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Influssi europei nell'iconografia ispanoamericana tra Cinque e Seicento

La tesi di laurea "Influssi europei nell'iconografia ispanoamericana tra Cinque e Seicento" analizza dal punto di vista geografico, il percorso realizzato dalle immagini, prevalentemente stampe, dall''Europa cinquecentesca verso le colonie spagnole nell'America del sud. La tesi offre una panoramica in generale sulla situazione politica, economica e religiosa europea e il suo eco nel Nuovo Mondo, individuando nelle stampe che contenevano i codici portati dai missionari, il mezzo attraverso il quale l'arte europea si diffuse in ispanoamerica. In alcuni capitoli della tesi si studiano gli artisti europei che lavorarono in Spagna all'epoca di Filippo II e che servirono come modello agli artisti andini. Alcuni capitoli sono dedicati alla diffusione della stampa e ai libri liturgici riformati dopo il Concilio di Trento e soprattutto alla figura di Christopher Plantin, il più importante editore e tipografo di Anversa, autore della maggior parte dei codici che giunsero in Spagna come richiesti da Filippo II e successivamente portati in America con il fine di agevolare l'evangelizzazione del territorio andino attraverso le immagini. Un capitolo è inoltre dedicato agli artisti europei che salparono da Siviglia alla ricerca di fortuna nel Nuovo Mondo. Un capitolo inoltre è dedicato ad Anversa, principale luogo commerciale nell'Europa di Filippo II e il suo rapporto commerciali con Siviglia e centro di scambi commerciali con le colonie spagnole in America.

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8 INTRODUZIONE Con la conquista e colonizzazione spagnola, iniziate nella prima metà del XVI secolo, inizia un processo di profondi cambiamenti nella vita del territorio di tutto il continente americano. I popoli indigeni iniziano ad assistere ad una trasformazione radicale e si vedono costretti ad accettare la religione cristiana, altre forme di cultura e di organizzazione sociale, nonché un’altra lingua, dalle quali nasce l’unità americana. Di tali proporzioni enormi è la rottura dell’America con il proprio passato che le culture pre ispaniche oggi costituiscono un tema più appropriata per l’archeologia che per la storia. Il destino di tutti i popoli dispersi sul territorio da quel momento si lega inevitabilmente a quello della Spagna, al cattolicesimo e a quello della politica ed economia dell’Europa occidentale, durante tre lunghi secoli. Si origina durante questo arco di tempo un’intensa miscela razziale che produce l’incrocio delle razze e la quasi totale scomparsa dell’aborigeno puro. Con i conquistatori, fa ingresso l’arte occidentale. Nella Spagna che loro abbandonano provvisoriamente o definitivamente per lanciarsi all’avventura del Nuovo Mondo predominano le tradizioni rinascimentali provenienti dall’Italia. L’arte occidentale inizia ad arrivare nei territori americani portata da frati missionari e conquistadores. Si presenta come un arte compromessa al servizio della cristianizzazione dei popoli indigeni e come uno dei mezzi più efficaci per l’introduzione della cultura spagnola. Lo sviluppo dell’identità culturale latinoamericana inizialmente dipende prevalentemente dalle immagini che vengono portate dall’Europa. Le immagini che in maggior parte sono molto note ad artisti e conoscitori europei diventano canoniche anche per la realizzazione dei libri e repertori accettati dalla Chiesa dopo il Concilio di Trento. Questi provengono in maggior parte da Siviglia, che costituisce il porto commerciale più importante della Spagna rinascimentale. Sono inizialmente stampe che raffigurano la Crocefissione di Cristo e la Vergine col

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Juan Miguel Ortiz Gutierrez Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 323 click dal 20/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.