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La rinnovata centralità del Collegio nel sistema dei controlli previsti dal TUF dopo il D.Lgs. n. 39/2010

Informazioni tesi

  Autore: Valeria Tè
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: ECONOMIA AZIENDALE
  Relatore: Paolo Valensise
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

Il presente lavoro ha ad oggetto il ruolo del collegio sindacale di una società quotata, così come è stato ridisegnato dopo le diverse riforme che hanno coinvolto l’istituto, soprattutto alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 39/2010. In particolar modo, detto decreto, attraverso cui è stata profondamente riformata la revisione legale dei conti, ha inciso sul collegio sindacale ampliandone i doveri. In merito l’aspetto problematico che si vuole affrontare è legato al nuovo ruolo del collegio sindacale sancito dall’art. 19 D.Lgs. 39/2010. Tale previsione statuisce che il collegio sindacale di un ente di interesse pubblico (e dunque di una società quotata) si identifica con il comitato per il controllo interno e la revisione contabile che ha il compito di vigilare, tra l’altro, sulla revisione dei conti annuali e dei conti consolidati.
Con l’attribuzione di questi nuovi compiti, il collegio si ritrova in una posizione di centralità nel sistema dei controlli, non solo (ormai) con riferimento al controllo sull’amministrazione, ma anche per ciò che concerne la revisione legale dei conti.
Sin dai primi commenti, si rileva, inoltre, come le funzioni del comitato ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 39/2010, collimino con quelle che sono proprie del (vecchio) comitato per il controllo interno raccomandato dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A. Come si vedrà, la nuova edizione del Codice di Autodisciplina di dicembre 2011 ha tentato di risolvere il problema, assottigliando le aree di sovrapposizione dei due comitati.
Questo lavoro è quindi dedicato all’analisi della disciplina concernente il collegio sindacale, focalizzando in modo particolare l’attenzione sul delicato compito del collegio in veste di comitato per il controllo interno e la revisione contabile. Nel corso della trattazione si cercheranno di evidenziare le maggiori novità introdotte dalla nuova disciplina, nonché i problemi interpretativi e le criticità che la sua concreta attuazione solleva.
Nel primo capitolo di questa tesi si ripercorre l’evoluzione della disciplina dell’istituto sindacale – dalla sua istituzione, risalente al lontano 1882, ad oggi – analizzando gli aspetti peculiari introdotti da ogni riforma e le problematiche sottese.
Il secondo capitolo è interamente dedicato ai doveri spettanti al collegio sindacale di una società quotata. Si tratta di disposizioni dal contenuto piuttosto complesso e articolato, che non di rado sollevano dubbi interpretativi e criticità di ordine sistematico che verranno approfondite nel dettaglio in questo capitolo: i doveri del collegio sindacale sono, infatti, di amplissimo contenuto, che hanno come proprio punto di riferimento ogni tipo di normativa legale e regolamentare. Nel corso del capitolo si cercherà di ridisegnare anche il complesso sistema dei controlli societari, anche alla luce delle ultime novità: la legge di Stabilità (l. 12 novembre 2011, n. 183) e il Codice di Autodisciplina di dicembre 2011. Infine si tenterà di fornire una possibile interpretazione delle funzioni di vigilanza del collegio sindacale ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 39/2010.
Si affrontano nel terzo capitolo il tema della circolazione delle informazioni all’interno della società quotata, prestando particolare attenzione al ruolo fondamentale che il collegio assume nel dialogo, non solo, con tutte le figure presenti all’interno dell’organizzazione societaria, ma anche nei confronti dell’autorità di vigilanza.
Nel quarto ed ultimo capitolo si è scelto di concentrare l’attenzione sui penetranti poteri dei sindaci, poteri che consentono all’istituto sindacale di svolgere efficacemente le proprie funzioni di vigilanza, e sul rapporto dialettico che si instaura tra collegio sindacale e soci. In questo capitolo si cercherà quindi di illustrare il ruolo referente, sia verso gli azionisti sia verso la Consob, del collegio sindacale nell’interesse, non solo dei soci di minoranza, ma dei creditori e dei terzi in genere.

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Introduzione Il presente lavoro ha ad oggetto il ruolo del collegio sindacale di una società quotata, così come è stato ridisegnato dopo le diverse riforme che hanno coinvolto l’istituto, soprattutto alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 39/2010. In particolar modo, detto decreto, attraverso cui è stata profondamente riformata la revisione legale dei conti, ha inciso sul collegio sindacale ampliandone i doveri. In merito l’aspetto problematico che si vuole affrontare è legato al nuovo ruolo del collegio sindacale sancito dall’art. 19 D.Lgs. 39/2010. Tale previsione statuisce che il collegio sindacale di un ente di interesse pubblico (e dunque di una società quotata) si identifica con il comitato per il controllo interno e la revisione contabile che ha il compito di vigilare, tra l’altro, sulla revisione dei conti annuali e dei conti consolidati. Con l’attribuzione di questi nuovi compiti, il collegio si ritrova in una posizione di centralità nel sistema dei controlli, non solo (ormai) con riferimento al controllo sull’amministrazione, ma anche per ciò che concerne la revisione legale dei conti. Sin dai primi commenti, si rileva, inoltre, come le funzioni del comitato ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 39/2010, collimino con quelle che sono proprie del (vecchio) comitato per il controllo interno raccomandato dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A. Come si vedrà, la nuova edizione del Codice di Autodisciplina di dicembre 2011 ha tentato di risolvere il problema, assottigliando le aree di sovrapposizione dei due comitati. Questo lavoro è quindi dedicato all’analisi della disciplina concernente il collegio sindacale, focalizzando in modo particolare l’attenzione sul delicato compito del collegio in veste di comitato per il controllo interno e la revisione contabile. Nel corso della trattazione si cercheranno di evidenziare le maggiori novità introdotte dalla nuova disciplina, nonché i problemi interpretativi e le criticità che la sua concreta attuazione solleva. Nel primo capitolo di questa tesi si ripercorre l’evoluzione della disciplina dell’istituto sindacale – dalla sua istituzione, risalente al lontano 1882, ad oggi – analizzando gli aspetti peculiari introdotti da ogni riforma e le problematiche sottese.

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