambi i membri della coppia, al fine di ovviare al problema delle basse retribuzioni iniziali. È proprio riguardo a questo punto che si innesta uno dei problemi tipici del nostro sistema economico: l'altissimo grado di incertezza occupazionale. I fattori qui enunciati portano, come inevitabile conseguenza, all'allungamento dei tempi di realizzazione di tutte quelle condizioni ritenute adeguate per dare vita ad un nuovo nucleo familiare, la prima di queste è la stabilità economica. 1 Il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro si attesta, in Italia, attorno al 47,2%, uno dei più bassi in Europa. Con la Strategia di Lisbona del 2000, l'Unione Europea poneva l'obiettivo dell'innalzamento dell'occupazione femminile: puntava a raggiungere per la media europea un tasso di occupazione femminile pari al 60% entro il 2010.

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Matteo Mombelli Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.