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La teoria dello stoccaggio nel mercato delle commodities: Un'analisi della ''Theory of Competitive Storage''

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Mencarini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giulio Cifarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

La tesi presenta alcuni strumenti per lo studio e la comprensione delle dinamiche osservabili nei mercati delle commodities. Tale temetica è di particolare interesse non solo per produttori e operatori industriali, ma anche per le autorità pubbliche nazionali e internazionali, le cui scelte di policy hanno profonde ripercussioni sulla formazione dei prezzi. I modelli presentati pongono al centro dell'attenzione il ruolo svolto dalla possibilità, di cui dispongono gli operatori, di stoccare parte della produzione in risposta alle variazioni attese del prezzo. Seguendo la distinzione compiuta da Carter e Roveredo-Giha (2009) abbiamo suddiviso la letteratura in due filoni principali: quello della "supply of storage theory", nella tradizione inaugurata da Working (1949) e sviluppata da Telser (1958) e Brennan (1958), e quella della "competitive storage theory" introdotta da Gustafson (1958).
La nostra attenzione si focalizzerà sul secondo filone di letteratura, che, utilizzando il concetto di aspettative razionali, si propone di individuare la regola di stoccaggio di equilibrio in un mercato perfettamente concorrenziale soggetto a shocks casuali esogeni. Gli speculatori manterranno le scorte in magazzinio se e solo se il prezzo futuro atteso è tale da compensare i costi complessivi dello stoccaggio. Poichè tali modelli non hanno una soluzione analitica, dovremmo utilizzare metodi di approssimazione numerici forniti da Wright e Williams (1991), per poter compiere alcune simulazioni esplicative.
Come vedremo tale modello risulta in grado sia di spiegare alcune importanti caratteristiche delle serie storiche dei prezzi, come la presenza di autocorrelazione e asimmetria, sia di fornire una solida base teorica per la valutazione delle policies implementate dalle autorità pubbliche.

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Introduzione Questo lavoro intende presentare alcuni strumenti per lo studio e la comprensione dei mercati delle commodities. Con questo termine facciamo riferimento ad un'ampia gamma di materie prime che vanno dal petrolio ai prodotti agricoli, dai metalli ad uso industriale, come rame e stagno, a quelli preziosi come oro ed argento. L'analisi delle dinamiche che guidano e regolano tali mercati è di fondamentale importanza non solo per produttori e operatori industriali, ma anche per le autorità pubbliche nazionali ed internazionali le cui scelte di policy hanno profonde ripercussioni sulla formazione dei prezzi. Anche i principali investitori istituzionali sono divenuti particolarmente attivi nei mercati delle commodities, ricercando nuovi assets con cui diversificare i propri portafogli. Stando alle stime di Doyle, Hill e Jack (2007) circa 60 miliardi di dollari erano investiti nel Marzo 2007 nel Goldman Sachs Commodity Index (GSCI) e oltre 90 miliardi di dollari gestiti da fondi pensione statunitensi erano impiegati, nello stesso periodo, in assets collegati a indici simili. Greer (2000) mostra che storicamente l'investimento in portafogli composti dalle principali commodities mondiali possiede alcune caratteristiche particolarmente appetibili per gli investitori: una bassa correlazione con i rendimenti azionari e una forte correlazione con il tasso di inflazione, che rende le commodities un buono strumento per gestire il rischio relativo all'incremento generalizzato dei prezzi. L'attenzione per lo studio di questi mercati è tornata a salire negli ultimi anni, sopratutto in seguito alla straordinaria crescita dei prezzi registrata a cavallo fra il 2007/2008, a cui ha fatto seguito un brusco calo a partire dal luglio 2008 in concomitanza con lo scoppio della crisi finanziaria. Per anni, dopo il picco degli anni 70, i prezzi delle principali commodities si sono mantenuti stabili, mostrando addirittura un trend negativo nel caso di quelle agricole, in conseguenza degli importanti miglioramenti tecnologici che hanno incrementato la resa delle piantagioni. Tanto che, all'interno delle principali organizzazioni internazionali, l'attenzione era focalizzata sulla necessità di offrire sostegno ai produttori dei paesi in via di sviluppo, i cui redditi risultavano soggetti alla pressione verso il basso esercitata dalla competizione internazionale. La figura 1, mostra l'andamento di tre diversi indici dei prezzi delle principali commodities suddivisi in : commodities energetiche, agricole, metalli e minerali. Gli indici 1

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Parole chiave

agricoltura
speculazione
materie prime
keynes
commodity
serie storiche
stoccaggio
prezzi
autocorrelazione
benessere sociale
bolla
storage model
competitive storage
buffer stocks

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