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L'Irap, imposta regionale sulle attività produttive

L’imposta regionale sulle attività produttive è senza dubbio uno tra gli strumenti più innovativi e contestati che caratterizza il sistema tributario italiano e si pone al termine di un processo legislativo di riforma orientato verso un’impostazione federale, attuato di concerto dal Governo e Parlamento nel corso dell’ultimo triennio.
La presente trattazione affronta l’analisi del tributo muovendosi inizialmente dai suoi presupposti costituzionali fondamentali, ripercorrendo le disposizioni che la Legge Suprema prevede in tema di autonomia finanziaria regionale, nonché alcune tra le principali teorie che in materia sono state espresse dalla dottrina più autorevole.
Sulla base di tali presupposti l’analisi è poi orientata sull’evoluzione e sulla riforma del sistema tributario vigente in un’ottica di federalismo evidenziando l’importanza, il ruolo e le finalità del nuovo tributo in tale contesto.
L’analisi esplicita dell’imposta è svolta prettamente in ambito giuridico; le caratteristiche innovative dell’IRAP impongono la necessità di soffermarsi sui suoi aspetti tipici non solo dal punto di vista strettamente oggettivo, bensì sulla rilevanza degli stessi dal punto di vista giuridico, stante l’assoluta mancanza di tributi simili sia nel panorama legislativo tributario italiano, che in Europa dove le esperienze riscontrate si discostano nettamente da quella italiana. Le innumerevoli critiche promosse da parte della dottrina e dal mondo imprenditoriale hanno reso necessario analizzare la corrispondenza del tributo dinanzi ad ipotesi di presunta incostituzionalità, unitamente all’effettiva corrispondenza dell’imposta ai fini previsti dalla legge istitutiva 15/12/97 nr. 446.
L’applicazione del tributo, invece, è analizzato, dopo l’esposizione delle caratteristiche principali, con uno specifico approfondimento relativo agli istituti di credito, che per la natura dell’attività svolta e l’importanza nel sistema economico dispongono di una disciplina esplicita e particolareggiata.
Indipendentemente dal giudizio espresso nel corso della presente trattazione, peraltro favorevole al nuovo tributo con alcune riserve in materia di applicazione, unitamente alla finalità didattica della stessa, l’analisi di questo approfondimento vuole essere lo spunto per una profonda riflessione nei confronti di uno strumento impositivo la cui portata innovativa è sostanziale e rilevante. E’ bene precisare, però, che l’effettiva attuazione e raggiungimento degli scopi previsti in una materia così delicata, dipenderà in futuro anche da fattori, motivi ed orientamenti di pensiero che purtroppo esulano dai risultati esposti in questa trattazione.

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2 Introduzione. L’imposta regionale sulle attività produttive è senza dubbio uno tra gli strumenti più innovativi e contestati che caratterizza il sistema tributario italiano e si pone al termine di un processo legislativo di riforma orientato verso un’impostazione federale, attuato di concerto dal Governo e Parlamento nel corso dell’ultimo triennio. La presente trattazione affronta l’analisi del tributo muovendosi inizialmente dai suoi presupposti costituzionali fondamentali, ripercorrendo le disposizioni che la Legge Suprema prevede in tema di autonomia finanziaria regionale, nonché alcune tra le principali teorie che in materia sono state espresse dalla dottrina più autorevole. Sulla base di tali presupposti l’analisi è poi orientata sull’evoluzione e sulla riforma del sistema tributario vigente in un’ottica di federalismo evidenziando l’importanza, il ruolo e le finalità del nuovo tributo in tale contesto. L’analisi esplicita dell’imposta è svolta prettamente in ambito giuridico; le caratteristiche innovative dell’IRAP impongono la necessità di soffermarsi sui suoi aspetti tipici non solo dal punto di vista strettamente oggettivo, bensì sulla rilevanza degli stessi dal punto di vista giuridico, stante l’assoluta mancanza di tributi simili sia nel panorama legislativo tributario italiano, che in Europa dove le esperienze riscontrate si discostano nettamente da quella italiana. Le innumerevoli critiche promosse da parte della dottrina e dal mondo imprenditoriale hanno reso necessario analizzare la corrispondenza del tributo dinanzi ad ipotesi di presunta incostituzionalità, unitamente all’effettiva corrispondenza dell’imposta ai fini previsti dalla legge istitutiva 15/12/97 nr. 446. L’applicazione del tributo, invece, è analizzato, dopo l’esposizione delle caratteristiche principali, con uno specifico approfondimento relativo agli istituti di credito, che per la natura dell’attività svolta e l’importanza nel sistema economico dispongono di una disciplina esplicita e particolareggiata. Indipendentemente dal giudizio espresso nel corso della presente trattazione, peraltro favorevole al nuovo tributo con alcune riserve in materia di applicazione, unitamente alla finalità didattica della stessa, l’analisi di questo approfondimento vuole essere lo spunto per una profonda riflessione nei confronti di uno strumento impositivo la cui portata innovativa è sostanziale e rilevante. E’ bene precisare, però, che l’effettiva attuazione e raggiungimento degli scopi previsti in una materia così delicata, dipenderà in futuro anche da fattori, motivi ed orientamenti di pensiero che purtroppo esulano dai risultati esposti in questa trattazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Walter Risio Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7232 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 21 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.