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Strategie e performance delle compagnie petrolifere europee: Eni S.p.A, Total S.A, BP plc a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Helene Medori
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Francesco Ranalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 290

Nell’attuale assetto, il mercato del petrolio presenta chiare inefficienze che si traducono in livelli inadeguati degli investimenti e instabilità dei prezzi del petrolio, particolarmente evidenti nel corso della recente crisi economico-finanziaria.
Tale crisi e le forti oscillazioni dei prezzi del petrolio che l’hanno accompagnata, hanno avuto pesanti ripercussioni sul ciclo degli investimenti nell’industria petrolifera. Il forte calo delle quotazioni del greggio ha ridotto i rendimenti degli investimenti; la riduzione della domanda petrolifera ha determinato un minore fabbisogno di capacità produttiva, mentre il deterioramento delle condizioni creditizie ha reso più difficile per le compagnie petrolifere reperire i capitali necessari per la realizzazione di nuovi progetti.
La crisi economica e finanziaria rischia, inoltre, di accentuare una differenziazione dei percorsi di sviluppo tra paesi. Ad oggi, i principali fattori di incertezza riguardano i costi e i tempi delle politiche di salvataggio e l’impatto che la crisi avrà sulle prospettive di crescita economica di medio e lungo periodo.
Per quanto riguarda lo scenario petrolifero, in particolare, i trend attesi per i prossimi due decenni possono essere così sintetizzati:

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8 CAPITOLO - IL SETTORE PETROLIFERO La storia del petrolio La storia del petrolio è interessante, poiché ha origini molto antiche. I Greci lo utilizzavano già come combustibile ma anche per produrre medicinali e per usi bellici. La vera e propria industria petrolifera nacque però negli Stati Uniti nel 1859, per merito di Edwin Drake, a Titusville, Pennsylvania, che costruì il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo. Negli anni successivi vennero realizzati più di 340 pozzi e nel 1870 nacque la Standard Oil di J. D. Rockefeller, ossia quella che poi diventò la prima grande compagnia petrolifera a livello mondiale: la ESSO. L’uso del greggio crebbe lentamente negli anni, fino al 1970 quando prepotentemente scalzò il combustibile dell’epoca più utilizzato nel mondo, ossia il carbone, sul cui uso si era fondata la rivoluzione industriale. Proprio durante questo periodo si verificarono due importanti crisi energetiche, quella del 73 e quella del 79, che sollevarono preoccupazioni per la natura esauribile di questa risorsa. I paesi industrializzati, infatti, avevano basato la loro crescita economica esclusivamente sull’uso di questa materia prima, dimenticando la sua natura non rinnovabile. Gli studiosi furono così costretti a ricercare fonti energetiche alternative, come quella solare, geotermica, eolica, idrica e nucleare, anche a causa del negativo impatto che il petrolio causa sull’ambiente. L’inquinamento da petrolio è molto temuto dagli ecologisti poiché il greggio, come tutti i combustibili di origine fossile, durante la combustione produce sostanze pericolose sia per la salute dell'uomo sia per l’ecosistema. A tutt’oggi però l’oro nero rimane la risorsa energetica più diffusa al mondo, coprendo circa il 90% del fabbisogno di combustibile mondiale. L’importanza di tale risorsa è talmente elevata da essere stata un fattore rilevante nello scatenare conflitti militari, comprese le due Guerre mondiali, la guerra Iran-Iraq degli anni '80 e la Guerra del Golfo. I più importanti giacimenti di petrolio si trovano in America settentrionale, centrale e meridionale, Paesi arabi, Sud-est asiatico e Russia. Per quanto riguarda l’Italia, invece, i

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petrolio
eni
analisi finanziaria
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