Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

I restauri del complesso abbaziale di Bominaco tra il 1930 e il 1960. Il lavoro di Antonio De Dominicis

Bominaco, o meglio la sua abbazia, ebbe un ruolo fondamentale nel contesto della civiltà medievale della regione, come testimoniano, anche, la ricchezza dell’arredo scultoreo e la raffinata decorazione pittorica che ancora oggi è possibile ammirare nelle due chiese superstiti.
Durante il corso dei secoli, dopo la distruzione del monastero e delle strutture ad esso legate nel 1423, le chiese, e in particolare la chiesa maggiore, come vedremo, subirono radicali trasformazioni.
La ‘naturale’ stratificazione storica, però, non stravolse completamente la struttura medievale, la quale venne recuperata e fatta riemergere quasi interamente, insieme ad alcune componenti dell’arredo liturgico, nei restauri che interessarono il complesso dal 1930 ca. al 1960.
L’intento di questo lavoro è proprio analizzare i singoli interventi eseguiti nell’intero complesso, durante il periodo citato, - ad esclusione dei restauri riguardanti gli affreschi dell’oratorio di San Pellegrino - in modo specifico e dettagliato, grazie ad un’importante contributo scritto, ancora inedito, di chi ha seguito e supervisionato i cantieri in ogni fase: Antonio De Dominicis (1902- 1974).

Mostra/Nascondi contenuto.
! "! Breve introduzione Bominaco è un piccolo borgo medievale posto su un’altura rupestre, all’altezza di 1087 metri, nel territorio dell’aquilano. Ricordato nelle antiche cronache col nome di Mammenacu 1 , il borgo si sviluppò con molta probabilità attorno al complesso monastico benedettino (XI sec.) 2 sorto, a sua volta, su un precedente sacello di incerta datazione (VIII-IX sec.) 3 . Apparentemente nascosto e dislocato dalle principali strade di percorrenza odierne, Bominaco, o meglio la sua abbazia, ebbe un ruolo fondamentale nel contesto della civiltà medievale della regione, come testimoniano, anche, la ricchezza dell’arredo scultoreo e la raffinata decorazione pittorica che ancora oggi è possibile ammirare nelle due chiese superstiti. Questa abbazia benedettina, all’apice del suo splendore, comprendeva la chiesa di Santa Maria Assunta, al cui corpo si univa il monastero e il piccolo oratorio di San Pellegrino. Durante il corso dei secoli, dopo la distruzione del monastero e delle strutture ad esso legate nel 1423 4 , le chiese, e in particolare la chiesa maggiore, come vedremo, subirono radicali trasformazioni. Tra le tante la più evidente, in Santa Maria Assunta, fu la sostituzione, nel XVIII secolo, dell’originaria copertura a capriate con pesanti volte in pietra, le quali cedute definitivamente nel 1897, vennero ripristinate, un anno dopo, determinando il rialzamento nelle muraglie di almeno 80 cm. 5 ‘deturpando’, a detta del Gavini 6 , l’impianto romanico originale e determinando la perdita di quasi tutta la cornice di coronamento dei due timpani e della navata maggiore. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! ! " !Il primo documento certo, che nomina il luogo come Mammenacu è una cessione di beni risalente al 1093, come vedremo in seguito; cfr. G. CELIDONIO, La diocesi di Valva e Sulmona, III (Dal 1100 al 1200), Casalbordino 1911, p. 173; L. GATTO, !Momenti di storia del Medioevo abruzzese: persone e problemi, L’Aquila 1986, p. 234. # !Secondo Di Francesco «Bominaco non ebbe una fisionomia storica propria e definita… visse sempre all’ombra ed in funzione dell’abbazia benedettina di Santa Maria Assunta…» cit. in A. DI FRANCESCO, Il recinto fortificato di Bominaco, in “Atti del XIX Congresso di storia dell’architettura”, 1, 1980, p. 151. $ !I. C. GAVINI, Storia dell’architettura in Abruzzo, I-II, Roma-Milano 1927, I, pp. 395-396; cfr. anche S. TERRA ABRAMI, Tre badie benedettine nel cuore dell’arte: Abruzzo; S. Pietro ad Oratorium - S. Benedetto in Perillis - Bominaco, in “Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria”, 70, 1980, p. 300. % !Ad opera, come vedremo nel capitolo successivo, del capitano di ventura Fortebraccio da Montone, cfr. nota 79. & !M. DANDER, I tesori di Bominaco, in Quaderni storico-artistici dell’Aquilano, 6, L’Aquila 1980, pp. 10-11. ' !I. C. GAVINI, Storia dell’architettura…, op. cit. p. 74. !

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paola Aloisio Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 455 click dal 10/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.