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Lancio di un prodotto biologico. Il caso della Ditta Individuale agricola "Catarinicchia Giuseppa"

Il presente progetto sperimentale nasce per sfruttare appieno le opportunità che la certificazione biologica europea dei prodotti agroalimentari, unità all‟alta qualità delle produzioni italiane, possono rappresentare per la crescita e lo sviluppo economico di una piccola azienda agricola siciliana.
L‟obiettivo principale del lavoro è lo sviluppo e il lancio di un nuovo prodotto, un olio extravergine di oliva biologico, che offre la possibilità all‟azienda presa in esame di aumentare i propri profitti e inserirsi in una particolare nicchia di mercato.
La tesi si basa su due considerazioni iniziali.
In primo luogo, il mercato dell‟olio di oliva rappresenta uno dei più importanti nel settore dell‟agroalimentare italiano, sia a livello economico sia culturale. In particolare, gli oli biologici stanno vivendo una crescita sostenuta soprattutto grazie al cambiamento dei gusti dei consumatori, sempre più orientati verso un‟alimentazione sana e più sensibili al rispetto per la natura, influenzati dall‟espandersi della “Dieta mediterranea”.
In secondo luogo l‟azienda agricola Catarinicchia è una piccola realtà economica siciliana che si occupa prevalentemente della produzione di olio di oliva extravergine che rivende totalmente ad una ditta terza. Tuttavia nel gennaio 2010 ha iniziato la conversione biologica della propria attività. Questo suggerisce la realizzazione di un nuovo progetto: lo sviluppo di un prodotto nuovo, un olio biologico in bottiglia che possa competere nella nicchia di mercato degli extravergini biologici.
La tesi si divide in tre capitoli.
Il primo si articola in due parti. La prima parte descrive, sulla base di dati oggettivi, il settore dell‟olio di oliva in Italia, con una preliminare introduzione generale sullo stato di tutto il comparto agroalimentare. Sono esposte le quattro fasi della filiera dell‟olio di oliva, dalla produzione agricola alla distribuzione. Tre sezioni sono dedicate alla produzione nazionale, ai consumi domestici e all‟import/export. La seconda parte affronta gli argomenti relativi alle politiche dell‟Unione Europea sul settore, con la storia e lo sviluppo delle Politiche Agricole Comuni (PAC) e i Regolamenti comunitari in materia di classificazione degli oli di oliva, certificazioni di qualità riconosciute (DOP/IGP, STG e biologico), di etichettatura e di tracciabilità dei prodotti.
Il secondo capitolo ha per oggetto di analisi la Ditta Individuale agricola Catarinicchia Giuseppa e lo sviluppo del suo nuovo prodotto. Innanzi tutto è illustrata la storia, l‟attività, le risorse e alcuni dati su fatturati e costi annuali dell‟impresa, per definirne la dimensione. Successivamente, l‟attenzione si sposta sulla nuova attività, con la realizzazione del concetto di prodotto e le fasi della costruzione della marca. Quest‟ultimo rappresenta il tema su cui sono
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dedicate le sezioni più importanti del capitolo: la ricerca dei valori fondamentali, la strategia di naming, l‟identità visuale (logotipo e immagine coordinata) e la scelta del packaging.
Infine, il terzo capitolo è dedicato all‟esposizione del Piano Marketing, in tutte le sue fasi, impiegato per il lancio del nuovo prodotto sul mercato. Si inizia con una premessa generale che ha l‟obiettivo di presentare le motivazioni che hanno spinto la realizzazione del piano. Dopo di ché sono mostrati e approfonditi i vari punti, dall‟analisi della situazione attuale di mercato a quella finale di conto economico. L‟ultimo paragrafo, inoltre, è dedicato a possibili obiettivi futuri, raggiungibili nel medio-lungo periodo, come lo sviluppo di altri nuovi prodotti e la penetrazione in mercati esteri.

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5 Capitolo I – Il settore dell’olio d’oliva 1.1 Analisi del comparto agroalimentare italiano 1 Il comparto agroalimentare italiano presenta attualmente (2010) determinate condizioni poco favorevoli al suo pieno sviluppo, nonostante sia uno dei mercati tradizionali per l’Italia. In primo luogo si tratta delle difficoltà che hanno l’agricoltura e l’industria agroalimentare nel stare al passo con il mercato, visto la continua trasformazione della distribuzione e dei consumatori. Questo contesto, per di più, viene influenzato in maniera negativa dalla crisi economica mondiale esplosa nel 2008 e ancora lungi dall’essere superata. Per questi motivi, per uno sviluppo concreto del settore diventa indispensabile mettere a punto due disposizioni di base 2 : il coordinamento strutturale dei diversi componenti del sistema agroalimentare, agricoltura, trasformazione, commercializzazione e consumo, in maniera tale da realizzare una sinergia frutto di un preciso percorso economico comune; l’incremento del livello qualitativo del mercato agroalimentare con una maggiore presenza, nel campo della produzione e della distribuzione, di personale specializzato che orienti gli operatori verso una migliore conoscenza dei mercati e delle componenti organizzative delle aziende. Per una comprensione più approfondita del comparto agroalimentare italiano, tuttavia, è necessario prendere consapevolezza della struttura del settore e di alcuni elementi significativi a livello economico: il valore aggiunto reale e a prezzi correnti, i costi, l’indice di fiducia dell’industria, la produttività del lavoro, il livello di occupazione, il costo medio del lavoro per addetto, i consumi e gli scambi commerciali. Tutto ciò viene presentato di seguito prendendo in considerazione i dati ricavati da due indagini effettuate da Ismea, relative agli anni 2008 e 2009, che analizzano l’agricoltura e l’industria alimentare del mercato italiano. La struttura dell’agricoltura italiana ha un profilo fortemente frammentato che affronta, attualmente, un graduale processo di concentrazione degli operatori. Mediamente le aziende italiane possiedono una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) di 7,6 ettari, quando la media europea è di 13,3 ettari. Il 73% delle imprese ha una SAU minore di 5 ettari che, tuttavia, costituiscono nell'insieme solo il 16% della SAU totale. Le aziende che possiedono le superfici agricole più vaste, cioè maggiori di 50 ettari, sono inferiori alla media europea sia come numerosità che come classi di superficie disponibile (125 ettari in Italia contro i 156 ettari dell’UE a 27). Infine, i capi di azienda over 64 sono in numero maggiore rispetto a quelli under 35, con un rapporto tra le due categorie tra 1 Questa sezione è basata su dati tratti da Ismea, La competitività del comparto agroalimentare italiano. Check Up 2009, Dragoni, Imago Media s.r.l., 2009 e su Ismea, La competitività del comparto agroalimentare italiano. Check Up 2010, Dragoni, Imago Media s.r.l., 2010. 2 Foglio Antonio, Il marketing agroalimentare Mercato e strategie di commercializzazione, Milano, Franco Angeli s.r.l., 2007.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Davide Aglieri Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.