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Dall’organizzazione individuale al lavoro di gruppo - percorsi per il Consulente del Lavoro

La ricerca esamina l'organizzazione del Consulente del Lavoro, professionista che eroga consulenza per la gestione del personale. E' un lavoratore autonomo, che opera in studi professionali, spesso tradizione di famiglia, di piccola dimensione. In Italia, i piccoli studi sono la norma, non così in molti mercati esteri.
Ho studiato l'organizzazione individuale nei vari elementi della professione e nella gestione delle risorse. In particolare ho dedicato riflessioni sulla proliferazione degli stakeholder con i quali il Consulente del Lavoro si deve relazionare e sui ritmi incalzanti di lavoro, che possono far trascurare la necessità di una visione strategica dello studio e l'attenzione alle risorse umane.
In molti studi la professione o le responsabilità sono condivise con il coniuge, i figli o i fratelli. Ho approfondito questi temi con riferimento alle problematiche dei conflitti, della leadership e del passaggio generazionale.
Ho voluto trattare il tema dei rapporti familiari anche nell'ottica della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Infatti, il Consulente tende a essere disponibile per il cliente senza limiti di tempo e può incorrere nel rischio di compromettere il personale equilibrio psicofisico e i rapporti familiari.
A questo riguardo, nella seconda parte della ricerca, individuo tra l'altro, come soluzioni per liberare disponibilità da orientare alle esigenze personali e familiari, proprio il lavoro di gruppo e l'organizzazione dei tempi.
Viene presentato un caso verosimile, dove la protagonista, utilizzando il metodo dell'analisi SWOT, mette in evidenza i punti di forza e i punti di debolezza del proprio studio professionale, ma anche le opportunità e le minacce presentate dall'ambiente esterno. Con una verifica di conversione la giovane Consulente attenua i punti di debolezza, trasforma le minacce in opportunità e individua una soluzione che la porterà verso la progettazione di uno studio associato.
La collaborazione e il lavoro di gruppo possono essere raggiunti scegliendo tra varie di forme di aggregazione, descritte nella seconda parte, dove il lavoro di gruppo è esaminato come passaggio dalla concorrenza alla collaborazione, ma anche in termini di alleanza e di valorizzazione delle differenze.
Il Consulente del Lavoro si confronta con la liberalizzazione in atto nel mondo delle professioni, che provoca un aumento della competitività. Si evidenzia un rapporto diretto tra il grado di competitività e la tendenza alla collaborazione, leggibile anche dai risultati del sondaggio.
E' stato intervistato un campione rappresentativo dei Consulenti del Lavoro italiani, per evidenziare il loro orientamento nell'organizzazione dell'attività e in particolare le motivazioni che portano a scegliere forme organizzative diverse da quella individuale.
Il sondaggio evidenzia, con distribuzione geografica, dati relativi all’organizzazione dello studio del Consulente del Lavoro, la propensione alla collaborazione, la posizione circa le società di capitali, i rapporti le tradizioni familiari, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro negli studi, le posizioni di fronte alla liberalizzazione del mercato ed altri risultati.
In conclusione posso affermare che il Consulente del Lavoro conferma una forte tendenza alla individualità, ma deve affrontare le pressioni del mercato e, quando queste esprimono maggiore forza, egli cerca e può trovare una risposta nel lavoro di gruppo.

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5 1. Introduzione Negli ultimi decenni si è molto discusso sul valore della piccola impresa, la cui organizzazione ha attirato anche la curiosità internazio- nale, con la conseguenza di una rivalutazione delle piccole organizza- zioni come motore dell’economia. L'organizzazione degli studi professionali, forse per la marcata volontà dei professionisti di non voler essere definiti imprenditori, è ri- masta al di fuori di questi dibattiti, ma ciò non impedisce di evidenziare forti analogie tra studio professionale e impresa, sul piano organizzati- vo. All’estero le piccole strutture professionali non sono la regola, mentre lo sono in Italia. Questi piccoli studi, dove la storia del profes- sionista individuale è spesso una storia di famiglia, vengono poco con- siderati dagli studi internazionali in materia di organizzazione, ma sono il modo italiano di fare professione. E, sotto il profilo organizzativo, meri- tano maggiore attenzione. Concentreremo l’attenzione sul Consulente del Lavoro in Italia, una figura poco comune nel panorama europeo e in quello mondiale. Si analizzeranno, nella prima parte, gli elementi dell'organizza- zione degli Studi professionali gestiti da un unico titolare. Si rifletterà sui relativi punti di forza e di debolezza. I percorsi di aggregazione secondo i principali modelli sono og- getto della seconda parte del lavoro. Si analizzeranno vantaggi e svan- taggi per i protagonisti, ma anche per i clienti. Come apporto empirico è stato realizzato un sondaggio che rac- coglie elementi contestuali ed indicazioni sulla propensione al lavoro di gruppo. E il lavoro di gruppo risulta in molti casi un punto di arrivo, nel percorso strategico di adattamento all'ambiente competitivo.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Corradin Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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