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Dagli “sbirri” ai Carabinieri: la tutela dell’ordine pubblico dall’ancien régime all’Italia unita

Informazioni tesi

  Autore: Amedeo Bernini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Natale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

Excursus storico giuridico dell’evoluzione del concetto di ordine pubblico e delle modalità attraverso le quali esso è stato effettivamente tutelato nell'arco di due secoli: dalle “bande dei descritti” del Granducato di Toscana, passando per i "Reali Carabinieri" del Regno Sabaudo, fino al “confino di polizia” dell’epoca fascista. L'analisi dell’organizzazione degli apparati di "polizia" e della normativa specifica emanata in materia a partire dalle varie realtà statuali preunitarie sino al ventennio fascista.

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I Introduzione Quando oggi si parla di ordine pubblico, sono ben note a tutti quali sono le strutture dell’amministrazione dello Stato deputate alla sua tutela: i Carabinieri e la Polizia (con compiti esecutivi) i Prefetti, il Ministro dell’Interno e, in definitiva, il Governo. Ma non sempre è stato così. L’elaborato si prefiggerà appunto l’obiettivo di esaminare il tema dell’ordine pubblico, nell’evoluzione che ha avuto in Italia, partendo dalle varie realtà che nel periodo settecentesco componevano il mosaico degli Stati preunitari, quando il concetto di polizia non aveva ancora assunto l’odierno significato e le funzioni di tutela dell’ordine interno non venivano, di fatto, considerate tra i compiti dell’amministrazione statale. In quel periodo, infatti, si registrava una sostanziale assenza sia a livello direzionale che a livello esecutivo di strutture deputate prioritariamente a tale funzione. In via preliminare, si inizierà con l’analizzare proprio la nozione giuridica di ordine pubblico, scoprendo che essa, seppur presente nella legislazione nazionale da quasi 150 anni, non ha una vera e propria definizione, pur essendo il concetto suscettibile di essere analizzato sotto una molteplicità di angolazioni (politico, economico etc.). Il lavoro proseguirà poi nel secondo capitolo, focalizzando l’attenzione sugli stati nazionali dell’ ancien régime, proprio sottolineando l’assenza di organismi assimilabili sia agli odierni dicasteri e prefetture, che alle moderne forze di polizia. In effetti si vedrà come, a fattor comune, sussisteva in tali ordinamenti un equivoco di fondo: la commistione dei compiti di polizia con quelli connessi all’esercizio della giurisdizione. Vi erano così corpi armati che svolgevano – tra le altre – anche funzioni assimilabili a quella di polizia, ma posti alle

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