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La politica agricola comunitaria

Informazioni tesi

  Autore: Pierpaolo Matarazzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Piero Pennetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

La disciplina relativa alla politica agricola comune (PAC) si analizza preliminarmente nei termini obiettivi e subiettivi che ne caratterizzano l'efficacia. In tal senso, si introduce l'articolo 38 del Trattato CEE, quale norma di sutura tra gli interventi sul mercato agrario e le opzioni più squisitamente strutturalistiche, enucleando per suo mezzo, dal ginepraio della legislazione, le basi concettuali di una nozione comunitaria di agrarietà. Lo studio dell'Allegato II apporta un prezioso contributo di chiarezza all'intelligibilità del problema, e palesando i limiti di un'impostazione congiunturalista ci introduce la controversa questione relativa all'esistenza di una nozione comunitaria di impresa agraria. La problematicità del tema implementa nel discorso un chiaro risvolto pratico, sol che si consideri l'imprescindibile necessità di eliminare le antinomie infrasistemiche ai fini della migliore applicazione delle norme, ossia più concretamente per stabilire di volta in volta chi siano i soggetti passivi della PAC, e a sostegno di quali prodotti essa è rivolta. Segue una rassegna dei principali contributi ricostruttivi offerti negli ultimi anni dalla letteratura giuridica agraristica onde sensibilizzare ulteriormente il lettore circa la potenziale variabilità dei confini del diritto agrario.
La seconda parte del lavoro descrive gli indirizzi affermatisi nella più recente produzione normativa comunitaria assumendo il binomio struttura-mercato, ossia discernendo essenzialmente gli strumenti della strategia interventiva con l'ausilio di un criterio macroeconomico di temporalizzazione, ma con l'imprescindibile riferimento dovuto ai termini di efficacia degli atti, siano essi di tipo personale o invece di carattere obiettivo.
All'esito di questa elaborazione, si espone una teoria dei limiti con cui si assevera circa l'adozione di una prospettiva biologica dell'agrarietà, quale strumento esegetico idoneo a sintonizzare l'attuazione delle norme sulla stessa lunghezza d'onda significata dalle esigenze dei mercati, senza nondimeno trascurare le peculiarità connesse alla struttura giuridico-economica dell'impresa agraria. Si conclude ricavando, ben oltre la politicità dei contingenti equilibri, delle indicazioni legistiche scevre dagli apriorismi, perché obiettivamente ancorate alla cognizione delle specificità di soggetti e prodotti, nonché alle potenzialità distorsive dei corrispettivi interventi.

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1 LA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA PREMESSA La politica agricola comune (PAC) rappresenta forse la più controversa esperienza fra quelle contemplate nella varia antologia del diritto sostanziale comunitario. Le ragioni di una così problematica collocazione consistono nella incidenza di molteplici fattori che, per la continua evoluzione del substrato socioeconomico, condizionano gli svolgimenti della normativa vigente esponendola al rischio di una rapida obsolescenza. Una circostanza di tal genere, con la inevitabile transitorietà di qualsivoglia opzione di politica economica che ne consegue, impone a nostro avviso la necessità di anteporre al diritto agrario lato sensu comunitario una teoria generale che, in rapporto di propedeuticità con le tradizionali categorizzazioni, definisca preliminarmente i termini obiettivi e subiettivi della disciplina, nonché i vincoli apposti alla efficacia dei rispettivi interventi, onde saggiarne le concrete implementazioni. Tanto premesso, apprestandoci a rivisitare la materia, non possiamo esimerci dal prediligere un approccio analitico inteso a cogliere il contributo di chiarezza che può derivare riconducendo gli istituti del diritto interno nel contesto dell'ordinamento comunitario e al servizio dei fini suoi specifici. La fecondità di questa prospettiva sarà in particolar modo dimostrata nella risoluzione delle delicate questioni tecnico-dogmatiche inerenti a un tema, la nozione di impresa agricola nel diritto comunitario, che per la scarsità dei contributi offerti dalla dottrina più recente sembrava meritevole di una più ampia speculazione. Quanto alla summa divisio delle politiche agricole comuni, articolate in

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