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Formule tradizionali e dinamiche innovative nella fiction italiana. Il caso de I Liceali

La serie tv italiana "I Liceali" si propone come esempio del binomio tradizione e innovaizone che caratterizza la fiction nazionale dell'ultimo periodo, per la capacità che ha di fondere in un unico prodotto le dinamiche tradiiznali che caratterizzano il genere del teen italiano (personaggi, luoghi, temporalità, tematiche e stile), senza però tralasciare le dinamiche innovative tipiche dell'età della convergenza (estensione, accesso e brand), chiedendo sia all'industria mediale che al pubblico di ripensare al proprio ruolo.
L'analisi è stata suddivisa in due parti. La prima si concentra sul genere televisivo che sta alla base de I Liceali, ovvero il teen drama, indagandolo sia nel suo contesto d'origine (USA) che in quello italiano, che ripropongono personaggi (teenager e adolescenti), luoghi (high school e liceo), temporalità (l'anno scolastico), tematiche (amicizia, amore, famiglia ..) e lo stile (tradizione americana vs tradizione italiana).
La seconda parte è invece un'analisi del prodotto televisivo, suddivisa a sua volta in due macro-aree, un'analisi più testuale e una quale prodotto tv convergente, indagando sia la testaulità secondaria che terziaria: a un approccio piuttosto timido dell'industria mediale nello sfruttamento del prodotto corrisponde un coinvolgimento elevato degli utenti, che tendono a inserirsi laddove Meadiset risulta assente, colmando quindi i vuoti lasciati dal broadcaster e dalla casa di produzione. Inoltre, questa convergenza si manifesta attorno a due poli, uno più informativo, sviluppato sia da industria mediale che dai fan, e uno più passionale, sviluppato esclusivamente dai fan in termini di accesso ed estensioni.

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5 Introduzione Roma, liceo Colonna. Un gruppo di adolescenti è pronto a varcare il cancello antistante l’edificio per entrare in un nuovo anno scolastico, un anno fatto di vecchie e nuove amicizie, vecchi e nuovi amori, vecchi e nuovi professori. Tra loro ci sono anche Elena e Claudio, due adolescenti che appartengono a due mondi diversi (provincia e città), ma che inevitabilmente finiranno per incontrarsi, avvicinarsi e conoscersi, per poi allontanarsi e spezzare il cuore di numerosi fan che invece avrebbero voluto vederli felici e contenti per il resto della narrazione. Ma questo è solo quello che succede in televisione, perché lo spettatore appassionato, quello che non si perde una puntata e ha bisogno di confrontarsi con gli altri rispetto a quello che è successo in televisione, riprende i due giovani e li colloca in un nuovo universo narrativo da lui creato per farli rivivere e dare alla storia un taglio personale. È la combinazione di queste due narrazioni, quella televisiva “ufficiale” e quella appassionata “ufficiosa”, a diventare esemplificativa e a rendere conto della combinazione di formule tradizionali e dinamiche innovative che caratterizzano la fiction di Canale 5, I Liceali. Obiettivo della tesi è stato proprio quello di lavorare su questi due elementi a partire da un caso (I Liceali) e da un genere specifico (il teen drama): la fiction, prodotta da Taodue e costituita da tre stagioni, racconta infatti la vita quotidiana di un gruppo di ragazzi (i membri di una classe) e dei relativi professori all’interno del liceo Colonna di Roma, dove dinamiche scolastiche si incontrano e si scontrano con problemi e questioni adolescenziali e esistenziali. La serie è stata scelta proprio per la capacità di fondere in un unico prodotto le dinamiche tradizionali che caratterizzano il genere teen italiano (personaggi, luoghi, temporalità, tematiche e stile), senza tralasciare quelle dinamiche innovative tipiche dell’età della convergenza, che si ripercuotono su tre elementi (estensione, accesso e brand), chiedendo sia all’industria mediale che al pubblico di ripensare al proprio ruolo. Quella in cui ci muoviamo è infatti l’età dell’abbondanza 1 , in cui le diverse piattaforme di distribuzione dei contenuti mediali convergono, le industrie mediali cooperano tra loro e con lo spettatore per fornire, e il pubblico costruisce la propria esperienza di intrattenimento. È l’età della convergenza culturale 1 Cfr. J. Ellis, Seeing Things. Television in the Age of Uncertainity, I. B. Tauris, London 2000.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Francesca Masciadri Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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