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Un'analisi empirica dei fattori che influenzano i prezzi delle applicazioni negli application store

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Giardina
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Giovanni Perrone
Coautore: Ing. Paolo Roma
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

Analisi empirica dei fattori che possono influenzare il prezzo delle applicazioni mobile commercializzate nei marketplace mobile dei principali sistemi operativi per smartphone, in particolare per il market AppStore di Apple, Google Play di Android e BalckBerry App World di BlackBerry. In questo elaborato ci si è posti nella prospettiva dello sviluppatore interessato a creare un’applicazione di successo. Per riuscire ad identificare alcuni dei principali fattori che possono influenzare il prezzo di queste applicazioni, è stato raccolto un campione dai tre principali Application Store, per un periodo di 34 settimane. Dopo aver formulato diverse ipotesi, sulla base della letteratura disponibile per mercati simili, sono state effettuate delle opportune analisi regressive per riuscire a capire quali dei fattori fondamentali in mercati simili, sono validi nel settore delle applicazioni mobile. Questo elaborato cerca di tracciare le basi di un sentiero utile agli sviluppatori che devono orientarsi in un mercato in piena espansione su cui ancora non sono disponibili sufficienti analisi empiriche.

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7 2. Gli Application Store Il Mobile Commerce (o Mobile e-Commerce) potrebbe essere definito come il commercio elettronico attraverso i dispositivi mobile (Anckar e D’Incau, 2002) o in alternativa come il prodotto risultante dall’interazione tra transazioni di business, applicazioni di internet e comunicazioni mobile (Grami e Schell, 2004). Agli inizi degli anni 2000 la scena era dominata del modello basato su Portali Mobile, che hanno costituito la base della catena del valore del Mobile Commerce (Barners 2002). I portali mobile erano interamente gestiti e fortemente controllati dai Mobile Network Operators (MNO), che costruirono un modello altamente centralizzato (Kuo e Yu, 2006). Questo contesto fu drammaticamente scosso nel 2008 dal lancio dell’App Store della Apple Inc., che introdusse un nuovo paradigma distributivo nel Mobile Commerce. Ghezzi et al. (2010) mostrano che la strategia di far leva su asset forti, come la reputazione del marchio, il lancio dell’innovativo device, iPhone, e la scelta di collegare il modello dell’App Store ad altre attività di business preesistenti, cioè, ad iTunes, abbia permesso di sfruttare sinergie, ridurre gli investimenti e usufruire di elevate esternalizzazioni di rete, che ha portato Apple a cambiare le regole del gioco nell’ambiente competitivo, rilegando gli MNO ad un ruolo marginale. Un’application store è un portale web da cui un generico utente può scaricare applicazioni software per dispositivi mobile che incrementano l’utilità associata al loro uso. Le applicazioni mobile (nel prosieguo, apps) sono generalmente sviluppate da terze parti, che possono essere delle imprese o dei singoli individui. Dunque, un app store rappresenta una piattaforma distributiva che permette agli sviluppatori di raggiungere gli utenti finali. Secondo Hagiu (2007), questo modello può essere classificato come una piattaforma “Two-Sided” che genera un mutuo meccanismo di vantaggio. Grazie al

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