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Gli Stati Uniti e la Romania di Ceausescu nel periodo della distensione (1965-1975)

Il presente lavoro si concentra sulle relazioni tra Stati Uniti e Romania in un periodo particolarmente rilevante, ovvero il decennio che va dal 1965 al 1975. Queste due date, prese come riferimento, sono significative. Il decennio che abbiamo preso in considerazione rappresenta una fase in cui i due paesi si avvicinarono e in cui la Romania condusse una politica indipendente rispetto all’URSS. Nonostante il clima di Guerra Fredda, assistiamo infatti ad una ripresa dei rapporti tra i due paesi grazie alle figure dei presidenti americani e al ruolo che giocherà il leader rumeno Ceausescu in questo particolare momento storico. Quest’ultimo si presentava come il ‹‹profeta della pace dei popoli e del superamento dei blocchi››﴾#﴿.
Il 1965 rappresenta l’anno della sua ascesa al potere. Egli guiderà il suo paese per più di vent’anni perseguendo una politica indipendente nei confronti di Mosca e intrattenendo relazioni con i governi occidentali.
Più tardi egli sarà bollato come un terribile dittatore e tutt’ora rimane una figura controversa. Ma agli esordi del suo regime, egli fu molto apprezzato all’estero. Gli occidentali lo salutavano come un nuovo tipo di leader comunista ed egli seppe utilizzare abilmente la sua vena nazionalista e anti-sovietica per ottenere il sostegno delle grandi potenze occidentali e per portare avanti i suoi obiettivi politici.
Di particolare rilievo fu il rapporto che il dittatore rumeno riuscì ad instaurare con gli Stati Uniti. A partire dal 1965, con la figura di Ceausescu, ma anche grazie all’abilità diplomatica statunitense, Stati Uniti e Romania incrementarono i loro scambi, soprattutto commerciali, inaugurando una fase di relazioni cordiali e di amicizia nonostante le loro profonde divergenze e l’antagonismo tra i due blocchi.
La nostra ricerca termina con il 1975, non solo perché la documentazione pubblicata non permette di spingerci oltre, ma anche perché il 1975 segna invece l’apogeo di questa fase felice nei rapporti tra i due paesi. È la data della firma dell’Atto finale della Conferenza di Helsinki, fortemente voluta dallo statista rumeno e che aveva come obiettivi la ripresa del dialogo tra i due blocchi, il riconoscimento delle frontiere europee e la sicurezza in Europa. Questa data segna anche la fine di una parabola poiché sempre in quell’anno il dittatore rumeno decretò la chiusura delle frontiere, inaugurando una fase più funesta nella storia delle relazioni internazionali e nel suo paese.
L’adozione dell’Atto Finale della Conferenza di Helsinki rappresenta forse l’ultimo segno di questa amicizia tra la Romania comunista e i paesi occidentali e in particolare gli Stati Uniti.
In realtà la politica di apertura della Romania agli Stati Uniti seguita da Ceausescu era stata avviata da Gheorghe Gheorghiu-Dej, il quale conduceva una politica nazionalista, di indipendenza nei confronti di Mosca e di avvicinamento a Washington, in un momento in cui anche gli Stati Uniti stavano inaugurando un nuovo approccio al blocco orientale.
Ci siamo concentrati sul decennio 1965-1975 proprio per dimostrare la fase ascendente dei rapporti bilaterali tra Romania e Stati Uniti. Abbiamo anche voluto mettere in luce come la figura di Ceausescu fosse stata adulata dagli occidentali e come il leader balcanico fosse riuscito a dare prestigio internazionale al suo paese.

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1 INTRODUZIONE Il presente lavoro si concentra sulle relazioni tra Stati Uniti e Romania in un periodo particolarmente rilevante, ovvero il decennio che va dal 1965 al 1975. Queste due date, prese come riferimento, sono significative. Il decennio che abbiamo preso in considerazione rappresenta una fase in cui i due paesi si avvicinarono e in cui la Romania condusse una politica indipendente rispetto all’URSS. Nonostante il clima di Guerra Fredda, assistiamo infatti ad una ripresa dei rapporti tra i due paesi grazie alle figure dei presidenti americani e al ruolo che giocherà il leader rumeno Ceausescu in questo particolare momento storico. Quest’ultimo si presentava come il ‹‹profeta della pace dei popoli e del superamento dei blocchi›› ﴾ 1 ﴿. Il 1965 rappresenta l’anno della sua ascesa al potere. Egli guiderà il suo paese per più di vent’anni perseguendo una politica indipendente nei confronti di Mosca e intrattenendo relazioni con i governi occidentali. Più tardi egli sarà bollato come un terribile dittatore e tutt’ora rimane una figura controversa. Ma agli esordi del suo regime, egli fu molto apprezzato all’estero. Gli occidentali lo salutavano come un nuovo tipo di leader comunista ed egli seppe utilizzare abilmente la sua vena nazionalista e anti-sovietica per ottenere il sostegno delle grandi potenze occidentali e per portare avanti i suoi obiettivi politici. Di particolare rilievo fu il rapporto che il dittatore rumeno riuscì ad instaurare con gli Stati Uniti. A partire dal 1965, con la figura di Ceausescu, ma anche grazie all’abilità diplomatica statunitense, Stati Uniti e Romania incrementarono i loro scambi, soprattutto commerciali, inaugurando una fase di relazioni cordiali e di amicizia nonostante le loro profonde divergenze e l’antagonismo tra i due blocchi. La nostra ricerca termina con il 1975, non solo perché la documentazione pubblicata non permette di spingerci oltre, ma anche perché il 1975 segna invece l’apogeo di questa fase felice nei rapporti tra i due paesi. È la data della firma dell’Atto finale della Conferenza di Helsinki, fortemente voluta dallo statista rumeno e che aveva come obiettivi la ripresa del 1 PANEBIANCO SANTI ALESSANDRO, La Romania di Ceausescu, 1965-1989, ed Rubettino, 2001, p.8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Paulescu Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.