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Lo stile nel cinema hollywoodiano contemporaneo - Michael Mann

La tesi, dopo aver riassunto diverse definizioni di stile cinematografico, affronta la questione dello stile nel cinema hollywoodiano degli ultimi tre decenni, identificando gli stilemi ricorrenti nei film di questo periodo, e infine analizza, alla luce di tutto ciò, tre film di Michael Mann.

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5 INTRODUZIONE Questa tesi nasce inizialmente da una profonda ammirazione per Michael Mann, tra i pochi cineasti contemporanei a meritare per davvero di diventare oggetto di culto tra i cinefili. Nel rivedere i suoi film, ci si accorge che ad accomunare opere diverse tra loro, come sono quelle dirette da Mann, è la ricchezza stilistica del regista, sempre in evoluzione, quasi inafferrabile nella sua complessità e varietà. Si scopre, così, che anche un piccolo campione di film diretti da Mann, come quello qui analizzato, può stimolare, a posteriori, come è successo nel nostro caso, una riflessione sullo stile cinematografico, sulla sua natura complessa ed effimera, sulle differenti concezioni che di esso si sono succedute o contrapposte e su come sia cambiato nel cinema hollywoodiano degli ultimi trent’anni. Perciò, questa tesi inizia con un capitolo che passa in rassegna definizioni diverse dello “stile cinematografico”, dai formalisti russi a Metz, Salt, Bordwell e Thompson, ai recenti contributi di Bertetto, Carluccio e Buccheri, per adottare, infine, quella di Leonardo Quaresima, sulla base della quale, nel secondo capitolo, si cerca di individuare, per sommi capi, alcune delle “unità di stile”, cioè quegli elementi tecnico-espressivi, enunciativi, tematici e narrativi, autonomi e ricorrenti, che incrociano trasversalmente film, autori, generi del cinema americano dagli anni Ottanta ai giorni nostri, che lo si voglia definire “post-New Hollywood”, “postmoderno”, o, come preferiamo, semplicemente “contemporaneo”. Queste unità di stile vanno dalle nuove risposte alla vecchia questione dello sguardo nel cinema, anche attraverso l’utilizzo di rivoluzionarie cineprese come la steadycam, fino a una valorizzazione senza precedenti del sonoro e della musica, grazie anche al Dolby. Il digitale rimette in discussione il concetto di realismo nel cinema, dimensioni spazio-temporali di influenza videoludica rendono la narrazione meno lineare. Il morphing e lo slow motion esprimono efficacemente questo allontanamento da una concezione classica del tempo cinematografico. Nuove figure di donne e uomini, inoltre, rappresentano, nei suoi vari aspetti, la

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Grieco Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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