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Politica di coesione, capitale umano e inclusione sociale. Una comparazione tra Sicilia e Andalusia.

«Llegará un día en que todas las naciones del continente, sin perder su idiosincrasia o su gloriosa individualidad, se fundirán estrechamente en una unidad superior y constituirán la fraternidad europea. Llegará un día en que no habrá más campos de batalla que los foros en los que compitan las ideas. Llegará un día en que las balas y las bombas serán sustituidas por los votos» .


Il discorso profetico di Victor Hugo, nel quale si annunciava la realizzazione di un’unità fraterna tra le nazioni europee, diverrà realtà, attraverso numerose tappe, soltanto un secolo più tardi. Quest’anno l’Unione Europea celebra vent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht: quando si è giunti alla firma del Trattato che ha dato vita all’Unione monetaria nessuno poteva prevedere di dover affrontare una crisi economica di tale portata, una crisi che avrebbe portato a dei ripensamenti sull’assetto organizzativo di una delle politiche più significative dell’Unione Europea o, come venne definita da Tony Judt, «la più influente leva a disposizione della Comunità», ovvero la politica di coesione.

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1 Introduzione «Llegará un día en que todas las naciones del continente, sin perder su idiosincrasia o su gloriosa individualidad, se fundirán estrechamente en una unidad superior y constituirán la fraternidad europea. Llegará un día en que no habrá más campos de batalla que los foros en los que compitan las ideas. Llegará un día en que las balas y las bombas serán sustituidas por los votos» 1 . Il discorso profetico di Victor Hugo, nel quale si annunciava la realizzazione di un’unità fraterna tra le nazioni europee, diverrà realtà, attraverso numerose tappe, soltanto un secolo più tardi. Quest’anno l’Unione Europea celebra vent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht: quando si è giunti alla firma del Trattato che ha dato vita all’Unione monetaria nessuno poteva prevedere di dover affrontare una crisi economica di tale portata, una crisi che avrebbe portato a dei ripensamenti sull’assetto organizzativo di una delle politiche più significative dell’Unione Europea 2 o, come venne definita da Tony Judt, «la più influente leva a disposizione della Comunità», ovvero la politica di coesione. 1 «Arriverà un giorno in cui tutte le nazioni del continente, senza perdere il proprio temperamento o la propria gloriosa individualità, si fonderanno totalmente in un’unità superiore, costituendo la fratellanza europea. Arriverà un giorno in cui ci saranno meno campi di battaglia e più arene in cui si esprimeranno le idee. Arriverà un giorno in cui i proiettili e le bombe saranno sostituiti dai voti». Discorso di Victor Hugo, 1849. 2 Tutte le crisi economiche hanno avuto un impatto negativo sulla politica regionale: sin dalla crisi energetica degli anni Settanta, seguita dal crescente divario tra le regioni dovuto all’allargamento e dalla nascita del mercato unico, la politica regionale ha dovuto modificare il suo peso specifico. Appare, dunque, naturale che a seguito della crisi economica del 2008 la Commissione abbia ripensato all’allocazione delle risorse della politica di coesione, risorse fondamentali per avviare processi di crescita e sviluppo in molti Stati membri e nelle rispettive Regioni. A tal proposito, proprio a partire dal 2008 la Commissione con una serie di comunicazioni ha invitato gli Stati ad accelerare il processo di implementazione delle azioni previste nel periodo di programmazione 2007- 2013. L’attuazione delle comunicazioni è avvenuta attraverso l’adozione di alcuni regolamenti: Regolamento (CE) n. 1341/2008 del Consiglio del 18 dicembre 2008, che modifica il Regolamento (CE) n. 1083/2006 sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcuni progetti generatori di entrate; Regolamento (CE) n. 284/2009 del Consiglio del 7 aprile 2009, che modifica il Regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcune disposizioni relative alla gestione finanziaria; Regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 maggio 2009, che modifica il Regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda l’ammissibilità degli investimenti a favore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell’edilizia abitativa; Regolamento (CE) n. 396/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 maggio 2009, che modifica il Regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo per estendere i tipi di costi ammissibili a un contributo del FSE. Al fine di poter implementare in maniera più veloce le azioni sono state introdotte alcune misure volte alla flessibilizzazione delle modalità di finanziamento, come ad esempio quella che concede la possibilità di finanziare subito i cosiddetti «grandi progetti», ovvero quei progetti che superano i 50 milioni di euro, senza la necessità di ottenere l’approvazione preventiva della Commissione. Nell’ambito della semplificazione dei fondi invece sono state introdotte misure volte, ad esempio, alla semplificazione del sistema degli anticipi (gli anticipi sugli aiuti di Stato versati ai beneficiari possono coprire il 100% dell’importo) o alla semplificazione del sistema dei rimborsi (la Commissione può rimborsare spese per piccoli progetti su base forfettaria). Se da un lato questi interventi facilitano l’impiego delle risorse, permettendo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Esmeralda Bonasera Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 684 click dal 26/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.