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Dall'informazione al mito. L'infotainment: un'analisi retorico-linguistica

Quello dell’informazione televisiva è un campo con il quale abbiamo quotidianamente a che fare. In media, più del 93% degli italiani guarda giornalmente la televisione (ISTAT, 2006); di conseguenza possiamo ritenere che il telegiornale, in Italia, sia la maggiore fonte di informazione. Considerando le medie europee, l’Italia si colloca ai livelli più bassi per la lettura dei quotidiani e in quelli più alti per la fruizione del mezzo televisivo. Il telegiornale, quindi, è il nostro punto di riferimento, il nostro “occhio” sulla società e sul mondo, quel mezzo – appunto – tramite il quale ogni cittadino dovrebbe essere stimolato ad acquisire una personale visione critica della società in cui vive. Ma non è così. A partire dalla nascita delle tv commerciali, in Italia ha iniziato a delinearsi quella che Umberto Eco ha definito neotelevisione: una televisione in cui con il passare del tempo la distinzione tra i generi televisivi si è fatta sempre più labile e i confini sempre più confusi. Si inizia a parlare di mescolanza dei generi televisivi dove, per logiche dettate dal mercato e dalla concorrenza, l’unica presenza quasi costante è quella dell’intrattenimento.
La mescolanza tra il genere dell’informazione e quello dell’intrattenimento ha dato origine a quello che oggi definiamo “infotainment”, la spettacolarizzazione dell’informazione.
L’infotainment (information + entertainment) nel (tele)giornalismo è l’oggetto di questo lavoro, che si concentra in particolare sugli aspetti linguistico-retorici di questo fenomeno. L’ispirazione per la stesura di questa tesi nasce dalla lettura del libro Cattive notizie. La retorica senza lumi dei mass media italiani, di Michele Loporcaro e dal concetto – che Loporcaro riprende a sua volta da Lule – di notizia come racconto mitico. Loporcaro introduce una distinzione tra notizia come informazione e notizia come mito, basata sulla differenza tra eventi e racconto: la prima rispecchia la concezione tradizionale di notizia, quella che si rivolge al cittadino per informarlo su un avvenimento ponendo, quindi, l’attenzione sull’evento; la seconda si propone di fornire storie alla società tramite dei racconti continui come quelli che fin dalle prime culture popolari trovavano espressione sotto forma di mito.

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11 I. Infotainment: un approccio sociologico “La televisione è la prima cultura genuinamente democratica, la prima cultura disponibile a tutti completamente retta da ciò che la gente vuole. La cosa più terrificante è ciò che la gente vuole”. Clive Barnes 1.1 La società post-moderna tra apocalittici e integrati Infotainment è una parola di origine americana che nasce dall’unione di information (informazione) ed entertainment (intrattenimento), usata per indicare il fenomeno della spettacolarizzazione dell’informazione. L’infotainment ha prodotto un rimescolamento dei generi, soprattutto televisivi, trasformando anche i programmi di informazione in forme di spettacolo. A partire da Cattive notizie. La retorica senza lumi dei mass media italiani di Michele Loporcaro – testo che mi è stato di ispirazione per questo lavoro – ho ritenuto opportuno collocare l’infotainment in

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Giovanni Giannetto Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.