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Aspetti della lessicografia comparata: il Vocabolario della Crusca come modello europeo

La lessicografia è stata, fin dalle sue origini, uno strumento essenziale per studiare, conoscere e comprendere l’anima e la cultura di una qualsiasi civiltà. È infatti grazie alla lingua che i popoli da sempre vengono a contatto e comunicano gli uni con gli altri. La storia di una lingua può essere letta e studiata anche attraverso le realizzazioni lessicografiche che, nel corso dei secoli, si sono impegnate a raccoglierla, scriverla e disciplinarla. Ponendo come punto di partenza il 1612, anno della prima impressione del Vocabolario della Crusca, la lingua italiana, prima di ogni altra in Europa, ha potuto contare su di un fondamentale modello di riferimento, per sé e per gli altri registri linguistici: da quel momento in avanti i dizionari continuano a documentare e registrare sia la tradizione letteraria sia i cambiamenti delle lingue nel corso tempo.
Lo scopo del presente lavoro è appunto quello di fornire delle generali informazioni su alcuni aspetti della lessicografia europea. Documentandosi e analizzando diversi libri e saggi di linguistica generale, in particolar modo riguardanti la lessicografia, questo elaborato tocca, nei tre distinti capitoli, fattori differenti, per tipo e per densità d’estensione, propri dei dizionari.

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7 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLA STORIA DELLA LESSICOGRAFIA: DALLE ORIGINI AL NUOVO MILLENNIO Introduzione In questo primo capitolo viene considerata la nascita e l’evoluzione della lessicografia in Europa, dalle origini al nuovo millennio. A tal scopo si è preso in considerazione il volume “Dizionari italiani: storia, tipi, struttura” della linguista Valeria Della Valle, professore associato di Linguistica Italiana all’Università “La Sapienza” di Roma e dal 2007 coordinatrice scientifica della nuova edizione del Vocabolario Italiano Treccani. 1.1 La nascita della lessicografia Mentre diversi studi hanno fatto risalire il punto di partenza della storia lessicografica dall’età greco-romana, Valeria Della Valle ritiene i recenti ritrovamenti archeologici 1 testimonianza dell’esistenza di una tradizione lessicografica ancora più antica. Tali ritrovamenti, alcuni dei quali considerati come i più antichi dizionari, si componevano di elenchi di parole comuni, tradotte in una seconda o anche terza lingua. La necessità di tradurre in una lingua diversa dalla propria è l’incentivo a produrre i 1 A partire dal 1964, alcuni archeologi italiani hanno ritrovato in Siria, più precisamente nella città di Ebla, 17.000 tavolette di argilla, ricche di caratteri cuneiformi, risalenti a più di quattromila anni fa. Sono stati scoperti anche frammenti di un vocabolario bilingue, risalenti al secondo millennio a. C. che traducevano voci egiziane in accadico, antica lingua semitica parlata nella Mesopotamia meridionale.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Francesca Tessarin Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.