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Il ruolo simbolico del paesaggio nell'opera di Cesare Pavese

Grande è la varietà d’interpretazione delle metafore e dei simboli di cui Pavese addobba il paesaggio ed il cui significato va ben più lontano di quanto appaia a prima vista, poiché fanno appello a dati biografici, alla particolare psicologia e sensibilità dell’autore, alle ossessioni che lo condurranno al passaggio all’atto di quello che è stato chiamato “il vizio assurdo”.
Data questa complessità, abbiamo sviluppato il nostro studio nelle diverse direzioni d’interpretazione indicate dagli scrittori vicini a Pavese e abbiamo basato la nostra analisi sui dati biografici che ci sono parsi affidabili.
Su queste basi abbiamo studiato la presenza paesaggistica in Paesi tuoi, La casa in collina, La luna e i falò, ove, più che in altri romanzi, le piste biografiche ci permettono di andare direttamente all’essenziale, all’approccio della complessa personalità dell’autore, basandoci sugli elementi del paesaggio, sia questo campestre o cittadino, che assumono, più che altrove, un ruolo simbolico. Lo studio dei tre romanzi presi separatamente si è imposto con forza, poiché in ognuno gli elementi simbolici si riferiscono ad epoche diverse nella vita di Pavese. Il loro significato si modula dunque, orientandoci verso dati biografici e psicologici particolari. Per riassumere, Paesi tuoi permette una visione cittadina della vita campestre, la Casa in collina ci mostra un paesaggio maculato dal sangue dei partigiani e La luna e i falò è un ritorno alle origine mitiche del paese natale.
Rileggendo a distanza di qualche anno la tesi, mi è parso utile aggiungere qualche passaggio del diario “Il mestiere di vivere” e qualche poesia per rendere meno incompleto il ritratto di Cesare Pavese. D’altra parte in tutta la sua opera si risenta una tonalità, una successione di onde che si sviluppano dolcemente a partire dai luoghi mitici. La terra della sua campagna, le erbe, gli alberi i ruscelli, la solitudine nel paesaggio calmo, silenzioso, apportano alla sua psicologia tormentata un sentimento di pace. Il ritorno costante alla campagna gli permetterà di riprendere delle forze per meglio affrontare quello che chiamerà “il duro e doloroso mestiere di vivere”. Torino, anch’essa tanto amata, anch’essa indispensabile, gli permetterà un’alternanza indispensabile al suo fragile equilibrio, tra il “paesaggio campestre” e il “paesaggio cittadino”.

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7 La campagna è un paese di verdi misteri al ragazzo, che viene d’estate. da "Lavorare stanca" 1) Preambolo allo studio a) Pluralità dei ruoli del paesaggio Analizzeremo tre opere di Pavese, nelle quali il paesaggio ci è parso svolgere, in modo diverso in ogni romanzo, un ruolo essenziale dal punto di vista simbolico. Il termine « simbolo », in letteratura, è inteso nel suo significato più abituale. Il dizionario lo definisce : « elemento concreto che rappresenta un’entità astratta ». Si deve anche precisare il termine « ruolo » che appare nel titolo di questo studio. Ruolo, secondo il dizionario, potrebbe significare che il paesaggio interviene come personaggio o come elemento contingente del decoro, un fondo che esprime l’ambiente o ancora un termine utilizzato nelle metafore al servizio dell’espressione dell’autore. Ora, si trova che l’utilizzazione del paesaggio in Pavese resiste a questa analisi parcellizzante poiché questo elemento è sfruttato in tutte le sue possibilità, ed i suoi molteplici impieghi sono imbricati gli uni negli altri. Il nostro studio non si limiterà a rilevare delle immagini appropriate ed evidenti, ma cercherà di scoprire, almeno in parte, le diverse funzioni più o meno simboliche del paesaggio e le sorgenti dalle quali derivano. Ne possiamo distinguere quattro maggiori : Introduzione

Tesi di Master

Autore: Renata Tartufoli Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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