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Problemi fonici dei sinofoni che apprendono l'italiano

Informazioni tesi

  Autore: Yaching Tsai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luciano Canepari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

Questa tesi mira a uno studio comparativo della fonetica e fonologia fra la lingua cinese e italiana. In qualità di lingua nazionale, tutte e due le lingue in questione sono caratterizzate da una quantità notevole dei dialetti, e una lunga storia evolutiva nel corso della quale vari mutamenti fonologici entrano in gioco per contribuire alla formazione di una lingua moderna ufficiale, che serve a facilitare la comunicazione fra parlanti di diversi dialetti non reciprocamente intelligibili. Però il cinese è ricco di omofoni in quanto è povero di strutture sillabiche. Anche quando vengono tenuti in considerazione i toni, si contano soltanto poco più di mille tipi sillabici. Di conseguenza esistono molte lacune sillabiche che non vengono quasi mai colmate. Allora tutti gli elementi estranei vengono modificati e resi cinesi affinché facciano parte del suo sistema fonologico chiuso.

Dal confronto delle due lingue. si procede a diagnosticare i problemi fonici dei sinofoni che apprendono l’italiano. I problemi riguardano due aspetti: quelli della percezione (comprensione dei suoni simili o nuovi) e quelli della produzione (sostituzione dei fonemi italiani con quelli cinesi o inglesi). I nuovi suoni costituiscono spesso fonte di difficoltà nella produzione perché gli apprendenti tendono a trasferire le loro abitudini della madrelingua o della prima lingua straniera già appresa nella pronuncia della nuova lingua da imparare. Invece di creare nuove categoriche fonologiche per l’italiano, sostituiscono sistematicamente determinati suoni con i foni cinesi o inglesi. Tuttavia, gli stessi suoni nuovi non sempre costituiscono difficoltà percettive. Grazie alla loro natura tanto diversa da quella dell'inventario dei fonemi delle lingue che conoscono già, più spesso, lo stesso suono esistente in cinese e inglese viene sentito come nuovo.

Dopo la diagnosi dei vari problemi che affrontano i sinofoni, si propongono delle strategie didattiche per migliorare la pronuncia italiana. Le strategie sono utili per gli apprendenti autodidatti, anche per gli insegnanti della lingua italiana. Quando si riesce a percepire i tentativi inadeguati degli studenti, si riesce a correggerli meglio. Si mostra anche la didattica dell'intonazione con ausilio delle figure, che aiuta ad avvicinarsi a una pronuncia neutra.

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1 I. Introduzione 1.1 motivazione Ho avuto la prima esperienza d’imparare una lingua straniera a tredici anni, durante l’estate prima della scuola media. Da allora imparare una lingua straniera è sempre una passione per me. In sei anni di media inferiore e superiore, l’inglese restava la mia materia preferita, anche la materia in cui ho sempre avuto più risultati migliori. Così ho scelto di fare inglese all’università, dove cominciavo ad appassionarmi alla linguistica, soprattutto alla fonetica e fonologia, e dove ho iniziato una seconda lingua straniera— il francese. Mi chiedevo spesso come mai i miei compagni di classe all’Alliance Française continuavano a usare gli stessi suoni inglesi nella pronuncia del francese, anche se ciò non significa necessariamente che avevano una buona padronanza della lingua inglese. Dopo la laurea, ho insegnato inglese per quattro anni in una scuola media. La conoscenza della fonetica mi è stata di grande aiuto per correggere la pronuncia dei miei allievi. Più lavoro con la lingua, più trovo che una buona pronuncia dia una bella impressione appena apri la bocca, e come essa ti aiuta ad aver più fiducia in te stesso. Quando finalmente ho deciso di studiare in Italia, ho cominciato a imparare la mia terza lingua straniera (oltre al mandarino). La stessa domanda mi girava in mente— perché i miei compagni di corso italiano

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Parole chiave

fonetica
fonologia
sinofoni
apprendimento lingua straniera

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