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Leniency programs, decisioni con impegni e misure cautelari nell'attività dell'AGCM nell'ultimo decennio. Un approccio di Law & economics

Il lavoro analizza l'utilizzo da parte dell'AGCM dei poteri ad essa attribuiti dal Decreto Bersani del 2006. Nello specifico trattasi dei programmi di clemenza, delle decisioni di accettazione degli impegni e delle misure cautelari. Nell'analizzare compiutamente la prassi dell'Autorità in merito, il lavoro si sofferma su quelli che sono stati gli aspetti maggiormente dibattuti e sulle soluzioni di miglioramento proposte. In particolare, il lavoro rappresenta un interessante spunto per riflettere sul rapporto esistente tra public e private enforcement antitrust, sui problemi sistemici del nostro paese e sulle prospettive di riforma.

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 CAPITOLO INTRODUTTIVO Origini ed evoluzioni della normativa antitrust italiana: il ruolo del public enforcement SOMMARIO: 1. Cenni storici. Le origini del diritto antitrust – 2. Le finalità del diritto antitrust. 3. Il Regolamento 1/2003 e la modernizzazione del diritto antitrust - 4. L’Italia tra intervento pubblico e libertà di concorrenza. 4.I. Il dibattito sull’introduzione della normativa antitrust. 4.II. L’istituzione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato – 5. Il contesto in cui opera l’Autorità Garante: la definitiva comunitarizzazione del diritto antitrust. – 6. I nuovi poteri dell’AGCM. Cenni. 1. Cenni storici. Le origini del diritto antitrust. Le origini del diritto Antitrust si fanno comunemente risalire al 1980, anno in cui negli Stati Uniti d’America venne redatto lo Sherman Act. Esso ha rappresentato la reazione populista, alimentata da tambureggianti campagne di stampa e cavalcata all’epoca da tutte le forze politiche rappresentative, contro le grandi aggregazioni economiche (cd. Trust) che si andavano formando in quelli anni e il cui obiettivo principale era quello di ridurre la produzione e riportare il mercato sotto il controllo privato, con l’apparente beneplacito della comunità degli uomini d’affari e degli stessi economisti, ma con la fiera opposizione del pubblico allargato dei non addetti ai lavori. Tali aggregazioni (che per motivi squisitamente giuridici si organizzavano con lo strumento del negozio fiduciario o trust) furono rapidamente in grado di offrire ai consumatori prezzi assai inferiori al passato e posero inevitabilmente in grave pericolo la sussistenza dei piccoli imprenditori che, vuoi nella veste di fornitori, vuoi in quella di concorrenti dell’impresa aggregata, si trovavano ad interagire con esse 1 . In un suo intervento parlamentare, il Senatore Sherman, ebbe a dichiarare: 




























































 1 OSTI, C. Diritto della concorrenza, Bologna, Il mulino, 2007, 14.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Cocozza Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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