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Il ruolo degli indicatori di efficacia nell'approccio strategico ai piani urbani di mobilità

La mobilità di persone e merci costituisce ormai una componente fondamentale della vita e dell'organizzazione delle moderne società urbane in cui viviamo. Essa si contraddistingue per rappresentare un tratto distintivo e ormai consolidato all'interno del consueto vivere di ogni cittadino: la si può considerare una modalità strutturale della quotidianità, quasi un obbligo routinario. Ci si sposta molto, e le relazioni sociali ed inter-territoriali sono sempre più estese ed allargate, in conseguenza di una società sempre più dinamica. In ragione di ciò è facile considerare come il fenomeno della mobilità abbia notevoli implicazioni sulla qualità della vita dei singoli, ma altrettanto rilevanti sono gli aspetti di natura sociale, economica ed ambientale che richiedono oggi più che mai di dotarsi degli strumenti adeguati per mettere in atto soluzioni che consentano di perseguire assetti maggiormente sostenibili.
In questo lavoro abbiamo cercato di offrire un contributo per inquadrare il tema della valutazione dell'efficacia degli strumenti di governo del fenomeno della mobilità e nello specifico dei Piani Urbani di Mobilità. Nell'analizzare il tema dei PUM viene data spesso molta rilevanza all'identificazione ed alla ricerca di tipi di interventi e di soluzioni innovativi. Nel nostro lavoro si è cercato invece di evidenziare la necessità di valutare gli effetti di quanto predisposto dai PUM. Infatti solo l'uso di adeguati indicatori di efficacia consente di dare ai Piani il concreto ruolo di strumenti di gestione del sistema dei trasporti da governare.

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Il Ruolo degli Indicatori di Efficacia nell’Approccio Strategico ai Piani Urbani di Mobilità - 13 - 1) EVOLUZIONE DELLA DOMANDA DI MOBILITA’ e FATTORI CONNESSI 1.1 La Crescita della domanda di trasporto La sensibilizzazione delle politiche di pianificazione dei trasporti alle problematiche inerenti la sfera della mobilità deve prendere spunto da un dato statistico che le più recenti ricerche nazionali ed internazionali sono pienamente concordi nel confermare. Il volume della mobilità complessiva (intendendo con ‘complessiva’ la totalità dei modi di trasporto con cui essa può esprimersi: dal trasporto pubblico, a quello privato, ai modi di trasporto non motorizzati) è enormemente cresciuto negli ultimi decenni. Statistiche europee riportate nel ‘Libro Bianco’ del 2001 (‘La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte’), poi rivisitate nella ‘Comunicazione della Commissione al consiglio e al parlamento europeo’ del 2006 ( ‘Riesame intermedio del libro bianco sui trasporti pubblicato del 2001 dalla Commissione Europea’), infatti, ci dicono che, nell’Unione Europea, il settore dei trasporti è un settore in continua evoluzione e crescita. Esso ha un giro d’affari annuo di circa 1.000 miliardi di euro, pari ad oltre il 10% del prodotto interno lordo, e dà lavoro a più di 10 milioni di persone. Inoltre, dal 1970 al 2000, il trasporto passeggeri, in termini di passeggeri-km, è cresciuto del 126%, mentre quello delle merci, in tonnellate-km, è cresciuto del 120% [1]. In Italia, addirittura, il tasso di incremento nello stesso periodo (1970-2000) è stato del 182%, e del 109% per quanto riguarda il trasporto merci. Questo, a causa di una spettacolare crescita degli spostamenti che si è avuta negli ultimi decenni [2]. Fra il 1995 e il 2004, la crescita annua media del trasporto delle merci è stata del 2,8%, quella dei passeggeri dell’1,9%. Globalmente, nello stesso periodo, il trasporto merci e passeggeri è aumentato rispettivamente del 35% e del 17%. Un dato più generale, ma forse più esaustivo, ci dice che, tra il 1970 e i giorni nostri, la mobilità è passata da 10-15 km al giorno per persona, a 35-40km ed è ormai considerata un vero e proprio diritto acquisito [3].

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Federico Cegolon Contatta »

Composta da 289 pagine.

 

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