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Il gioco d'azzardo: analisi comparativa tra giocatori occasionali e giocatori patologici

Informazioni tesi

  Autore: Monica Gervasoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Grazia Monaci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

Il gioco d'azzardo:
Analisi comparativa tra i giocatori patologici e i giocatori occasionali.
Il gioco d’azzardo è una forma di svago ampiamente accettata e socialmente approvata presente in ogni epoca, cultura, tipo di società e strato sociale. Negli ultimi decenni, il gioco d’azzardo è arrivato a configurarsi come un’attività di massa tutt’ora in forte espansione e ha assunto proporzioni economiche e sociali di tutto rilievo. Nel 1999 gli italiani hanno speso quasi 34.000 miliardi per le sole scommesse legali e si stima che in Italia circa l’80% della popolazione adulta giochi d’azzardo. Ora quello che per molti si configura come un’attività ricreativa innocua, una forma di svago socialmente approvata, per alcune persone però può configurarsi come una malattia psichica grave nota con il nome di gioco d’azzardo patologico.

INTRODUZIONE: La ricerca che presentiamo si propone sia di indagare in modo esplorativo le caratteristiche del gioco e le possibili differenze in due gruppi di giocatori, giocatori occasionali e giocatori patologici in trattamento, sia di rilevare eventuali differenze su alcune dimensioni del sè, quali l’autostima, il locus of control, le strategie di coping e il sensation seeking.

PARTECIPANTI: Il campione della ricerca è costituito da 197 giocatori tra questi 100 sono giocatori occasionali avvicinati nelle sale gioco, ricevitorie e casinò; 97 sono giocatori patologici in cura presso il S.I.IpaC. di Bolzano (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive). Di questi 155 sono maschi e 42 femmine.

METODO: Lo strumento utilizzato nella ricerca è un questionario anonimo autosomministrato suddiviso in tre parti. La prima parte indaga alcuni dati anagrafici, la seconda parte analizza alcune caratteristiche del gioco d’azzardo (tipo di gioco, frequenza, spesa media, emozioni, motivazioni…) mentre la terza parte indaga alcune caratteristiche di personalità quali l’autostima, le strategie di coping, il locus of control e il sensation seeking. E’ presente anche il LIE/BET un breve test utile come screening per una prima diagnosi di gioco d’azzardo patologico.
L’analisi dei dati è stata condotta confrontando, mediante t test, due gruppi di giocatori, i giocatori patologici e i giocatori occasionali, sono state inoltre effettuate analisi fattoriali sulle risposte alle seguenti scale, Rosenberg Self Esteem Scale ( R.S.E. 1965), l’ Arnett Sensation seeking (1994), e una versione ridotta della scala di Westrbook (1979) tranne che per la scala del locus of control di Rotter (1988) dove si è preferito utilizzare la somma degli item. Si è proceduto poi ad un confronto, tramite t-test, fra i due gruppi di giocatori, patologici e occasionali, sui vari fattori compositi ricavati dall’analisi fattoriale di ogni scala. Successivamente, per un’analisi più dettagliata, abbiamo diviso il campione in tre gruppi in base alla frequenza di gioco e li abbiamo confrontati tramite analisi di varianza a una via e relativi post hoc con i fattori che compongono le diverse scale e ad alcune caratteristiche del gioco.

IPOTESI: Ipotizziamo che:
· esistano differenze tra i due gruppi per quanto riguarda le modalità di gioco, le emozioni e le motivazioni a giocare. Riteniamo che il giocatore patologico infatti giochi più spesso, spenda di più, sia più selettivo nella scelta dei giochi e ritenga il gioco più pericoloso,giochi più per evitare emozioni negative.
· esista una correlazione tra gioco d’azzardo patologico e alcool
· il lie/bet correli positivamente con il gioco d’azzardo patologico
· esistano differenze tra i due gruppi per quanto riguarda alcune caratteristiche di personalità. In particolare ipotizziamo che i giocatori patologici mostrino un livello più basso di autostima, adottino strategie di coping meno adattive, abbiano un livello di sensation seeking maggiore dei giocatori occasionale e un locus of control interno Inoltre, che credano maggiormente nelle proprie abilità rispetto alla fortuna, privilegiata invece dai giocatori occasionali, e abbiano una maggior percezione di controllo sugli eventi.
RISULTATI: I risultati della nostra ricerca confermano sostanzialmente le previsioni da noi avanzate. Analizzando i dati sono emerse, infatti, alcune differenze significative tra giocatori patologici e giocatori occasionali che riguardano sia alcune modalità di gioco sia alcune caratteristiche di personalità.

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3 INTRODUZIONE Il gioco d’azzardo continua ad essere nel nostro paese un problema di enormi proporzioni, del quale però solo pochi hanno intuito la reale espansione. (C. Guerreschi 1999) Le ricerche archeologiche e antropologiche hanno testimoniato l’ubiquità del gioco d’azzardo in ogni epoca, cultura, tipo di società e di strato sociale (Cohen e Hansel, 1956): le prime notizie sui giochi d’azzardo,ovvero giochi a soldi il cui risultato finale è basato sulla fortuna, risalgono addirittura al 4000 a.C. Con il passare dei secoli il gioco d’azzardo si è sviluppato in maniera sempre più crescente nelle città diventando una delle più fiorenti industrie del nostro paese. Negli ultimi decenni il gioco d’azzardo è arrivato a configurarsi come un’attività di massa tutt’ora in forte espansione, e ha assunto proporzioni economiche e sociali di tutto rilievo (Gherardi ,1991). In Italia sono più di circa 30 milioni gli scommettitori nelle varie categorie di giochi. Si tratta dunque di un fenomeno molto diffuso, che coinvolge fino al 80% della popolazione adulta. Nel 1999 gli italiani hanno speso quasi 34 miliardi per le sole scommesse legali a queste vanno aggiunti i miliardi spesi nei casinò e nei circoli privati, nonché il denaro speso nel gioco clandestino, stimabile in circa un terzo di quanto speso nel gioco legale. Ora, quello che per molti si configura come un’attività ricreativa innocua, una forma di svago ampiamente accettata e socialmente approvata per alcune persone però può configurarsi come una malattia psichica grave nota con il nome di gioco d’azzardo patologico (Guerreschi, 1998).

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psicologia sociale
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