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Impianto percutaneo transcatetere di bioprotesi valvolare aortica (TAVI) CoreValve: follow-up a tre anni

INTRODUZIONE
La carenza di evidenze cliniche riguardo la durata a lungo termine delle protesi valvolari aortiche percutanee attualmente disponibili è uno dei problemi maggiori riguardo la sostituzione aortica valvolare transcatetere (TAVI) . In questo studio è stato eseguito un follow-up clinico ed ecocardiografico a tre anni sull’outcome di pazienti sottoposti a TAVI mediante impianto di protesi Core Valve® di terza generazione (Medtronic Inc., MN, USA).

MATERIALI E METODI
Presso l’ Unità Operativa di Emodinamica Interventistica annessa all’Istituto di Cardiochirurgia dell’ Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari, da Giugno 2008 a Marzo 2012 sono stati sottoposti a tale procedura 28 pazienti affetti da Stenosi Valvolare Aortica (SVA) severa, non eleggibili a chirurgia tradizionale. Questo follow-up è stato eseguito nell’ambito di uno studio multicentrico, che ha coinvolto un totale di 181 pazienti presenti nel registro italiano CoreValve. Il periodo di arruolamento è stato tra giugno 2007 ed agosto 2008. La coorte di studio è stata di 181 pazienti di cui 80 uomini (44,2%) e 101 donne (55,8%). L’età è stata di 80,9 ± 6,1 anni. La diagnosi di questi pazienti era di SVA severa sintomatica con un area valvolare aortica (AVA) inferiore ad 1cm2 (0,61 ± 0,23 cm2). Si è trattato quindi di un campione ad alto rischio chirurgico.La mortalità attesa a 30 giorni era del 24,0 ± 13,5% secondo il logistic EuroScore, e dell’ 11,4 ± 9,9% secondo lo score di mortalità STS.

RISULTATI
Il successo procedurale è stato raggiunto nel 92,0% dei casi.
La mortalità a 30 giorni è stata del 20,8% contro il 30,7% dello studio PARTNER.
La riduzione della sintomatologia dispnoica è stata raggiunta nel 75% dei casi con regressione di almeno una classe funzionale NYHA.

CONCLUSIONI
La nostra casistica di 28 pazienti nei 3 anni di follow-up è risultata dal punto di vista epidemiologico (considerando età e comorbidità) e degli outcomes perfettamente in linea con i risultati dello studio multicentrico cui ha partecipato il Laboratorio di Emodinamica Interventistica. Ad oggi disponiamo del più lungo follow-up disponibile per la procedura in questione.La TAVI eseguita con il sistema CoreValve Revalving da 18 Fr apporta benefici cardiovascolari sostanziali dal punto di vista clinico e funzionale in pazienti ad alto rischio con SA sintomatica in un follow up di tre anni.La maggioranza dei decessi nel follow-up sono da attribuire a cause non cardiache.

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5 1. LA STENOSI V ALVOLARE AORTICA (SVA) 1.1 Definizione ed eziopatogenesi La stenosi valvolare aortica è definita come un ostacolo al flusso di sangue attraverso la valvola aortica durante la fase di eiezione del ventricolo sinistro. Essa costituisce la patologia valvolare di più comune riscontro in Italia e negli altri paesi industrializzati 1 . Ciò dipende dall’ incremento della durata media di vita e dal declino della prevalenza del reumatismo articolare acuto. La causa più frequente di stenosi aortica è un’alterazione dell’apparato valvolare 2 , che ostruisce il flusso in seguito ad una diminuita mobilità deli lembi. L’ostruzione non valvolare del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, è invece solitamente risultato di una stenosi congenita sovra o sotto-valvolare. Infine abbiamo l’ostruzione al flusso di tipo dinamico, che si realizza nella cardiomiopatia ipertrofica. Dal punto di vista eziopatogenetico distinguiamo la forma calcifica degenerativa, le forme congenite e quelle dovute a malattia reumatica. La forma calcifica degenerativa è un disordine lentamente progressivo che può portare ad una sclerosi e irrigidimento dei lembi valvolari fino ad una severa calcificazione con una grave alterazione della mobilità dei lembi valvolari e una riduzione conseguente dell’AVA 3 . In passato lo si considerava un processo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Andrea Giuseppe Paradiso Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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