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Persistenza ed irreversibilità del tasso di disoccupazione: la teoria dell'isteresi e la sua applicazione al caso italiano

Informazioni tesi

  Autore: Angela Cozzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Giovanni Tria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 194

L’analisi delle differenze, tra i diversi paesi, nell’evoluzione della disoccupazione è stata al centro del dibattito di politica economica negli anni ‘80. Tale discussione si è fondamentalmente polarizzata lungo due direttrici; da un lato, alcuni economisti hanno identificato nelle differenti politiche economiche, praticate nei vari paesi industriali per reagire agli shock intervenuti nell’arco dell’ultimo ventennio, la causa della dinamica divergente della disoccupazione. In questa ipotesi, l’elevata disoccupazione in Europa deriverebbe, in ultima analisi, da un livello insufficiente di domanda aggregata, causato, soprattutto negli ultimi anni, da politiche monetarie o fiscali eccessivamente restrittive. Secondo altri, le differenze nelle performance relative sarebbero legate invece alla diversa struttura del mercato del lavoro: fattori d’offerta, quali eccesso dei salari reali, aumento dei sussidi alla disoccupazione, elevato livello della tassazione, potere contrattuale dei sindacati, avrebbero determinato un innalzamento del livello di equilibrio, o "tasso naturale", della disoccupazione dei paesi europei rispetto a quello degli Stati Uniti e del Giappone. Così il dibattito sulla disoccupazione ha riguardato, negli anni ‘80, soprattutto l’esistenza o meno di un unico tasso di disoccupazione di equilibrio, per il quale l’inflazione non subisce accelerazioni (NAIRU). Tuttavia l’esperienza dell’ultimo ventennio, soprattutto europea, caratterizzata da vistosi fenomeni di persistenza, nonché dal fatto che spesso il permanere di elevati tassi di disoccupazione non ha avuto l’effetto di indurre una decelerazione dell’inflazione, sembra contraddire nettamente l’ipotesi dell’esistenza di un unico tasso di equilibrio. Per questo l’attenzione della maggior parte degli economisti si è rivolta verso il tentativo di dimostrare che il tasso naturale di disoccupazione subisce significative variazioni nel tempo. Queste tesi, tuttavia, non sono state a riparo da critiche, sia per una qualche debolezza dell’evidenza empirica a sostegno, sia per alcuni passaggi analiticamente poco convincenti.
Di qui lo sviluppo, in tempi relativamente recenti, delle cosiddette teorie dell’isteresi che, legando la disoccupazione di equilibrio alla situazione passata del tasso di disoccupazione, portano di fatto a negare l’esistenza stessa di un tasso di disoccupazione di equilibrio. Secondo le ipotesi di isteresi, infatti, è possibile che il tasso di disoccupazione rimanga, in seguito a perturbazioni, su un livello più alto, sebbene le cause, che ne hanno determinato l’aumento, vengano rimosse; il problema, quindi, viene ad essere incentrato non tanto su quelli che sono gli impulsi al mercato del lavoro, quanto piuttosto sulle risposte, in termini economici, che tali impulsi hanno determinato.

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1. NAIRU, persistenza della disoccupazione ed isteresi. L’analisi delle differenze, tra i diversi paesi, nell’evoluzione della disoccupazione è stata al centro del dibattito di politica economica negli anni ‘80. Tale discussione si è fondamentalmente polarizzata lungo due direttrici; da un lato, alcuni economisti 1 hanno identificato nelle differenti politiche economiche, praticate nei vari paesi industriali per reagire agli shock intervenuti nell’arco dell’ultimo ventennio, la causa della dinamica divergente della disoccupazione. In questa ipotesi, l’elevata disoccupazione in Europa deriverebbe, in ultima analisi, da un livello insufficiente di domanda aggregata, causato, soprattutto negli ultimi anni, da politiche monetarie o fiscali eccessivamente restrittive. Secondo altri 2 , le differenze nelle performance relative sarebbero legate invece alla diversa struttura del mercato del lavoro: fattori d’offerta, quali eccesso dei salari reali, aumento dei sussidi alla disoccupazione, elevato livello della tassazione, potere contrattuale dei sindacati, avrebbero determinato un innalzamento del livello di equilibrio, o "tasso naturale", della disoccupazione dei paesi europei rispetto a quello degli Stati Uniti e del Giappone. Così il dibattito sulla disoccupazione ha riguardato, negli anni ‘80, soprattutto l’esistenza o meno di un unico tasso di disoccupazione di equilibrio, per il quale l’inflazione non subisce accelerazioni (NAIRU). 1 Cfr. tra gli altri vedi Tobin [1993]; Modigliani [1995]; Ball [1996]. 2 Cfr. ad esempio rapp. C.E.P.R. [1995]; Bean [1994]; Jackman, Layard e Nickell [1991].

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Parole chiave

disoccupazione
lavoro precario
mercato del lavoro
economia politica
tasso di disoccupazione
disoccupazione di equilibrio
isteresi del tasso di disoccupazione

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