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Paul K. Feyerabend: un teatro di ricerca, democrazia e umanitarismo

Il filosofo della scienza viennese, fattosi largo nel Ventesimo Secolo sollevando scalpore, dovette pagare questo successo quasi a costo della sua stessa identità, quantomeno agli occhi dei più: anarchico1, relativista, nichilista, irrazionalista, eretico, iconoclasta, provocatore, saltimbanco, «tanto che alla soglia dei 70 anni si portava ancora appresso con disinvoltura l’appellativo di enfant terrible del pensiero contemporaneo» (Cfr. AA, p. VII). Qual è il senso del celeberrimo “anything goes” (tradotto talvolta come “tutto fa brodo”)? Occorre lasciarsi dietro i pregiudizi e la critica, tentando di guardare al Feyerabend di Feyerabend, alla sua stessa interpretazione, per così dire, escludendo la possibilità – fin da subito – di scindere aspetti di una vita e di una personalità – e un personaggio – sì tanto complesse [...]

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5 «Aforismi piuttosto che prolungate argomentazioni, pamphlet piuttosto che trattati; lettere piuttosto che articoli; confessioni piuttosto che investigazioni; discorsi piuttosto che lezioni; teatri al posto delle aule [...] Perché non dovremmo avere un nuovo Diogene?» (OS, p. 181) «Ma molti avevano sollevato obiezioni sul contenuto, e alcuni avevano dubbi sulla mia personalità: un individuo irriverente come me non sembrava essere la persona adatta per insegnare un argomento serio come la filosofia.» (AT, p. 179) Introduzione Il filosofo della scienza viennese, fattosi largo nel Ventesimo Secolo sollevando scalpore, dovette pagare questo successo quasi a costo della sua stessa identità, quantomeno agli occhi dei più: anarchico 1 , relativista, nichilista, irrazionalista, eretico, iconoclasta, provocatore, saltimbanco, «tanto che alla soglia dei 70 anni si portava ancora appresso con disinvoltura l’appellativo di enfant terrible del pensiero contemporaneo» (Cfr. AA, p. VII). Qual è il senso del celeberrimo “anything goes” (tradotto talvolta come “tutto fa brodo”)? Occorre lasciarsi dietro i pregiudizi e la critica, tentando di guardare al Feyerabend di 1 «Buona parte dei critici mi ha accusato di incoerenza: sono un anarchico, dicono, eppure discuto ancora. Quest'osservazione mi ha lasciato piuttosto allibito. Una persona che si rivolge a dei razionalisti è sicuramente in grado di discutere con loro, ma questo non significa che egli creda che gli argomenti risolvano un problema, sono essi a crederlo.» (AT, p. 164).

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Cangialosi Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 799 click dal 26/06/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.