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La permanenza dei giovani sotto il tetto genitoriale. Studio dei fattori eco-socio-psicologici

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Contegiacomo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
  Relatore: Matteo Villa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

L’intera economia mondiale è in forte crisi e ogni giorno, nel primo trimestre 2012, hanno chiuso per fallimento circa 33 aziende italiane lasciando a casa circa 50 mila lavoratori.
Un giovane su tre, tra i 15 ed i 24 anni, è disoccupato, e l’85 per cento dei giovani è diplomato, tra cui il 20 per cento è laureato. Questi dati potrebbero di per sé bastare a spiegare perché nel 2011, in Italia, i figli tra i 18 ed i 34 anni che convivono con i genitori, ammontano a più di 7 milioni.
Partendo dall’assunto che il modello di transizione “Mediterraneo” è predominante in Italia da molti decenni, il presente elaborato si pone l’obiettivo di studiare il fenomeno da più punti d’osservazione, ipotizzando che i fattori che contribuiscano a rafforzarlo, siano molteplici.
Considerando il materiale statistico inerente al nostro tema e passando in rassegna teorie sociologiche e di matrice psicosociale, questa tesi intende analizzare come la permanenza dei giovani sotto il tetto genitoriale viva l’influenza del sistema familiare inteso come un microcosmo sociale, costituito da dinamiche forti per tradizione e talvolta invischianti.

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6 INTRODUZIONE Molto spesso, alla fermata dell’autobus o in coda presso un qualunque sportello, mi è capitato di ascoltare i discorsi dei miei vicini: tra questi ha catturato la mia attenzione un padre che motivava della permanenza in casa sua del figlio, ormai trentenne e lavoratore, con espressioni come mammone, se non pure fannullone. Ho notato che, al contrario, molte madri spiegano la permanenza della prole adulta sotto il tetto genitoriale parlando delle piccole e grandi sfortune dei figli (sia personali che storico- economiche). Lungi da me rinchiudere il presente elaborato in “chiacchere” raccolte per strada, ma mi sembra un buon punto di partenza per cominciare un’analisi sulla permanenza dei figli adulti (o giovani visto che per l’Eurostat lo si è fino ai 35 anni) in casa dei genitori. Tentare di individuare se le cause della prolungata convivenza dipendono da fattori economici, da modelli istituzionali, da condizionamenti socio-culturali, da propensioni individuali, o ancora da nessuno o tutti questi fattori insieme. La tesi comincerà con un capito dedicato alle dimensioni del fenomeno in esame; con l’aiuto della statistica osserveremo ed incroceremo i dati a nostra disposizione per comprendere quanti giovani rimangono a casa e, di questi, chi presenta una maggiore o minore incidenza a seconda del titolo di studio, del lavoro, della condizione sociale di partenza, e tante altre variabili. Questo sia attraverso un breve confronto con altri stati dell’Unione Europea, sia analizzando nello specifico la situazione italiana. Il lavoro si giustifica con la preoccupazione di non chiuderci in generalizzazioni, tanto facili in questa congiuntura storico-politica. Nel secondo capitolo verranno presentate alcune ricerche svolte da vari enti ed associazioni nazionali, per presentare quei fattori finora emersi in

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