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Il bias spaziale e l'attribuzione di causa: uno studio sulle differenze di genere

Informazioni tesi

  Autore: Susanna Timeo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Anne Maass
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

Questa ricerca vuole indagare alcuni fattori sottostanti al processo di attribuzione di causa e colpevolezza. Quotidianamente, infatti, le persone attuano scelte ed esprimono giudizi, sulla base di una conclamata logica di razionalità. In molti casi, tuttavia, essi non sono consapevoli di tutti i fattori che agiscono a livello cognitivo e che, in maniera congiunta, danno esito alle loro decisioni.
In questo studio si è focalizzata l’attenzione sugli aspetti spaziali e, nello specifico, sulle relative posizioni di due contendenti durante un contrasto. Ci si è chiesti, infatti, se, e come, questi fattori possano incidere sulle percezioni e sui giudizi di colpevolezza relativi ai due soggetti rivali.
In questo campo d’indagine, la letteratura ha messo in evidenza il fenomeno dello spatial agency bias (Chatterjee, Maher & Heilman, 1995b; Chatterjee, Southwood & Basilico, 1999; Maass, Pagani & Berta, 2007), per cui le persone mostrano una preferenza per le azioni che si svolgono da sinistra a destra e pongono, quindi, l’agente sulla sinistra. Questo fenomeno è prevalentemente legato alle abitudini di scrittura, che, per gli indoeuropei, procede da sinistra a destra, (Maass & Russo, 2003) ed è responsabile di scostamenti sistematici nella percezione e nel giudizio di scene in movimento (Maass, Pagani & Berta, 2007).
Il presente progetto ha due obiettivi principale. Per prima cosa, si vuole capire se questo fenomeno possa influenzare anche l’ambito delle attribuzioni di colpa; per fare ciò, è stato costruito un questionario composto da tre compiti. Il primo compito consisteva nel rispondere a degli items sull’attribuzione di causalità, dopo aver visionato delle scene di lotta; il secondo consisteva nel decidere la direzionalità dell’azione aggressiva, scegliendo fra due immagini speculari, ed il terzo, infine, consisteva nel disegnare una scena di lotta tra due individui. Il secondo obiettivo è indagare l’attribuzione di colpa a target maschili e femminili, in relazione al posizionamento di tali target, poiché la letteratura ha mostrato delle differenze del bias per questi due gruppi (Grusser, Selke & Zynda, 1988; Suitner & Maass, 2007; Maass, Suitner, Favaretto & Cignacchi, 2009).

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1 INTRODUZIONE Questa ricerca vuole indagare alcuni fattori sottostanti al processo di attribuzione di causa e colpevolezza. Quotidianamente, infatti, le persone attuano scelte ed esprimono giudizi, sulla base di una conclamata logica di razionalità. In molti casi, tuttavia, essi non sono consapevoli di tutti i fattori che agiscono a livello cognitivo e che, in maniera congiunta, danno esito alle loro decisioni. In questo studio si è focalizzata l’attenzione sugli aspetti spaziali e, nello specifico, sulle relative posizioni di due contendenti durante un contrasto. Ci si è chiesti, infatti, se, e come, questi fattori possano incidere sulle percezioni e sui giudizi di colpevolezza relativi ai due soggetti rivali. In questo campo d’indagine, la letteratura ha messo in evidenza il fenomeno dello spatial agency bias (Chatterjee, Maher & Heilman, 1995b; Chatterjee, Southwood & Basilico, 1999; Maass, Pagani & Berta, 2007), per cui le persone mostrano una preferenza per le azioni che si svolgono da sinistra a destra e pongono, quindi, l’agente sulla sinistra. Questo fenomeno è prevalentemente legato alle abitudini di scrittura, che, per gli indoeuropei, procede da sinistra a destra, (Maass & Russo, 2003) ed è responsabile di scostamenti sistematici nella percezione e nel giudizio di scene in movimento (Maass, Pagani & Berta, 2007). Il presente progetto ha due obiettivi principale. Per prima cosa, si vuole capire se questo fenomeno possa influenzare anche l’ambito delle attribuzioni di colpa; per fare ciò, è stato costruito un questionario composto da tre compiti. Il primo compito consisteva nel rispondere a degli items sull’attribuzione di causalità, dopo aver visionato delle scene di lotta; il secondo consisteva nel decidere la direzionalità dell’azione aggressiva, scegliendo fra due immagini speculari, ed il terzo, infine, consisteva nel disegnare una scena di lotta tra due individui. Il secondo obiettivo è indagare l’attribuzione di colpa a target maschili e femminili, in relazione al posizionamento di tali target, poichØ la letteratura ha mostrato I

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Parole chiave

spazio
giudizio
causalità
bias
stereotipi di genere
attribuzioni
embodiment

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